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Triennale, ti porto pi in alto
Chiara Beria di Argentine
La Stampa 26/11/2005

Milano. L' idea avere dei punti dove rappresentare, tutto l'anno, l'Italian Style. Non il made in Italy, lo stile italiano. Saranno vetrine per tutto ci che definisco "la cultura del progetto"; dall'industrial design al food-design, alla moda, l'architettura, il marketing territoriale, il turismo. Nel progetto coinvolgeremo molti attori, il Ministero delle Attivit produttive l'Ice e le pi imprese italiane. Esempi? Penso ai tavoli di Riva in legno kauri disegnati da Renzo Piano e Citterio a veri gioielli della tecnologia come i freni della Brembo o gli interruttori della BTicino. Nella sua agenda Davide Rampello, presidente della Triennale ha, il 29 novembre, la firma dell'accordo per Triennale-Tokio, prima sede all'estero della gloriosa istituzione (nata a Monza nel 1923 come Biennale delle arti decorative, dal 1933 a Milano nel palazzo capolavoro di Giovanni Muzio). Spiega Rampello che Triennale-Tokio (3 spazi per un totale di 1.700 mq modulari), una vetrina tricolore in terra giap, verr inaugurata nell'autunno 2006, a Shidom, un nuovo quartiere in stile italiano.
Altra metropoli, altra sede, altro mercato. 2007, New York. Giuseppe Cipriani, giovane e talentoso imprenditore della stirpe veneziana dell'Harry's Bar, che ha fatto fortuna a Manhattan ha vinto con il suo mega progetto Leonardo 57 (28 mila mq di negozi, show room, ristoranti) l'appalto per il Pier 57, un vecchio molo sull'Hudson. Tra gli assi che Cipriani ha potuto calare c' uno spazio - 5 mila mq - gestito dalla Triennale. Quando mi ha chiesto se eravamo interessati ho detto subito s, dice Rampello, 58 anni, siciliano cresciuto in Veneto, un tipo eclettico che dall'archeologia industriale (scuola di Eugenio Battisti) pass dalla Rai (collabor con Raffaele Crovi ed Ermanno Olmi) a Telealtomilanese e ad Antennatre di Renzo Villa ed Enzo Tortora (allora si chiamavano "televisioni libere") per approdare, nel 1980, su segnalazione di Fedele Confalonieri, da Silvio Berlusconi che aveva trasformato Telemilano 58 in Canale 5. Fu seduttivo da morire, m'innamorai della sua idea di Tv. Primo direttore artistico della rete (con Berlusconi, Freccero, Lazarov) e regista di programmi nazionalpopolar-cult come Premiatissima. Rewind. Solo un attimo di nostalgia per quell'impresa lontana. Ottimista come i berlusconiani-doc (che dice! Sono un libero pensatore) Rampello parla con foga del futuro, della Triennale. Il 10 dicembre sar a New York. Cipriani stato bravissimo a battere personaggi del calibro di Roland W. Betts, amico personale di Bush.
E' l'ennesima prova che la Triennale un marchio prestigiosissimo soprattutto ora che gli abbiamo ridato smalto e vivacit.. Zapping: Ma lo sa che il food la mia passione? Ho fatto l'ispettore per Veronelli e, su richiesta del mio amico Giorgio Fantoni, quando Massimo Vitta Zelman entr in Mondadori, ho diretto la rivista Gran Gourmet. Espansione. Rampello m'illustra un'altra operazione - detta: Triennale Off -l'apertura di sedi a Palermo (alla galleria Expa) e in un paese tra Treviso e Venezia.
Un paese?, chiedo sempre pi esterefatta. S, un paese, ribatte deciso, dall'industriale Codognatto che ha deciso di aprire una galleria d'architettura nella sua fabbrica. Show-room sull'Hudson, vetrine al sushi, fabbriche del nord-est: un mix incredibile. Ma non si rischia l'effetto fiera o supermarket, genere alla Triennalissima? Presidente, la Triennale era un sofisticato tempio dell'architettura e del design non pensa di snaturarne l'identit? Ma cosa dice! Quando sono arrivato in questo palazzo c'era la desolazione.. Oggi la Triennale la metafora di come si deve gestire un'istituzione culturale, replica Rampello che grazie alla sua strategia di marketing (il vecchio mecenatismo finito) e, nonostante, il ritardo dei finanziamenti ministeriali, vanta un bilancio in nero.
