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Ecco come vogliono sfregiare Cortina
Giuseppe Pietrobelli
Il Gazzettino Online,27 nov 2005

Domenica, 27 Novembre 2005






La simulazione della tangenziale-incubo per il paesaggio ampezzano presentata ieri sera al PalaVolkswagen

Cortina d'Ampezzo
NOSTRO INVIATO

Lo scheletro di pilastri in cemento armato s'innalza sul torrente Boite con la grandiosit di una cattedrale gotica, ma ha l'effetto angosciante di una gigantesca ragnatela che imprigiona gli abeti, il prato, le acque limpide. Il fagiolo d'asfalto che arzigogola nell'aria, sospeso sopra la passeggiata del Convento, guarda con irridente provocazione verso via delle Guide, introducendo una prospettiva assolutamente artificiale, geometrica, in un paesaggio che tutti conoscono per la sua incantata, incantevole dolcezza, contrastata oltre il bosco dai ghiaioni primordiali del Faloria.

La strada a doppia corsia, percorsa da auto e da Tir, che s'infila nel buco nero della galleria Meleres un immane rasoio che taglia in due i prati miracolosamente salvati dal bosco e dall'uomo, cancellandone per sempre la struggente poesia che si colora di diamante nei giorni di sole. La bretella che si biforca con lampioni e aiuole spartitraffico nella valletta di Alver dove sorge una villa con foresteria in perfetto stile ampezzano, che da sola vale come tre condomni di citt, ha l'eleganza stilistica di un imbianchino che pretenda di abbellire la Gioconda, o la pacchianeria nichilista di un geometra che voglia imitare Palladio.

La potenza della grafica da computer sta nella capacit di anticipare ci che ancora non esiste, materializzandolo visivamente. E quando l'elaborazione digitale si sovrappone, contrapponendosi, all'immagine fotografica dell'esistente, il risultato sta nel sussulto che ha avuto ieri sera il PalaVolkswagen di Cortina quando sono comparse le simulazioni dello Studio Terra sulla Tangenziale ampezzana che verr.O meglio, su ci che il progetto ultimato dall'Anas la scorsa estate ha previsto per realizzare unby-pass viario, in buona parte sotterraneo, pensato per risolvere i problemi di traffico e di inquinamento della Conca pi famosa delle Alpi.

Valori ambientali-paesaggistici e viabilit a Cortina d'Ampezzo il tema, attuale, ma scottante della tavola rotonda, organizzata dal Dipartimento di Urbanistica della Facolt di Pianificazione del Territorio dello Iuav di Venezia. Oltre l'eleganza del titolo, il nodo vero il dilemma se realizzare o meno la tangenziale, un'opera con quattro gallerie, ponti, viadotti, quattro svincoli e un costo previsto di 441 milioni di euro, probabilmente destinato a lievitare visto che lavorare in montagna comporta sempre forti incognite.

Un argomento che gi divide la comunit ampezzana. Da una parte stanno il Comune e i consorzi turistico-alberghieri, attratti da inedite possibilit di sviluppo che la strada a due corsie (in buona parte in galeria) garantirebbe. Dall'altra molti proprietari che si sono affidati a studi tecnico-legali per fare opposizione, nonch gruppi di ambientalisti, la Commissione Internazionale per la protezione delle Alpi (Cipra) e un paio di comitati locali, che hanno raccolto alcune centinaia di firme di protesta e annunciano mobilitazioni di massa.

La dimostrazione di quanto la Tangenziale sia destinata a marcare le differenze venuta da due importanti assenze. Il sindaco Giacomo Giacobbi ha inviato una lettera spiegando di non voler prendere una posizione pubblica in un convegno, visto che gi in calendario un consiglio comunale che si occuper dell'argomento. Insomma, ha preferito girare al largo delle polemiche, considerata la presenza di esperti che si oppongono alla realizzazione. Assente anche il progettista, l'ingegnere Antonio Valente dell'Anas, che alla fine di settembre aveva illustrato ai cortinesi il progetto preliminare e lo Studio d'impatto ambientale.

cos toccato al dottor Marco Stevanin e alla geologa Maria Luisa Perissinotto dello Studio Terra illustrare, anche visivamente, il progetto e i suoi impatti sull'ambiente. Il paesaggio il pi grande patrimonio che abbiamo, per questo va tutelato. E la discussione sulla Tangenziale pu diventare il primo momento di un dialogo per un nuovo approccio alla pianificazione del territorio ha detto Stevanin. Cortina uno dei simboli della bellezza naturale e dello sviluppo economico che ha generato. La fortuna di Cortina sempre stata l'auto, mostrata, esibita e per questo usata dai villeggianti, ma forse venuto il momento di cambiare cultura e di isolare l'auto in un ambiente come questa Conca. Riuscire a farlo muterebbe la prospettiva del problema-traffico e delle soluzioni possibili. Bisogna pensare ad alternative alla tangenziale, perch non un'opera invisibile, come qualcuno sostiene. Ma ha impatti forti. Eccoli.

Le foto della simulazione (alcune in questa pagina) sono state ricavate dall'elaborazione grafica dell'architetto Gianluca Nicolini dello Studio Terra. La situazione esistente viene raffrontata con la stessa immagine modificata dagli impatti visivi di strade, viadotti, bretelle, ponti, gallerie, arcate in cemento. Un effetto pesante. In qualche punto addirittura agghiacciante per i cultori di una natura incontaminata e per gli amanti dei paesaggi cortinesi, con quell'alternanza unica di prati, boschi e chalet.

Il professor Virginio Bettini ha denunciato il mancato rispetto delle leggi di tutela della montagna, la deturpazione paesaggistica, i rischi per l'ecosistema. L'avvocato Gianluigi Ceruti, che ha gi raccolto le osservazioni critiche al progetto in un ponderoso dossier inviato alla Regione Veneto e al Ministero per i Beni Culturali ha ammesso: Nessuno nega che esista il problema del traffico a Cortina, ma il modo in cui viene affrontato con questa tangenziale manifestamente errato. Non solo da un punto di vista ambientale, ma anche perch crea gravi danni all'economia turistica di Cortina. E ha spiegato: Se per 6 anni i cantieri rimarranno aperti e decine di migliaia di camion percorreranno le strade di montagna, non pensate che anche i beni dei cortinesi perderanno di valore?. Ha denunciato l'assenza di un piano del traffico basato su dati reali. E ha battuto su alcune soluzioni alternative: ripristinare la ferrovia da Tai di Cadore, riaprire la funivia per Pocol che sottrarrebbe una fetta di traffico turistico, ricavare parcheggi all'esterno del centro storico. Una serata di ragionamenti per concludere che occorre femarsi un attimo a riflettere prima che il progetto-incubo sconvolga l'assetto di Cortina.






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