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L'antica Domus del Collatino
Federica Grassi
la Repubblica, 15/11/2005

Gli scavi iniziati ad ottobre. L'area sarà preservata e parte integrante di un percorso archeologico
Scoperta ai margini del parco: 14 stanze e una cisterna

Una villa di età repubblicana-imperiale è emersa all'interno del parco Campagna-Collatino all'altezza del Casale Scarpitti, nel corso delle indagini archeologiche sostenute dalla Tav sotto la direzione scientifica della Soprintendenza archeologica di Roma. Gli scavi in questa parte del Parco sono iniziati in ottobre.
Per il momento, della villa romana sono stati portati alla luce quattordici ambienti, tutti di piccole dimensioni a parte una cisterna con la volta a botte, delle vasche di decantazione e dei canaletti con scolo per la raccolta delle acque con rivestimento in cocciopesto. Proprio per le esigue dimensioni degli ambienti e per il genere di materiale ceramico finora recuperato, pezzi di anfore e orci, gli archeologi pensano di aver per ora scavato solo la pars rustica della villa, ovvero la zona di servizio, dove venivano probabilmente conservate le scorte alimentari o magari si effettuavano lavori funzionali alla vita della casa. Le strutture della parte residenziale della villa sembrano correre invece verso sud-est, proprio sotto l'abitazione e l'orto di una delle otto famiglie del Casale Scarpitti, un borgo risalente agli inizi del novecento che prende il nome dall'antico proprietario del terreno.
In questa zona della villa non del tutto scavata sono stati scoperti finora tre mosaici pavimentali a tessere di media dimensione: uno policromo con motivi geometrici; gli altri due in bianco e nero, probabilmente raffigurati e con un motivo a greca lungo il perimetro.
Le strutture murarie della villa romana, con paramenti in laterizi e opus reticulatum, si trovano dentro il parco Campagna-Collatino: 40 ettari di verde confinanti con il Parco Tiburtino «e presto ad esso collegati - spiega Stefano Musco della Soprintendenza archeologica - grazie alla prosecuzione di via D'Ignano d'Istria».
Sul territorio di questo enorme cordone di verde che si estende da via Tiburtina a via Grotte di Gregna, diviso ora dal passaggio dell'autostrada Roma-L'Aquila fu rinvenuta nel 1997 anche la più estesa necropoli conservata fuori le mura aureliane. «Una volta smantellati i cantieri della Tav - continua Stefano Musco - chi passeggerà nel verde di questo enorme parco archeologico, si troverà davanti lo stesso scenario che si presentava agli occhi dei viaggiatori dell'Ottocento che avevano come tappa obbligata del Grand tour la capitale. La zona in cui è venuta alla luce la villa di età repubblicana-imperiale sarà il primo quadrante del parco che verrà aperto al pubblico, probabilmente già per il prossimo aprile, non appena sarà attrezzata anche la zona boschiva a ridosso dell'autostrada A24, di grande interesse ambientale».



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