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Un sistema di sfere d'acciaio salverà il David dai terremoti
Paola Pasquarelli
Nazione - Carlino - Giorno 25/11/2005

ROMA- — La pedana oscilla a destra e a sinistra, seguendo il moto impazzito del pavimento, dieci centimetri da una parte e dieci dall'altra, mentre la statua di marmo appoggiata sopra di essa resta magicamente ferma, immobile al suo posto.
Il terremoto è una finzione, ma avrebbe potuto distruggere l'opera d'arte che invece è intatta. Se il progetto andrà in porto, tra qualche anno sulle tavole vibranti della Hall Tecnologica per le Prove Dinamiche ed Ambientali del Centro Ricerche Enea (Ente per le nuove tecnologie l'energia e l'ambiente) della Casaccia salirà una riproduzione in scala reale del David di Michelangelo per lo stesso esperimento che garantirà al David vero, custodito nella Galleria dell'Accademia di Firenze, l'incolumità nel caso in cui la città fosse colpita da un episodio sismico. Alle prove generali di ieri gli isolatori sismici hanno fatto il loro dovere, restituendo integra la Venere al Bagno di Villa Torlonia. Dalle stesse strumentazioni si attende nel prossimo futuro la messa in sicurezza del capolavoro di Michelangelo, così come è scritto in un apposito protocollo d'intesa tra Enea, Università di Perugia e la società Alga (specializzata nella progettazione e installazione di appoggi strutturali e sistemi antisismici). L'obiettivo, che presuppone il reperimento dei fondi stimati in circa un milione di euro e il benestare della Sovrintendenza di Firenze, punta sull'utilizzo di strumenti innovativi composti da sfere di acciaio, che non avendo attrito, scivolano sul terreno in situazioni di vibrazione, disgiungendo i movimenti del terreno dal moto del basamento della statua. La scelta dell'acciaio inossidabile nasce dall'esigenza di garantire il funzionamento della strumentazione per il maggior tempo possibile. E dalla pesantezza della statua, neanche paragonabile ai bronzi di Riace per i quali, invece, si utilizzarono sfere di gomma. «La difficoltà maggiore sarà quella di installare gli strumenti senza spostare la statua - spiega Alessandro Martelli, responsabile della Sezione prevenzione dai rischi naturali dell'Enea — in pratica dovremo fissarli senza togliere allo spettatore la visibilità dell'opera d'arte».
Le tavole vibranti riproducono scosse di intensità cinque volte superiore a quella di un terremoto definito forte. E le riproducono solo in senso orizzontale. Ancora resta da verificare se anche per quelle verticali sarà necessario ricorrere a strumentazioni protettive del David. L'operazione si rivelerebbe nel caso assai più complicata e richiederebbe l'intervento dei massimi esperti internazionali, in particolare del Giappone e degli Stati Uniti. Il punto di fragilità del David è rappresentato dalle caviglie e dal troncone che sorregge la gamba destra, perché il suo peso non è centrato sulla base. Questa fragilità, che aveva già creato un forte allarme nell'Ottocento, ora preoccupa gli esperti solo di fronte all'eventualità di un terremoto: «Nella vita del capolavoro di Michelangelo ci sono stati alcuni episodi sismici di grado compreso tra 6 e 7 gradi della scala Mercalli (come quello del Mugello del 1919) - spiega Antonio Borri del Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell'Università di Perugia — ma nel lungo periodo Firenze può attendersi anche un terremoto di otto gradi».



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