Non solo: lui nel cda ha voluto con Regione, Comune e Politecnico, anche la Provincia del diessino Penati. Altro che Scala! Una vicenda gestita male. Fontana non meritava di essere cacciato cos, Fedele ha sbagliato, azzarda Rampello. Nel 2002 quando dopo la scomparsa di Augusto Morello (un raffinato intellettuale olivettiano) fu nominato presidente dal sindaco Albertini e dal ministro Urbani i consiglieri Aldo Bassetti e Giuseppe Panza di Biumo si dimisero. Proteste, critiche. C'era chi non riconosceva a Rampello la competenza in architettura e design e chi diffidava per via dei suoi antichi legami: Mar-cello Dell'Utri? Un caro amico, ora rivendica. Fui io a premere per invitare il mio amico Massimo Cacciari alle convention di Publitalia. Curioso.
Se poi gli si chiede chi preferisce come sindaco di Milano risponde: Non mi piace nessuno dei due. La Moratti gelida, Ferrante uno sbirro. Meglio Paolo Del Debbio che colto e giovane. Con orgoglio (si parl di lui come assessore alla Cultura, ma poi and Carrubba) Rampello esibisce i risultati della sua gestione. Il macrodato, lo chiama da docente di Teoria e tecnica della promozione dell'immagine alla Cattolica. Al mio arrivo la Triennale faceva 40 mila visitatori l'anno; nel 2004 siamo arrivati a 360 mila biglietti staccati. Nel 2005 aumenteremo di un altro 40%. Il target? 72% sono giovani, studenti o professionisti al primo lavoro. Ha capito? Sono in caccia dei nuovi Sottsass e non me ne frega un cavolo dei 3 mila dei salotti, dei puristi. Alla passivit culturale di certe lites oppongo un'azione colta, ovvero la capacit di contaminare, d'ibridare i pi diversi linguaggi, dice.
Racconta che grazie al passaparola 24 mila persone (70% giovani) hanno visto la mostra di Gaetano Pesce. "Che figo! Che forte!", ho sentito dire ad alcuni ragazzi. Avevano riconosciuto il linguaggio dei colori, della rivolta alle cose: per me un successo. Il mio tema non sono - ripeto - i salotti ma un territorio che deve essere il pi possibile sensibilizzato. E ancora. Creare un luogo dove la gente viene perch trova i segni di un immaginario pi alto e perch ci sta bene. Altro che tagli alla cultura, anche questo welfare! Se ci fosse un'offerta pi vasta ci sarebbero meno malattie nervose, meno disagio. Da Andy Warhol a Pesce, da Keith Haring a Joe Colombo, in pi eventi, show in offerta speciale. Come ai tempi di Mascagni e De Sabata, grazie all'accordo con il presidente del Conservatorio, Francesco Micheli, ora alla Triennale ci sono concerti domenicali in tema con le mostre.
Un gruppo di studenti (per i ragazzi l'abbonamento annuale di 30 euro) in fila per vedere Haring; nella sala Impluvium c' l'Art book; sul lato parco il Fiat Caf e il Coffee design, spazi gi cult per i milanesi, e ogni mese si possono anche toccare i materiali pi innovativi prodotti nel mondo nello spazio Material Connextion. Entro il 2006 si aprir il museo del design (progetto De Lucchi, per l'allestimento si terr una gara) ma il vero must di Rampello nel sotterraneo, accessibile anche ai disabili. Grazie a un mutuo ventennale la Triennale ha, infine, la sua biblioteca ( 15 mila volumi) e presto lo straordinario lascito di Italo Rota (uno dei pochi architetti davvero colti, attacca Rampello): 67 mila volumi, la pi importante biblioteca al mondo di architettura del Novecento. Prossima mostra? Sulle carceri, tra i curatori Alberto Abruzzese. Sono garantista alla morte, s'infervora l'avversario dei salotti rosso-chic sui Navigli. Altro giro? Non tanto.
Lui, nel '68, inneggiava a Mao (era del circolo Walter Peruzzi di Verona): solo l'inizio dell'eccentrica parabola di uno dei pochi uomini del centro-destra che, arrivati al potere nel cuore del berlusconismo, non ha fatto flop.



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