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Strategie di rientro / Le ricette degli esperti di Nexus. Avanzo primario e superSpa: cos cala il debito
Isabella Bufacchi
27-10-2005 IL SOLE 24 ORE




ROMA - Ridurre in maniera drastica il rapporto debito/Pil attraverso un massiccio programma di dismissioni di partecipazioni azionarie, crediti e immobili dello Stato, anche attraverso la creazione di una "superspa" da 430 miliardi di euro come proposto dal giurista Giuseppe Guarino, un obiettivo ambizioso, non facile da realizzarsi e comunque complementare, secondario rispetto al traguardo principale della finanza pubblica: il ritorno a un avanzo primario strutturale, duraturo e consistente abbinato al rilancio di una solida crescita economica.
questa, in estrema sintesi, la strada maestra individuata ieri da politici, economisti, giuristi ed accademici di spicco che hanno affrontato, in una giornata-seminario organizzata dall'associazione di cultura politica Nexus, il problema allarmante e grave di un debito/Pil che, invertendo la tendenza virtuosa degli ultimi anni, tornato a salire. La crescita il metodo migliore per abbattere il debito, ha sentenziato Daniele Franco, responsabile della finanza pubblica presso il servizio studi della Banca d'Italia, portando ad esempio l'Irlanda e affermando con vigore che occorre accrescere l'avanzo primario per ricondurre il debito sul sentiero della difesa. Questa tesi, ampiamente condivisa e sostenuta negli interventi del responsabile economico della Cgil Beniamino Lapadula, Mario Sarcinelli, Marcello De Cecco e Roberto Pinza (deputato della Margherita), ha lasciato ampi spazi al dibattito. stato riconosciuto dai pi che la razionalizzazione e il contenimento della spesa corrente primaria come anche l'aumento delle entrate, per quanto auspicabili ai fini del debito pubblico, non sono affatto facilmente realizzabili in una fase di stagnazione economica.
Meglio ancora sarebbe intervenire direttamente sul rilancio della crescita, anche potenziando gli investimenti pubblici. Il debito si paga con la crescita, ha detto il deputato Pagliarini. Ma, come ha riconosciuto Paolo Emilio Signorini, direttore del servizio centrale di segreteria del Cipe, per chiudere provvedimenti gi adottati e in progettazione (Alta velocit, Legge obiettivo, Anas e Rfi) occorrono 100 miliardi di euro che non ci sono. E per fare politica economica, ha incalzato Guarino, occorrono risorse.
Proprio per questo, in un quadro congiunturale grigio, e senza prospettive di schiarite sul breve termine, Giuseppe Guarino propone di costituire una spa con un capitale da 430 miliardi di euro - tramite il trasferimento di immobili, partecipazioni azionarie e crediti pubblici - per venderne le azioni a investitori istituzionali e privati, italiani ed esteri al fine di abbattere il debito e risparmiare fino a 60 miliardi di euro l'anno sulla spesa per interessi.

Questa "Italia spa" non per dietro l'angolo. Secondo Savino Pezzotta, segretario della Cisl, occorre evitare concentrazione di potere e discrezionalit eccessiva. Al contrario bisogna tornare alla logica della concertazione, di patto su debito e competitivit.
La spa di Guarino stata promossa da Antonio Pilati, commissario dell'Antitrust, in quanto potrebbe servire da volano per la liberalizzazione di risorse a livello locale : inoltre ridurre la presenza pubblica nell'attivit economica un elemento importante per modificare le regole e smantellare i monopoli. Ma sono emersi numerosi punti di criticit sulla superspa: governance, valutazione degli immobili ceduti, modalit di dismissione, commissioni alle banche. Ed gi scattato l'allarme contro le svendite frettolose.



- Tutte le strade per ridurre il debito
Quattro strumenti per scendere sotto il 100% del Pil
Sostenere la crescita: investimenti in infrastrutture, ricerca e sviluppo, alta tecnologia; liberalizzazione dei servizi e apertura dei mercati bancari-assicurativi; rilancio della competitivit riforme strutturali (lavoro, pensioni, sanit). Il Pil italiano resta agganciato alla crescita europea
Accrescere il saldo primario strutturale: Occorre un avanzo primario duraturo e considerevole, tra il 3% e il 5% del Pil per molti anni attraverso il contenimento della spesa primaria corrente e/o maggiori entrate (aumento della base imponibile, lotta all'evasione)
Abbassare il costo medio del debito: la politica monetaria sui tassi nell'area euro spetta alla Banca centrale europea ed legata a inflazione e crescita in Eurolandia; il Governo pu migliorare il rischio-Italia e rafforzare l'affidabilit creditizia e la reputazione del Paese per ridurre lo spread, il premio a rischio sul rendimento dei titoli di Stato
Privatizzazioni, dismissioni di immobili: la cessione di asset pubblici, evitando le svendite frettolose, pu servire ad abbattere il debito/Pil in fasi di crescita bassa o stagnazione ma non pu sostituire l'obiettivo dell'avanzo primario




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