LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Settis: L'arte non una torta da spartirsi
Caterina Soffici
il Giornale, 02/12/2005

Parla lo studioso che sceso in campo nella battaglia in difesa del patrimonio: pubblico e privato devono convivere
Tagli alla cultura. Gli sprechi ci sono, ma cos chiudiamo i musei

La sinistra ne ha fatto un eroe nella battaglia contro la temuta svendita del patrimonio pubblico (il famoso vogliono vendere il Colosseo). Lui invece ha intitolato il suo ultimo libro Battaglie senza eroi (Electa, pagg. 410, euro 18), perch, dice, in queste battaglie di eroi non ce ne sono. Ci sono solo perdenti. E il principale perdente il patrimonio italiano. L'ottimismo non si spreca. E non si pu dar torto al professor Salvatore Settis, calabrese, 64,anni, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, storico dell'arte che negli ultimi anni ha tradito l'amato Giorgione e gli antichi greci per impegnarsi in una battaglia persa.
Un masochista o forse solo un utopista, come tutti quanti, da Antonio Cederna a Leonardo Borgese a Giorgio Bassani , hanno sprecato tempo ed energie nel denunciare il degrado del patrimonio italiano. Se percorrendo una costa, prendendo un'autostrada, girando per la provincia o per una periferia inorridite per quanto vedete, potete proseguire nella lettura. Se pensate che negli ultimi cinquant'anni non abbiamo costruito case orribili, chiese mostruose, capannoni industriali, outlet e centri commerciali che gridano vendetta, se pensate che il cemento sia un inevitabile conto da pagare al progresso, questa intervista non fa per voi.
Il nocciolo del problema sta nel definire il ruolo di Stato e privati nella gestione del patrimonio. La questione pi che mai attuale nei momenti di vacche magre: quando si parla di finanziarie, i tagli pi pesanti sono sempre alla cultura. Lo si vede oggi, ma nel 1992 fu anche peggio. La famosa manovra lacrime e sangue da 92mila miliardi di lire del governo Amato colp al cuore i beni culturali, tanto che l'allora ministro Ronchey corse ai ripari con una legge per facilitare l'ingresso dei privati (la cosiddetta legge Ronchey che si ricorda erroneamente solo per aver permesso l'apertura dei musei alle caffetterie e al merchandising). Tredici anni dopo il ministro Buttiglione ha minacciato le dimissioni dichiarando che non sar lui a chiudere la Scala.
Professor Settis, su questo giornale Stefano Zecchi (assessore alla cultura del Comune di Milano) stato l'unico a sostenere una tesi eretica: ha scritto che i tagli alla cultura sono giusti perch cos si eliminano gli sprechi. Lei che dice?
Ho letto quel pezzo. Anch'io sono convinto che ci siano sprechi e che vadano eliminati. Ma penso che il metodo sia sbagliato: tagli indiscriminati non significa che si elimini il superfluo invece che l'utile. La moralizzazione della vita pubblica non passa per questi tagli.
Lei ha guidato per sei anni il Getty Research Institute di Los Angeles. In Italia si guarda all'estero come al modello dove il privato funziona benissimo e lo si porta come campione di buona gestione. cos?
Questo il primo di una serie di equivoci. Non esiste un modello americano. Il Metropolitan o il Getty (dove tra l'altro si entra gratis) sarebbero gi chiusi senza contributo pubblico. Il Metropolitan riceve oltre un miliardo di dollari ogni anno dal Comune di New York.
Quindi lei per sovvenzionare l'arte?
Altro equivoco: arte sovvenzionata questa? Se vogliamo chiudere, tagliamo pure i contributi. L'esito sarebbe questo, in Italia con il criterio del biglietto che copre il costo resterebbe aperto solo il Colosseo. Anche gli Uffizi chiuderebbero. Il discorso da fare invece sull'indotto. Nei primi anni Ottanta una banca svizzera fece i conti per la citt di Zurigo: le biglietterie non coprivano i costi dei vari musei, ma era tutto l'indotto a incidere in modo rilevante sull'economia della citt. Nessun museo al mondo riesce a coprire pi del dieci per cento delle spese con la sola vendita dei biglietti, anche se molti illustri economisti sostengono il contrario.
