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Olbia. Colony, un piano per ampliare gli hotel
Guido Piga
La Nuova Sardegna 28/11/2005

OLBIA. Non vogliono rifare solo Porto Cervo, con 180 mila metri cubi in più, tra ristrutturazioni e nuovi volumi. Colony Capital e il gruppo Capitalia, da oggi maggiore azionista dopo Barrack, vogliono anche ampliare i 4 hotel della Costa Smeralda. E decisivo sarà il piano paesaggistico regionale.
L'intenzione del gruppo è stata annunciata ai sindacati. Durante l'incontro con Cgil, Cisl e Uil, tenuto la settimana scorsa, Franco Carraro e Renzo Persico, per Capitalia e Colony Capital, hanno spiegato che il loro obbiettivo è quello di aumentare l'offerta ricettiva della Costa. Oggi i quattro alberghi -Cervo, Cala di Volpe, Romazzino, Pitrizza - hanno un valore di 198 milioni di euro, ma hanno un potenziale di crescita del 25 per cento, in termini volumetrici. Questo, perchè tra il 2003 e il 2004 sono stati effettuati lavori per la sola ristrutturazione degli hotel, resi più funzionali. Ma le camere, tra singole, doppie e suite, sono rimaste sempre le stesse: circa trecento.
Dunque, la proprietà della Costa Smeralda punta a un piccolo "masterplan" (nome, peraltro, bandito dall'arrivo di Colony Capital). Un piano di
sviluppo, messo in campo da Sardegna Resorts, che non va a toccare aree al momento libere. «Noi non faremo quello che non à possibile, nè battaglieremo per cambiare le regole, ma siamo in attesa di sapere ciù che à possibile» è stata la posizione avanzata da Carraro.
Tradotto: Colony attende il piano paesaggistico regionale. Un'esigenza condivisa anche dai sindacati, preoccupati che un altro investitore, dopo l'Aga Khan, possa «scappare per le lungaggini politiche». Ma, stavolta, i presupposti sembrano essere diversi. Tanto che Daniele Valentino, leader della Uil, si à detto soddisfatto delle
parole di Carraro: «Se loro vogliono solo avere certezze per poter investire, noi siamo ben diposti. Credo che se i loro piani si muoveranno nell'ottica della sostenibilità sociale e ambientale, le condizioni perchè possano essere realizzati ci siano tutte. Quello che abbiamo chiesto à il consolidamento e il rafforzamento del livello occupazionale».
In attesa del piano, però, Giovanni Deiana, della Cgil, chiede al gruppo «un piano industriale. Sappiamo che Colony Capital è un operatore finanziario, e non del settore turistico, per questo vogliamo avere le carte per poter valutare i loro progetti. Va bene ristrutturare Porto Cervo, va bene ampliare gli alberghi, ma crediamo che queste scelte debbano collegarsi a interventi anche in altri settori, dall'alimentare al termale».
Che il Ppr possa dare un via libera alla possibilità di ampliare gli hotel, è cosa probabile: il 22 novembre la giunta di Soru ha infatti approvato i termini per il nuovo bando sui finanziamenti agli alberghi.
Infine, per l'altra costa, quella Turchese, dopo che lo studio ambientale sul Puc di Olbia impone lo spostamento delle cubature (305mila) verso l'interno, a 450 metri dal mare, è sempre più ricorrente la voce di un passaggio di proprietà dal gruppo Fininvest a una cordata americana.
Anche in questo caso, c'à attesa per il Ppr: ma sarà breve. Domani, forse, sarà approvato dalla giunta regionale.



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