LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Un popolo rinasce con l’arte
Uberto Siola
Il Mattino 19/4/2003

Le devastazioni subite nei giorni scorsi dalla Biblioteca e dal Museo Archeologico di Baghdad hanno restituito, anche a chi fino a quel punto aveva evidentemente rimosso la questione, tutta la drammaticit di quanto andava, e forse sta ancora, accadendo in Iraq. Condivido alla lettera l’articolo che Godard ha scritto su queste stesse colonne qualche giorno fa: e sono altres convinto che ora bisogna entrare in una fase diversa in cui la stessa questione della salvaguardia, per quanto ancora possibile, di questo straordinario patrimonio venga inserito nel pi generale problema del dopoguerra. Per dirla con chiarezza penso che la stessa questione della salvaguardia nonch quella altrettanto importante sulla ricostruzione urbanistica ed architettonica del paese, per non restare delle mere affermazioni di principio, vanno riportate dentro la discussione politica che si aperta sul ruolo che gli americani e gli altri partners, compresi noi italiani, dobbiamo avere dentro la ricostruzione.
Se l’Iraq si avvia ad essere un paese occupato e colonizzato o se, come ci auguriamo si avvia ad essere un grande paese finalmente restituito alla democrazia dipender anche, e non in misura modesta, dai modelli culturali che verranno assunti e quindi dal modo in cui ogni partner si assegner un ruolo nella fase post-bellica. Se infatti i modelli insediativi che si andranno a promuovere saranno un aspetto di quella sorta di americanizzazione che sembra colpire tutti i paesi che cadono sotto il controllo politico americano sar difficile negare che si scelta la strada sbagliata. Se invece si far un lavoro attento al rispetto della cultura locale, se si riannoderanno i fili della storia dell’oggi con quella di una straordinaria terra nascosta alla storia da un’assurda dittatura, si potr parlare di rinascita di una nazione, finalmente democratica. D’altra parte l’adozione di modelli culturali imposti dal vincitore per nascondere se non distruggere la cultura locale ed affermare l’immagine dell’impero storia vecchia che noi italiani conosciamo bene.Man mano che, in pieni anni ’30, avanzava la nostra irresistibile, si fa per dire, presa di possesso delle terre africane, subito veniva spedito nei vari paesi sottomessi il nostro architetto Brasini chiamato a fare in pochi mesi piani regolatori e progetti urbani, come quello per il lungomare di Tripoli, per affermare ed imporre il segno, si pensava indelebile, dell’impero.
Il risultato, in termini non solo di immagine, era certamente significativo: ancora oggi il vero carattere di queste citt e quindi la loro apparente identit passa per le vicende politiche del loro assurdo rapporto con l’Italia. Ma questa non stata certo una prerogativa solo italiana e solo di quegli anni. Negli ultimi decenni intere civilt architettoniche sono scomparse per questa forma di asservimento alla politica: basti pensare al Giappone o alla stessa Russia, dove lo sforzo maggiore sembra essere quello di raggiungere, ed al pi presto, una sostanziale omologazione con i modelli americani.
Tutto questo ben chiaro a molte espressioni della cultura di quella regione: cos come sono evidenti i pericoli opposti, di chi tende a chiudere il paese a qualsiasi innovazione. Proprio l’altro giorno il Foglio riportava una dichiarazione di Komeini nella quale si paventava una forma di inquinamento dei valori occidentali, la gharbzadeghi.
Credo che, anche per la considerazione di cui gode, e non da oggi, l’architettura italiana (certamente pi per la sua impostazione teorica che per i risultati materiali sulle nostre citt) andrebbe esaminata con attenzione l’ipotesi di caratterizzare la nostra partecipazione alla ricostruzione irachena soprattutto con il contributo che possono dare le nostre forze culturali. L’Italia potrebbe cos dare un autentico contributo per una ricostruzione che sostenga l’ipotesi di un paese autonomo e democratico anche attraverso l’adozione di modelli culturali che nascono dalla storia della regione e dalla necessaria contestualizzazione con la storia dell’oggi. Non bisogner imporre modelli per noi scontati ma pensare a sistemi urbani insediativi, a soluzioni tipologiche che nascono dalla storia, come i colori le forme ed in parte gli stessi materiali. E questo pu essere un compito politicamente importante oggi per gli iracheni e scientificamente significativo per la nostra cultura. Si potrebbe far nascere dalle macerie della guerra una grande occasione di costruzione democratica e di avvio di un laboratorio internazionale sugli studi urbani con il compito di riflettere sul tema centrale della nostra stagione architettonica che quello del rapporto equilibrato fra storia e modernit, fra caratteri specifici e caratteri generalizzabili, fra regionalismo ed internazionalismo.



news

17-09-2019
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 17 settembre 2019

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

05-09-2019
Franceschini, il primo appuntamento al Museo della Liberazione di via Tasso

02-09-2019
Giuliano Volpe: Ci piacerebbe un ministro più educato

29-08-2019
Da Finestre sull'arte vi segnaliamo...

25-08-2019
Sul Financial Times si parla dei provvedimenti Bonisoli

22-08-2019
Trasferito il Soprintendente di Pisa che si era opposto alle bancarelle in piazza dei Miracoli

20-08-2019
In Finestre sull'arte: Gli accorpamenti della riforma Bonisoli affosseranno definitivamente i musei piccoli?

20-08-2019
Caos musei. Nel sito Emergenza Cultura vi segnaliamo...

16-08-2019
Da Finestre sull'arte: Musei, tutti gli accorpamenti decisi da Bonisoli

14-08-2019
Bonisoli firma decreto musei, ecco cosa prevede

01-07-2019
APPELLO - Per il parco archeologico dell'Appia Antica

30-06-2019
Documento dell'API sulla riforma del Ministero: riorganizzazioni perenni

27-06-2019
La FCdA per il Museo Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell'Appia Antica

26-06-2019
Firenze, l'annuncio di Bonisoli: "Accademia formerà polo unico con gli Uffizi"

21-06-2019
Lorenzo Casini sulla riforma del Ministero: Linsostenibile leggerezza ovvero la nuova riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

05-06-2019
Alinari. Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia? Un comunicato della SISF

30-05-2019
Bando per il premio Silvia Dell'Orso 2019: scadenza 30 settembre

07-05-2019
Dal blog di Carlo Pavolini: Luca Nannipieri e l'abolizione delle Soprintendenze

25-03-2019
Pisa. Bonisoli: Sarà trovata soluzione per ambulanti ma non in piazza Miracoli

25-03-2019
E' mancato questa mattina Andrea Emiliani

28-02-2019
Associazione culturale Silvia Dell'Orso: VIII edizione di Visioni d'arte

26-02-2019
Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli. Firmate l'appello

14-02-2019
Appello. Contro lo smantellamento dello Stato Italiano

13-01-2019
Per unarcheologia fuori dallimpasse. Lettera al Ministro Bonisoli di API (Archeologi Pubblico Impiego)

11-01-2019
Sulla riforma delle Soprintendenze e dei musei di archeologia. Dichiarazione di archeologi accademici Lincei

29-12-2018
Per un rafforzamento delle soprintendenze uniche

29-12-2018
A proposito dell'appello agli archeologi: "Firme e coerenza" di Pier Giovanni Guzzo

18-12-2018
APPELLO AGLI ARCHEOLOGI

28-11-2018
Nell'anniversario dei Washington Principles. Lo Stato italiano ha fatto poco per la restituzione dei beni culturali di proprietà ebraica

Archivio news