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Sardegna. La Sella del Diavolo all'Unione europea
La Nuova Sardegna 19/11/2005

CAGLIARI. La Sella del Diavolo all'esame della Commissione Europea ed entro febbraio si sapr se il promontorio diventer un parco finanziato dall'Ue su richiesta della Provincia che ha messo allo stesso tavolo militari, ambientalisti e il Comune, lo stesso dove, anni fa, quando guardavano la Sella si facevano venire in mente funivie e ristoranti sulla sommit. Se passer il progetto della Provincia la Sella del Diavolo sar un parco naturale e archeologico in cui i militari lasceranno il passo ai visitatori come gi ora avviene, d'altronde, ma non in modo organizzato e con limitazioni tuttora visibili. Nelle intenzioni di Provincia e soci c' anche quella di mettere un cappello sopra la sedia, se un giorno i militari se ne andranno.
Per la prima volta spiega Piero Comandini assessore alle attivit produttive militari e ambientalisti hanno lavorato a un progetto comune e, con noi, partner ci sono la provincia di Palermo e una provincia greca: la comunanza dei progetti sta nel fatto che anche in altre regioni del Mediterraneo si guardato a luoghi di propriet militare che potrebbero anche essere dismessi ma che i militari, gi da ora, non hanno avuto difficolt ad aprire ai cittadini.
A proposito di prime volte, Comandini ci tiene a sottolineare un altro passaggio: Gli enti hanno pensato alla valorizzazione di un'area militare che naturalmente dovr tornare alla collettivit. Il progetto Life natura ha due scopi: preservare il promontorio e facilitare l'accesso dei cittadini. Facilitare non significa spianare strade sui fianchi del colle ma tenere puliti i percorsi, marcare i percorsi e allestire un punto ristoro minimo, naturalmente non sulla sommit che non vasta ma riesce a contenere una macchia mediterranea bellissima, i resti di un tempio punico dedicato ad Astarte, quelli di un monastero benedettino, i fortini di avvistamento della seconda guerra mondiale, una cisterna punica scavata nella roccia di 27 metri, i resti di una strada punico-romana dove si notano le impronte dei carri e, poco sotto, il pozzetto punico sotto il quale arrivavano i naviganti a prelevare acqua dolce e che ha dato il nome all'intera spiaggia, appunto, Poetto. Di recente l'universit di Cagliari ha promosso scavi vicino al luogo dove era stato rinvenuto un frontone del tempio di Astarte, edificio realmente esistito e di cui non c' quasi pi traccia perch vi sorse sopra un monastero cristiano. Lo scavo dar conto delle sovrapposizioni e certo rappresenter un'ulteriore attrattiva. La macchia mediterranea ha agavi di svariati metri e un timo particolarmente odoroso. I primi a segnare la strada della collaborazione coi militari sono stati gli ambientalisti di Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra, ora inseriti nel progetto, che gi da qualche anno hanno marcato i sentieri con segni di colore grigio-verde di tintura naturale. Il successo delle visite guidate tenute gratuitamente dai due gruppi ambientalisti ha dimostrato l'opportunit di un recupero totale alla collettivit della Sella.



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