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«Tav, colpiamo le aziende» In rete gli appelli dei duri
14 NOV 2005 CORRIERE DELLA SERA



Mercoledì lo sciopero generale. I sindaci: la protesta resti pacifica

Mercoledì è previsto in Valle di Susa lo sciopero generale, con un corteo di protesta che si svolgerà tra Bussoleno e Susa

Sul sito di Indymedia c'è chi fa promozione: «II 16 novembre i valsusini non siano soli: partecipate alla loro protesta, organizzate viaggi». Chi propaganda: «Fermiamoli, terrorizzano, mentono, usano qualsia-si mezzo, sono violenti, devastatori... i giornalisti nuociono gravemente alla capacità di capire». E chi decanta l'unica «cosa della Tav che fa bene»: «Ci compatterà in un movimento radicale e il discorso di Pisanu lo conferma». L'home page del centro sociale torinese Askatasuna porta invece alla «resistenza continua» del comitato di lotta popolare contro l'Alta velocità: «Dobbiamo compiere il boicottaggio attivo e la denuncia pubblica contro le ditte che collaborano con la lobby del Tav, individuandole e rendendo pubblica la loro partecipazione». Stessa cosa per chi ci lavora: «Né un lavoratore né un mezzo della valle deve collaborare con chi ci vuole passare sopra con la forza».
Benvenuti nel mondo virtuale della lotta all'Alta velocità Torino-Lione («l'Alta voracità» voluta dal «ministro talpa-Lunardi», come la chiamano i web-militanti). Il mondo di Internet che, a due giorni dallo sciopero generale della Valle di Susa, è osservato speciale da parte del Viminale. La paura è che tra le parole di autonomi, disobbedienti e anarchici, ma anche di «normali» insegnanti e operai anti-globalizzazione prima ancora che an-ti-Tav, possano nascondersi messaggi in codice. Il livello di attenzione è molto alto. Perché il Viminale guarda alle manifestazioni anti-Tav come alle prove generali per le Olimpiadi. Due fronti della protesta che nei siti Internet della sinistra antagonista spesso vengono affiancati se non sovrapposti. In vista dello sciopero di mercoledì, dopo il migliaio di uomini delle forze dell'ordine che dagli scontri del 31 ottobre presidiano la Valle di Susa, sono così attesi nuovi rinforzi per garantire l'ordine pubblico. Un dispiego di forze del quale Rifondazione chiederà i costi in un'interrogazione parlamentare.
La parola d'ordine di sindaci e comitati anti-Tav, anche quelli più radicali, resta però «protesta pacifica». Uno slogati che ieri mattina ha accompagnato anche il corteo delle 200 persone che hanno voluto portare fiori sui cippi dei parti-giani del Rocciamelone. Qualche fischio, qualche parola pesante. Poi i cittadini della Val di Susa sono stati autorizzati a superare il check point ma scortati dalla polizia. «Dopo due ore di cammino abbiamo raggiunto anche il primo sito peri sondaggi», ha detto Alberto Perino, uno dei portavoce no-Tav. «Sempre scortati — ha aggiunto Luigi Casel — abbiamo lasciato garofani rossi col nastro tricolore e crisante-mi anche sulla trivella». Con una speranza: «Che non entri mai in funzione». E insieme un messaggio: «La tristezza di una valle blindata». «In assenza di ordini contrari», confermano dalla Ltf, l'avvio dei sondaggi è atteso per oggi.
Dalla Valle di Susa la protesta approda oggi a Strasburgo. Una delegazione di amministratori incontrerà i diversi gruppi del Parlamento europeo. Quindi conferenza stampa con il segretario di Rifondazione Bertinotti. Lunedì e martedì prossimi sarà invece una delegazione della commissione Petizioni UE ad arrivare in Valle di Susa «per capire le ragioni della protesta».
Alessandro Mangiarotti



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