LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

E ora Palazzo Venezia torni a esser un museo
Adriano La Regina
la Repubblica, 17 novembre 2005

Dopo le vetrate e i catering, il nuovo assetto dipende anche dall'acquisizione di tutto Palazzo Barberini

Rappresenta la storia d’Italia dal 500 a Mussolini

SONO anni che si discute su cosa fare di Palazzo Venezia. Le funzioni culturali e amministrative che vi hanno sede sono aumentate col tempo e si contendono ormai gli spazi disponibili. Come se non bastasse intervengono nuove esigenze, più allettanti, connesse con la possibilità di determinare introiti perle prosciugate casse delle istituzioni culturali. Mi riferisco all'uso di impiegare, locali di pregio artistico di interesse storico per attività private, generalmente banchetti, feste aziendali e cosiddetti «eventi». A condizione che siano rispettate l'integrità e la dignità dei luoghi tutto ciò si può svolgere, infatti, a pagamento negli edifici monumentali e nei musei da quando, sono ormai undici anni, un'insidiosa legge (detta «Ronchey» dal nome del ministro che la promosse) ha aperto la possibilità di mettere a frutto i beni culturali. Naturalmente la colpa non è tutta della legge ma anche della nostra abilità nel rendere perversa la più innocente delle intenzioni. I guai, tuttavia, derivano soprattutto dall'errore di non voler riconoscere il valore economico, sé è questo che si cerca, insito anche nelle funzioni più nobili del patrimonio culturale, ma di volerlo individuare solamente in quelle attività che lo sviliscono e lo consumano. La chiusura della loggia quattrocentesca sovrastante il porticato interno di Palazzo Venezia, ad esempio, viene a mortificare quella parte dell'edificio che, con Italo Insolera, possiamo considerare la più genuina e interessante, non avendo subito finora alcuna alterazione.
E' così avvenuto che il cedimento alle lusinghe del mercato pone il ministero per i Beni Culturali nella più scomoda delle posizioni nei confronti dei militari. Come può essere sostenibile, a questo punto, la rivendicazione di liberare Palazzo Barberini dalle attività conviviali e di rappresentanza del Circolo ufficiali delle Forze Armate?
Tale uso, giudicato incongruo per la dignità dell'edificio monumentale, non appare certamente meno idoneo di quello che da qualche tempo si è cominciato a fare di Palazzo Venezia e di Castel S. Angelo.
Il Circolo ufficiali occupa Palazzo Barberini dal 1937 allora ancora di proprietà privata. Fu inaugurato con gran risalto il 9 maggio di quell'anno, in occasione del primo anniversario della fondazione dell'impero. Il Circolo non si poteva certo adattare a trovare sede in un edificio di carattere borghese: solamente il fasto di una residenza principesca si addiceva alla retorica vanità del tempo. Nel 1949 il palazzo fu tuttavia acquistato dallo Stato, e attribuito al ministero della Pubblica Istruzione (che allora comprendeva anche la competenza sui Beni Culturali) per l'ovvia sua integrale destinazione alle funzioni di museo. Tuttavia questo intento mai si avverò per la resistenza opposta dai militari i quali tuttora, con il controllo di una struttura fondamentale quale è il Palazzo Barberini, impediscono alla città di Roma di ottenere un nuovo assetto dell'intero settore del patrimonio artistico e delle istituzioni culturali. Sembra incredibile, ma è così.
Per i musei d'arte medievale e moderna dello Stato non si è mai tentato seriamente di raggiungere in questa città un razionale e adeguato ordinamento, quale si è invece potuto realizzare per i musei di antichità con il sistema del
Museo Nazionale romano. Né sarà facile riuscirvi senza la piena disponibilità di Palazzo Barberini, l'unica sede adatta ad ospitare un museo rappresentativo dell'arte dal tardo Medio Evo al Settecento, il quale si possa affiancare agli altri grandi musei romani. L'acquisizione di Palazzo Barberini, un migliore impiego degli spazi di Castel S. Angelo, e la destinazione di Palazzo Nardini agli uffici delle soprintendenze ai beni artistici e del polo museale, sono tutte opportunità che potrebbero consentire di restituire a Palazzo Venezia la funzione più corretta, riconoscendovi quello che Mario Manieri Elia non si stanca di definire «il valore d'uso storico».
Il «Palazzo di Venezia» è un monumento rappresentativo della storia d'Italia dal Rinascimento all'età contemporanea. Negli anni compresi tra il 1929 e il 1943, quando fu tenuto da Mussolini, ha svolto il ruolo di scenario della politica italiana al cospetto del mondo. Appare quindi del tutto insipiente l'attuale rimozione di questo suo aspetto: le sale del Mappamondo, delle Fatiche d'Ercole, e del Gran Consigliò del Fascismo sono oggetto di curiosità da parte di un pubblico internazionale, e dovrebbero restare permanentemente disponibili, con i loro arredi ancora recuperabili, per i visitatori e gli studiosi.
Il riconoscimento dell'interesse storico di Palazzo Venezia come suo valore preminente, e l'alleggerimento delle
funzioni amministrative che vi si svolgono a vantaggio di quelle più squisitamente culturali, potrebbero inoltre restituire splendore alla bella e importante Biblioteca dell'Istituto di archeologia e storia dell'arte, la più grande biblioteca italiana di questa materia, ora svilita e smembrata tra più sedi, e spesso anche minacciata di estromissione dalla sua legittima sede.



news

24-01-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 24 gennaio 2021

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

Archivio news