Ma lo Stato da solo, come si dimostrato, non ce la fa. Si pu conciliare la cultura con il mercato? Pubblico e privato non solo possono, ma devono coesistere e collaborare. Per il dialogo si pu sviluppare solo quando il pubblico forte. Invece adesso la presenza del privato ha portato un calo della cura e dell'attenzione da entrambe le parti. Anche alla base di questo c' un grande equivoco.
Un altro equivoco, quale?
Che il patrimonio abbia una redditivit immediata e che ci sia una grande torta da spartire. Invece
si litiga su una torta che non c'.
Perch la torta non c'? Siamo il Paese con il maggior numero di siti riconosciuti dall'Unesco, con il maggior numero di opere d'arte, musei, chiese. Non una bella torta?
La torta se anche c'era finita nel momento in cui Regioni, Province e Comuni hanno iniziato a pensare che il patrimonio culturale avesse ricadute d'immagine sfruttabili a fini politici. Adesso invece siamo in mano a micro-lotte marginali che penalizzano la visione d'insieme, bisognerebbe ridistribuire le parti tra Stato e Regioni.
Lei critica pesantemente l'aver distinto la tutela del patrimonio attribuita allo Stato e la gestione del patrimonio alle Regioni. Perch?
Perch le due funzioni spesso si sovrappongono e non facile definire cosa tutela e cosa gestione. Con il risultato che se il bene appetibile ci sar una corsa ad occuparsene, altrimenti ci sar uno scaricabarile. Se devo risuolare delle scarpe tutela o valorizzazione? O non le risuola nessuno o lo fanno entrambi. Occorre un patto nazionale per la tutela a cui partecipino tutti.
Il primo a usare la Cultura per la ricaduta d'immagine stato Walter Veltroni,- che da vicepremier assunse anche la carica di ministro dei Beni culturali e vi unific spettacoli e sport.
Fu un grande errore. Quello di Veltroni fu un tentativo di dare pi centralit al ministero, ma sbagli perch non si possono gestire gli stadi, i fondi del cinema e dello spettacolo insieme con i musei e il patrimonio artistico. Io trovo ottima la proposta fatta dal giurista Fabio Merusi sul Giornale dell'arte: scorporare il ministro della Cultura e consegnargli come proprio patrimonio e il demanio culturale.
Invece in Italia il ministero dei Beni culturali sempre stato la Cenerentola di ogni governo. Non le sembra assurdo?
marginale per un problema, storico, perch quando fu creato nel 1974, Giovanni Spadolini si limit a farne una branca amministrativa rispetto alla Pubblica istruzione. Non si cre quindi una nuova struttura, non ci fu un progetto politico, ma solo burocratico.
Lei ha anche scritto che i nostri ministri dei Beni culturali si comportano come i peggiori nemici del patrimonio che dovrebbero amministrare...
Era una provocazione, ma in verit i Beni culturali sono spesso andati a persone non motivate. Storicamente venivano dati a partiti che non contavano politicamente e questa marginalizzazione ha avuto pessime conseguenze sul patrimonio.
Tra le tante battaglie perse, una almeno l'ha appena vinta, e non secondaria: stata abolita la norma che prevedeva il silenzio-assenso delle Sovrintendenze nella vendita dei beni demaniali. Contento? Una piccola battaglia non significa vincere la guerra. Il silenzio-assenso scomparso, ma l'approvazione finale deve ancora arrivare....



news

10-08-2020
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 10 agosto 2020

27-07-2020
Il Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana di Studi Bizantini su Santa Sofia

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto allestero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

Archivio news