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Chiude i battenti la mostra "Magna Graecia. Archeologia di un sapere"
Giuseppe Mercurio
Gazzetta del Sud

Chiude oggi la mostra "Magna Graecia. Archeologia di un sapere", organizzata dall'università di Catanzaro con il supporto scientifico della Scuola normale superiore di Pisa e con la collaborazione della Regione Calabria e del Comune di Catanzaro, non senza polemiche da parte del rettore dell'ateneo, Salvatore Venuta, che avrebbe preferito il rinvio dei lavori su Corso Mazzini per sfruttare meglio l'interesse per la manifestazione che in cinque mesi ha totalizzato oltre trentamila visitatori.
«Gli obiettivi - ha detto il rettore nella conferenza stampa di ieri dove è stato tratto un bilancio della mostra - sono stati centrati: riscoprire la grande cultura che appartiene a questa terra, irrobustire il senso di appartenenza di chi ci vive, rendere coerente il ruolo dell'Università che è quello di essere fortemente integrata nel territorio interagendo con esso. La mostra è stato un ponte tra Catanzaro è il mondo. Il successo è stato al di la di ogni aspettativa, soprattutto negli ultimi due punti. Un dato che ci riempie di gioia è quello della partecipazione dei giovani: sono stati circa 16 mila, il 50% dei visitatori, provenienti dal Friuli, dal Lazio, dalla Puglia. Un successo che è stato difficile raggiungere visto che, subito dopo l'inaugurazione, sono partiti i lavori di ristrutturazione di Corso Mazzini. Abbiamo avuto difficoltà a rendere fruibile la mostra. Solo a Catanzaro poteva succedere in una città che ha già di per se dei problemi strutturali. Aggiungerne degli altri non è stato saggio. In questa città occorre pianificare meglio le iniziative culturali. La mostra - ha comunicato con dispiacere Venuta - chiude domani (oggi per chi legge, ndr) perché non ci è stata data la disponibilità per un altro mese in quanto sono stati presi altri impegni. Del resto, abbiamo già prorogato di un mese e sarebbe stato bello ampliare i tempi. Siamo soddisfatti anche perché, nonostante le difficoltà, siamo riusciti a portare 4.000 visitatori a Catanzaro nel mese di agosto, nonostante anche il calo del turismo. Abbiamo anche attirato l'interesse a livello mondiale per la mostra. La dimostrazione sono i servizi giornalistici realizzati dalla Bbc News e dalla Cnn, quest'ultimo che andrà in onda a dicembre, dove Catanzaro sarà presentato in tutto il mondo grazie alla mostra. Un prodotto del genere non si ottiene se non ci sono sinergie. Quando si fa squadra, il prodotto è di grandissimo valore».
Venuta ha anche anticipato che, oltre ai "Concerti dell'università", la manifestazione musicale curata dall'ateneo che partirà a gennaio, sono in cantiere di-
verse iniziative, una delle quali annuale ed un altra a
più lungo respiro.
L'assessore regionale alla cultura, Sandro Principe, ha difeso invece gli operato degli amministratori catanzaresi. «Quando partono i lavori - ha detto - è difficile fermarli. Quando ero sindaco mi hanno fatto a pezzi per una vicenda simile. Non si può far nulla. La cosa da fare invece è riuscire a creare una rete per attrarre i turisti ed i visitatori. In Calabria manca l'impresa culturale per risolvere i nostri problemi».
Principe ha anche ribadito un concetto già espresso in diverse occasioni. «Il sistema universitario - ha detto - è veramente il punto d'eccellenza della regione sul quale dobbiamo puntare. Non serve solo a sfornare giovani laureati ma anche a per fare cultura. Siamo lieti di aver contribuito alla realizzazione di questa mostra che ci ha indotto a riflettere su questa terra. Da qui si può pensare allo sviluppo senza scinderlo dalla cultura. Ma è possibile - si è domandato -che città come Sibari e Cro-tone siano ancora sottoterra? Le scoperte archeologi-che che stanno alla luce del sole portano turismo di qualità. Per questo ho inviato al presidente Loiero un mio parere per far sì che si concentrino una quota di risorse per l'archeologia».
Principe, dopo aver ricordato che è stato realizzato per questo motivo un
accordo di programma quadro per i beni culturali, ha annunciato due importanti mostre: la prima che va da Caravaggio a Siroli e la seconda dedicata a De Chirico, che si svolgeranno nel prossimo anno.
L'assessore comunale alla cultura, Wanda Ferro, dopo aver definito la mostra un «momento importante di grande orgoglio per la città», ha anche lei difeso l'operato dell'amministrazione comunale. «È vero che ci sono stati dei disguidi - ha ammesso - ma 7 milioni di euro di finanziamenti per i lavori del corso non potevano essere persi. Siamo grati all'università che con questa mostra ha contribuito a tenere vivo il centro storico. Siamo tutti tristi perché la mostra chiude ma non è stato possibile rinviare al prossima mostra. Abbiamo avuto tante mostre di prestigio al complesso monumentale del San Giovanni ma ami una come questa. Credo molto nel gioco di squadra soprattutto con l'università che crea sviluppo ma mi permetto di fare un appello ai privati: la cultura è un investimento e mi auguro che ci sia un maggiore slancio in questo senso».
Alla conferenza stampa hanno preso parte Stefano De Franciscis, delegato del rettore per l'organizzazione della mostra, e Luigi Grandinetti, direttore amministrativo dell'ateneo.



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