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Concorso di Bagnoli, via ai ricorsi
Giorgio Santilli
Il Sole24ore- 23-NOV-2005





I dieci progettisti pronti a chiedere risarcimento danni se oggi Bagnolifutura confermerà l'azzeramento della prima gaia. I gruppi esclusi per violazione dell'obbligo di riservatezza - Baldi (Darc): «Vicenda penosa, sto con gli architetti»

ROMA ■ Sempre più probabile una durissima battaglia legale dopo il flop del concorso di architettura per il parco urbano di Bagnoli-Coroglio. La società che valorizza le aree ex Italsider, Bagnolifutura, è orientata a confermare la decisione di ripartire da zero con il concorso, annullando la gara precedente. Il consiglio di amministrazione della società si riunirà oggi pomeriggio e non sembrano possibili all'orizzonte sorprese, nonostante i dieci studi eliminati nella prima fase siano già pronti con il ricorso e la richiesta di risarcimento danni. Unica incognita della decisione del cda di oggi: se la nuova procedura sarà a offerta palese, non anonima, dopo che nel primo concorso i dieci progettisti erano stati tutti esclusi proprio per violazione dell'obbligo di presentare offerte totalmente anonime. Così aveva deciso la commissione giudicatrice presieduta dal rettore della Federico II, Guido Trombetti: in particolare, erano stati i cd allegati alle tavole a svelare l'identità dei singoli progetti. Con un concorso a offerta non anonima, la società tenta forse di recuperare i progetti presentati, almeno in parte. E rompere così il fronte degli esclusi, che comprendeva firme di grande calibro internazionale come Zaha Hadid e David Chipperfield e giovani talenti italiani emergenti, come 5+1 e Corvino+Multari.
Sul fronte degli esclusi, si sta valutando l'ipotesi di un ricorso unico. Sono venuti già
allo scoperto due dei dieci capigruppo, Francesco Cellini e Alberto Ferlenga, preannunciando il ricorso. Attraverso il loro legale, i due stigmatizzano «lo sconcertante comportamento dell'Ente banditore», «l'odioso tentativo di riversare sui progettisti responsabilità che non hanno», «le minacce di rivalsa economica sui partecipanti».
Tutti i concorrenti hanno comunque dato mandato a studi legali di predisporre la richiesta di un cospicuo risarcimento danni, considerando che il concorso prevedeva la presentazione di una gran quantità di elaborati progettuali, con costi notevoli sostenuti dai progettisti. Il montepremi complessivo era di 600mila euro, con 250mila e incarico al primo classificato. Con l'esclusione, la società non pagherà nessun premio.
A farsi portatore di una generale indignazione del mondo dell'architettura per l'esito del concorso di Bagnoli è Pio Baldi, direttore della Darc, la direzione generale del Ministero dei beni culturali per l'architettura e l'arte contemporanee. «Sono senza dubbi dalla parte dei progettisti — dice Baldi — in questa vicenda che considero pietosa, patetica e che rischia di essere un boomerang per l'immagine dei concorsi italiani nel mondo».
Carlo Borgomeo, ad di Bagnolifutura, è convinto comunque che la società non può decidere diversamente. «Posso capire il rammarico dei progettisti — spiega — ma non abbiamo alternativa. Immaginate quali polemiche avremmo avuto se avessimo aggiudicato con il sospetto di aver riconosciuto il progetto del vincitore». È certa la perdita del finanziamento Por per il parco urbano, 13 dei 72 milioni di fondi complessivamente destinati a Bagnoli. L'ipotesi è semmai quella di recuperare una parte di questo finanziamento dirottandolo su altri progetti in corso.
Intanto sono stati resi noti dal comune di Rapallo i nomi dei dieci finalisti di un altro importante concorso di architettura, quello per la riqualificazione del waterfront. Tra gli architetti di fama internazionale, ammessi alla seconda fase ancora la Hadid, Oriol Bohigas, Embt. Gli italiani in gara sono i genovesi Obr con Nicholas Grimshaw, Mario Bellini, Pica Ciamarra, t-studio, 5+1, Studio Gap (Ricci Spaini, Studio 4 con Bruno Gabrielli) e gli architetti Paolo e Pietro Cevini con Viola Associati. Interessante la presenza di t-studio, dopo che la struttura guidata da Guendalina Salimei aveva avuto un ruolo decisivo nel progetto architettonico del gruppo guidato dal francese Michel Euvé, vittorioso nel concorso del porto monumentale di Napoli. Anche tra gli esclusi nomi illustri, come Italo Rota, Stefano Boeri, Guillermo Vazquez Consuegra, Antonio Monestiroli, Ian+.
Il Sole24ore- 23-NOV-2005
Concorso di Bagnoli, via ai ricorsi
Giorgio Santilli

