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Iniezioni d'acqua per sollevare Venezia
Massimo Spampani
Corriere della Sera, 21 novembre 2005

L'Universit di Padova: alzeremo la citt di 30 centimetri Idea fantascientfica
VENEZIA L'idea semplice: far rigonfiare il sottosuolo di Venezia per sollevare la citt e difenderla dall'acqua alta. Come? Utilizzando proprio l'acqua di mare e iniettandola a 700 metri di profondit. Risultato: in dieci anni si otterrebbe un innalzamento di 30 centimetri. Non un'alternativa al Mose, il sistema di paratoie mobili in fase di realizzazione, visto che per le acque pi alte non bastano certo quei trenta centimetri in pi, ma un intervento complementare, che garantirebbe la citt dalle alte maree pi contenute e che metterebbe maggiormente a riparo Venezia nell'ipo-tizzato innalzamento del livello del mare in futuro.
A ideare e coordinare il progetto, presentato a tutti gli enti che operano per la salvaguardia della citt lagunare, Giuseppe Gambolati, professore ordinario di Metodi numerici per l'ingegneria all'Universit di Padova, che da pi di trent'anni si occupa del fenomeno di abbassamento del suolo, a cui sono soggetti Venezia e l'Alto Adriatico. Abbiamo ipotizzato di fare attorno alla citt 12 buchi, profondi 700 metri, da distribuire lungo una circonferenza di 10 chilometri di diametro. Ogni buco ha, a sua volta, un diametro di 25-30 centimetri e serve a iniettare l'acqua in profondit, con una pompa. L'acqua verr presa in mare, dove pi pulita e, con un condotto, verr portata ai singoli punti di immissione, dove previsto un filtro. Dovrebbe prima subire un trattamento per evitare di inquinare quella salata presente in profondit, togliendo, nell'intento dei progettisti, qualsia-si preoccupazione di tipo ambientalista. Attraverso un modello di simulazione, abbiamo calcolato di immettere 18 milioni di metri cubi d'acqua all'anno, non una quantit esageratamente grande, per 10 anni, 24 ore su 24, con un innalzamento atteso in questo lasso di tempo di 25-30 centimetri.
dal 1972 che il professor Gambolati studia il sottosuolo dell'Alto Adriatico: A 700 metri di profondit vi sono formazioni sabbiose sature al 100 per cento di acqua, che dunque si espanderanno se ne immetteremo ancora, generando un aumento di volume e l'innalzamento del suolo. La scelta della quota dovuta al fatto che la formazione sabbiosa, spessa 150 metri, non perfettamente orizzontale e che va dai 550-60C ai 750 metri di profondit, sovrastata da uno strato di argilla di circa 20-25 metri, impermeabile, che quindi non fa disperdere l'acqua. Inoltre questo strato contiene acqua salata e non acqua dolce, che rischierebbe di essere inquinata.
I costi sarebbero al massimo di 100 milioni di euro. Escludo nel modo pi assoluto rassicura Gambolati danni alle costruzioni per questo sollevamento. Il centro storico di Venezia si abbassato di 13 centimetri rispetto all'inizio del 1900, in modo tutt'altro che uniforme, ma non successo assolutamente nulla. Ora stato presentato anche un progetto pilota (del costo di 15 milioni di euro) per verificare le ipotesi del modello su un chilometro quadrato (potrebbe essere un'isola o un tratto di terraferma ai bordi della laguna) per vedere come si solleva il terreno in 3 anni. Ci sono strumenti come il Gps o l'interferometria satellitare che danno misure accuratissime. Ma, ripeto sottolinea il professore , questa un'idea compatibile con la costruzione del Mose, che lo rafforza, e non alternativa.
Di tutt'altra opinione Michele Ja-miolkowski, ordinario di Ingegneria geotecnica al Politecnico di Torino, esperto di laguna veneta, che stato anche presidente del comitato che ha stabilizzato la Torre di Pisa e ha espresso un parere sull'immissione di acqua per il consorzio Corila di Venezia. E un'idea fantascientifica. Non pongo limiti alla ricerca, ma troppo difficile, lungo e costoso accertare come sia il sottosuolo di Venezia a quella profondit. Ed ancora pi difficile che la successione degli strati possa consentire operazioni di questo tipo. Ci sarebbe inoltre il pericolo che il sollevamento (che ha una meccanica completamente diversa dall'affondamento) non sia uniforme, arrecando un danno permanente a tutto il costruito. D'altra parte al Consorzio Venezia Nuova fanno rilevare che il Mose studiato per sopportare scenari futuri con un innalzamento del livello medio del mare fino a 60 centimetri e che le paratie possono sopportare fino a due metri di dislivello tra la superficie del mare e quella della laguna. Intanto per il sindaco di Venezia Massimo Cacciali lo ha detto chiaramente: Bisogna riprendere con forza il tema dell'innalzamento della citt e so che oggi esistono tecnologie per farlo.



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