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enti di previdenza - Immobili pubblici gestiti a perdere
di Antonio G. Paladino
ItaliaOggi - Pubblica Amministrazione 22/11/2005



La relazione della commissione parlamentare di controllo sulla gestione degli enti di previdenza.







Case occupate senza titolo o affittate a prezzi fuori mercato

Sugli immobili degli enti previdenziali, sia quelli pubblici sia privatizzati, c' ancora molto da fare. Da un lato molti degli immobili degli istituti di previdenza pubblici sono occupati addirittura sine titulo, mentre altri sono locati a prezzi notevolmente inferiori a quelli di mercato e altri invece lasciati deprezzare in quanto sono del tutto inesistenti gli interventi di manutenzione che difenderebbero il reale valore di mercato. Sul fronte degli enti privatizzati invece, si vede qualche spiraglio, soprattutto si intravede un cambio di direzione che va verso una presa d'atto' della necessit di passare da una gestione statica' a una gestione dinamica', finalizzata a incrementare il valore del patrimonio immobiliare.
quanto emerge da una recente relazione della commissione parlamentare di controllo sull'attivit degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, che ha avuto come oggetto la valenza, la gestione e la dismissione del patrimonio immobiliare degli enti pubblici e privatizzati, trasmessa alla presidenza delle camere lo scorso 10 novembre e da poco resa nota sul sito internet istituzionale www.camera.it.

E la commissione non le ha certo mandate a dire. Si accertata l'elevata consistenza dei patrimoni immobiliari di propriet degli enti pubblici alla quale nel corso di questi anni corrisposta un'inefficiente politica di gestione'. Accade infatti che molti degli immobili degli enti pubblici sono risultati occupati sine titulo', altri sono locati invece a prezzi di molto inferiori' a quelli di mercato e, a chiudere il cerchio, la quasi totalit degli immobili risultata priva di un'adeguata manutenzione, con ovvi riflessi che questo comporta sul loro prezzo di mercato. Addirittura, si osserva, in molti casi stato accertato che i costi di gestione di tale patrimonio da parte degli enti pubblici sono risultati superiori alla redditivit dello stesso, mentre in altri casi la redditivit di tali beni immobili si presentava inadeguata' rispetto al valore degli stessi e al rendimento che si auspicava.

Sul piano delle operazioni di cartolarizzazione, avviate con la legge n. 410 del 2001 attraverso le operazioni Scip 1 e Scip 2, la commissione promuove la prima e rimanda la seconda. Scip 1 infatti ha permesso la quasi totale dismissione' degli immobili a essa trasferiti, con un ritorno agli enti proprietari di significative disponibilit liquide'. Scip 2, che invece ha riguardato anche la cartolarizzazione di immobili di propriet dello stato, essendo tuttora in corso non permette una piena valutazione, dovendo altres ammettere che la stessa ha subito dei rallentamenti rispetto ai tempi che si prevedevano avendo portato alla vendita di circa 18.200 unit immobiliari su 62.900 circa previsti dal business plan.

Il comune denominatore della dismissione degli immobili pubblici, si legge nella relazione, come risulta dalle audizioni dei rappresentanti di governo, quello di contribuire alla progressiva riduzione del debito pubblico, attraverso la razionalizzazione della gestione del patrimonio dello stato. Infatti, si sottolineato che tuttora il costo medio per la detenzione degli immobili pubblici, soprattutto quelli definiti strumentali degli enti previdenziali, piuttosto elevato, si parla di cifre che oscillano intorno al 10% del relativo valore di mercato; quindi un'incidenza elevata che permette di non ritenere ancora conveniente tenere nel bilancio della pubblica amministrazione tali immobili.

Anche i cosiddetti immobili dichiarati di pregio cadono sotto la lente della commissione. Per questi, si condivide l'orientamento governativo contrario all'abolizione di tale concetto che comporterebbe esclusivamente una vendita sottocosto di tutti gli immobili dichiarati tali', il che andrebbe a danno sia dell'erario sia di tutti i contribuenti, in quanto si dovrebbe indennizzare la Scip dei minori introiti realizzati.

Sul versante degli enti privatizzati, la commissione osserva che avvenuto un cambio di mentalit'. Adesso infatti si preso atto che occorre passare da una gestione statica' del ben a una pi dinamica', che valorizzi il patrimonio immobiliare nel suo complesso, e questo, si sottolinea, anche dovuto al risultato delle proiezioni che prefigurano una situazione prossima in cui le sole contribuzioni degli iscritti non saranno sufficienti a pagare le prestazioni previdenziali.



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