I dieci progettisti pronti a chiedere risarcimento danni se oggi Bagnolifutura confermerà l'azzeramento della prima gaia. I gruppi esclusi per violazione dell'obbligo di riservatezza - Baldi (Darc): «Vicenda penosa, sto con gli architetti»

ROMA ■ Sempre più probabile una durissima battaglia legale dopo il flop del concorso di architettura per il parco urbano di Bagnoli-Coroglio. La società che valorizza le aree ex Italsider, Bagnolifutura, è orientata a confermare la decisione di ripartire da zero con il concorso, annullando la gara precedente. Il consiglio di amministrazione della società si riunirà oggi pomeriggio e non sembrano possibili all'orizzonte sorprese, nonostante i dieci studi eliminati nella prima fase siano già pronti con il ricorso e la richiesta di risarcimento danni. Unica incognita della decisione del cda di oggi: se la nuova procedura sarà a offerta palese, non anonima, dopo che nel primo concorso i dieci progettisti erano stati tutti esclusi proprio per violazione dell'obbligo di presentare offerte totalmente anonime. Così aveva deciso la commissione giudicatrice presieduta dal rettore della Federico II, Guido Trombetti: in particolare, erano stati i cd allegati alle tavole a svelare l'identità dei singoli progetti. Con un concorso a offerta non anonima, la società tenta forse di recuperare i progetti presentati, almeno in parte. E rompere così il fronte degli esclusi, che comprendeva firme di grande calibro internazionale come Zaha Hadid e David Chipperfield e giovani talenti italiani emergenti, come 5+1 e Corvino+Multari.
Sul fronte degli esclusi, si sta valutando l'ipotesi di un ricorso unico. Sono venuti già
allo scoperto due dei dieci capigruppo, Francesco Cellini e Alberto Ferlenga, preannunciando il ricorso. Attraverso il loro legale, i due stigmatizzano «lo sconcertante comportamento dell'Ente banditore», «l'odioso tentativo di riversare sui progettisti responsabilità che non hanno», «le minacce di rivalsa economica sui partecipanti».
Tutti i concorrenti hanno comunque dato mandato a studi legali di predisporre la richiesta di un cospicuo risarcimento danni, considerando che il concorso prevedeva la presentazione di una gran quantità di elaborati progettuali, con costi notevoli sostenuti dai progettisti. Il montepremi complessivo era di 600mila euro, con 250mila e incarico al primo classificato. Con l'esclusione, la società non pagherà nessun premio.
A farsi portatore di una generale indignazione del mondo dell'architettura per l'esito del concorso di Bagnoli è Pio Baldi, direttore della Darc, la direzione generale del Ministero dei beni culturali per l'architettura e l'arte contemporanee. «Sono senza dubbi dalla parte dei progettisti — dice Baldi — in questa vicenda che considero pietosa, patetica e che rischia di essere un boomerang per l'immagine dei concorsi italiani nel mondo».
Carlo Borgomeo, ad di Bagnolifutura, è convinto comunque che la società non può decidere diversamente. «Posso capire il rammarico dei progettisti — spiega — ma non abbiamo alternativa. Immaginate quali polemiche avremmo avuto se avessimo aggiudicato con il sospetto di aver riconosciuto il progetto del vincitore». È certa la perdita del finanziamento Por per il parco urbano, 13 dei 72 milioni di fondi complessivamente destinati a Bagnoli. L'ipotesi è semmai quella di recuperare una parte di questo finanziamento dirottandolo su altri progetti in corso.
Intanto sono stati resi noti dal comune di Rapallo i nomi dei dieci finalisti di un altro importante concorso di architettura, quello per la riqualificazione del waterfront. Tra gli architetti di fama internazionale, ammessi alla seconda fase ancora la Hadid, Oriol Bohigas, Embt. Gli italiani in gara sono i genovesi Obr con Nicholas Grimshaw, Mario Bellini, Pica Ciamarra, t-studio, 5+1, Studio Gap (Ricci Spaini, Studio 4 con Bruno Gabrielli) e gli architetti Paolo e Pietro Cevini con Viola Associati. Interessante la presenza di t-studio, dopo che la struttura guidata da Guendalina Salimei aveva avuto un ruolo decisivo nel progetto architettonico del gruppo guidato dal francese Michel Euvé, vittorioso nel concorso del porto monumentale di Napoli. Anche tra gli esclusi nomi illustri, come Italo Rota, Stefano Boeri, Guillermo Vazquez Consuegra, Antonio Monestiroli, Ian+.



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