II parere del critico Sgarbi sulla "Madonna col Bambino”: "C'è la mano di Raffaello" Giorgio Bernardini Corriere Adriatico, 19 novembre 2005
Continua a suscitare pareri contrastanti l'opera giunta ad Urbino un anno fa e attribuita da Buffi al "divin pittore"
URBINO - Una banale copia o una replica originale eseguita dalla mano del divin pittore? La chiave di volta del mistero della "Madonna col Bambino" risiede proprio sotto lo stesso dipinto. L'opera giunta ad Urbino un anno fa ed indicata dal prof . Leonardo Buffi come un probabile "Raffaello" ha sollevato un vespaio di polemiche e commenti nel mondo dell'arte. La vicenda aveva avuto inizio nel novembre dell'anno scorso, quando l'olio su tavola (75 x 51) era arrivato nella città natale del sommo pittore dal Museo Storico Cappuccino di Camerino per essere restaurato, poiché fortemente frammentato e consumato. Nell'occasione il prof. Buffi, esperto di analisi e indagini diagnostiche sulle opere d'arte, aveva rilevato la straordinaria somiglianza con 1' opera custodita presso l'Alte Pinakothek di Monaco. " Ho subito capito di trovarmi di fronte ad una "Madonna Tempi" – ha dichiarato l'esperto diagnostico - ma bisognava cercare di accertare se si fosse trattato di una comune copia, o di una replica dell'originale eseguita dalla mano di Raffaello Sanzio". Lo "scopritore" dell'affresco, ha poi indicato con chiarezza le particolarità che avvalorano la sua tesi: " La mia conclusione è che non si può trattare di una volgare copia. Gli elementi che mi portano ad attribuirlo al pittore urbinate sono due: in primo luogo, la fluorescenza emersa dai raggi ultravioletti; in seconda istanza il disegno a spolvero messo in evidenza dopo l'indagine rifletto-grafica". Proprio quest'ultima caratteristica, che sarebbe stata confermata dagli esami diagnostici effettuati dall'Opificio delle pietre dure di Firenze, avvalorerebbe definitivamente l'intuizione di Buffi e cancellerebbe ogni dubbio a riguardo. Dalla sopraintendenza, però, arrivano pareri tiepidi. Lorenza Mochi Onori , sopraintendente ai Beni Culturali e Storici delle Marche invita alla prudenza: " Non ho ancora ricevuto alcuna notizia ufficiale - ha spiegato Mochi Onori - e credo che in questi casi occorra andare avanti nelle indagini con molta cautela. Anche prima di invocare l'intervento di esperti e critici "raffaellisti" è opportuno che siano completati gli esami diagnostici: l'opera, comunque, è molto rovinata, e non sarà un processò semplice stabilirne la paternità. Al più eminente dei critici e degli storici dell'arte italiana, l'onorevole Vittorio Sgarbi, abbiamo chiesto un parere sull'opera. In qualità di Presidente dell'Accademia delle belle arti, Sgarbi presenzierà oggi alle 18 presso la Serra d'Inverno di Palazzo Ducale, all'inaugurazione dell'anno accademico ed al conferimento del premio "II Sogno di Piero" a Lucio Dalla, Enrico Grezzi, Franca Mancini Aleksandr Sokurov ed a Giorgio Bompadre in memoria. Onorevole Vittorio Sgarbi, ha visto l'affresco in questione? "Si, l'anno scorso, ed anche se non lo ricordo benissimo ora ho la foto sotto gli occhi. " Può esprimere un parere sul dipinto? Mi sembra di poter affermare che si possa trattare di un opera del '500, è la cosa che mi pare più chiara, nonostante sia un po' sciupato. Secondo lei, si tratta di un "Raffaello"? "Un "Raffaello giovanile" direi...gli elementi di indagine confermano l'identità stilistica del pittore".
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