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Ponte sullo Stretto, alt in tre mozioni
di Laura Viscardi
ItaliaOggi - 23/11/2005



Rifondazione, Verdi e Carroccio chiedono alla camera anche lo stop al contratto con Impregilo.

Anche la Lega dice no: l'opera non in linea con la legge obiettivo

Sospendere le procedure per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, a partire dalla stipula del contratto con la Impregilo spa, vincitrice della gara d'appalto con un ribasso del prezzo a base d'asta del 12,33% . E procedere a una valutazione approfondita sia delle questioni economiche e finanziarie, come l'importo complessivo dell'opera e la redditivit della sua gestione, sia delle presunte situazioni di conflitto d'interesse tra membri del cda della societ Stretto di Messina, incaricata di individuare il general contractor, e le imprese impegnate nella gara d'appalto. E ancora, istituire un Osservatorio che controlli, sin dalla fase progettuale, l'erogazione delle risorse e i flussi di spesa per prevenire le infiltrazioni della criminalit organizzata negli appalti pubblici. Questi i punti fondamentali di tre mozioni, presentate, fra gli altri, da Francesco Giordano (Rifondazione comunista), Alfonso Pecoraio Scanio (Verdi) e Ugo Parolo (Lega Nord) in discussione, in questi giorni, nell'aula di Montecitorio per tentare di bloccare il percorso di costruzione dell'opera, in attesa del risultato delle indagini e delle inchieste aperte dalla magistratura e dell'adeguamento della normativa nazionale ai rilievi mossi da Bruxelles sul fronte delle tutela dell'ambiente. Nel mirino dei tre provvedimenti i costi dell'opera, la Valutazione di impatto ambientale (Via), prevista dalla legge obiettivo e non conforme ai canoni europei, e i danni alla bellezza e alla ricchezza di un paesaggio per il quale stata avanzata all'Unesco la proposta di dichiarare lo stretto patrimonio dell'umanit. Non a caso la Commissione europea, accogliendo i reclami formulati dai Verdi e dalle associazioni ambientaliste, ha contestato al governo italiano, con una lettera di messa in mora, la violazione di due direttive: la direttiva 92/43/Cee sulla conservazione degli uccelli selvatici e la direttiva 79/409/Cee sulla protezione degli habitat delle specie protette. In aggiunta a questi atti, che costituiscono il primo passo per l'apertura di una procedura d'infrazione, la Commissione ha inviato all'Italia un parere motivato relativo a una procedura d'infrazione, gi pendente nei confronti del governo italiano, e relativa alla violazione della direttiva 85/337/Cee sulla procedura europea della via. La procedura semplificata prevista dal decreto di attuazione della legge n. 443/01, meglio nota come legge obiettivo, viola la normativa comunitaria nel punto in cui prevede la discrezionalit del ministro dell'ambiente nel disporre l'integrazione e l'aggiornamento della valutazione di impatto ambientale nei casi in cui il progetto definitivo di un'opera sia modificato rispetto al preliminare. Passaggio, questo, che dovrebbe essere secondo la Commissione sempre obbligatorio nell'ipotesi di modifica del progetto preliminare e, non gi, rimesso alla discrezionalit del ministro dell'ambiente. Il capitolo costi rappresenta, per i promotori delle mozioni, un altro ostacolo alla realizzazione del ponte. Sono stati sottostimati i costi delle materie prime e, al contrario, per far quadrare i conti il traffico previsto stato sovradimensionato. Dal testo delle mozioni risulta che l'acciaio, che costituisce il 50% del costo dell'opera, ha subito un aumento negli ultimi anni dell'80% mentre le previsioni di crescita del traffico da sponda a sponda sono state innalzate sino al 2,5% contro l'attuale 1,7% a dispetto della diminuzione del 6% del passaggio di Tir e dell'8% del passaggio di auto. Dati che denotano un andamento decrescente del traffico lungo lo stretto di Messina e a farne le spese saranno le casse pubbliche. In particolare, il finanziamento dell'opera coperto per il 41% dalla societ stretto di Messina, di cui il 53% Fintecna, la rimanente quota divisa tra Anas, Rete ferroviaria e regioni Sicilia e Calabria, il restante 59% dovrebbe essere raccolto sul mercato internazionale con il sistema del project financing ma, in caso di discrepanze, queste somme saranno a carico pubblico.
Altri impedimenti al progetto sul ponte dello stretto di Messina provengono dal versante dei controlli giudiziari. La magistratura di Monza ha aperto, infatti, un'inchiesta sulla trasparenza della gara per l'assegnazione dell'appalto; il tribunale di Roma ha avviato un'indagine per falso in atto pubblico e abuso d'ufficio, con tre indagati fra cui il referente della commissione speciale per la via e, infine, la procura nazionale antimafia ha avviato un'indagine sulle possibili infiltrazioni della criminalit organizzata negli appalti.



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