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FUS: cosa cambia con i tagli?
Box Office 13/11/2005



IL FONDO UNICO PER LO SPETTACOLO RISCHIA DI PERDERE 164 MILIONI
DI EURO. NELLE CASSE NE RIMARREBBERO 300, DI CUI CIRCA 50 MILIONI
(IL 18%) DESTINATO ALL'INTERA FILIERA CINEMATOGRAFICA. PREOCCUPATI
TUTTI GLI OPERATORI DEL SETTORE: RISCHIO COLLASSO di Anna Maria Pasetti

Il mondo dello spettacolo italiano, come noto, in allarme. Se fossero infatti confermati i tagli annunciati al Fondo unico per 10 spettacolo previsti dalla Legge Finanziaria per il 2006, ben 164 sono i milioni di euro che andrebbero a mancare sui 464 milioni di cui il Fus si avvalso nel 2005, peraltro, gi ridotto rispetto al 2003 quando erano 518,6. Se la riduzione (che ammonta a circa 11 40%) fosse approvata, dei 300 milioni di euro che rimangono nelle casse del Fus, poco pi di 50, cio il 18%, sarebbero destinati al cinema. Lo scorso anno, la filiera cinematografica poteva contare su 84 milioni di euro di Fus che, con i fondi extra-Fus, raggiungevano il centinaio. Poich la riduzione dovrebbe riguardare anche i suddetti fondi alla cultura extra-Fus, il cinema in definitiva potr assicurarsi un totale di 54/55 milioni di euro.

Secondo la Direzione Generale Cinema del Ministero per i Beni e le Attivit Culturali, la cinquantina di milioni di euro di Fus rimasti al cinema andrebbe cos ripartita: 6 milioni di euro (rispetto agli 11,5 milioni dello scorso anno) per il Centro Sperimentale di Cinematografia - che comprende sia la Scuola Nazionale di Cinema che la Cineteca Nazionale - e che servirebbero quasi esclusivamente per pagare gli stipendi; 2,4 o 2,5 milioni di euro (dai 5,8 milioni) destinati alla Mostra del Cinema di Venezia; circa 20 milioni scarsi (dai 33 milioni del 2005) da volgere al fondo specifico per la Legge Cinema, ovvero alla produzione; 3,5 milioni di euro (rispetto ai 9,3 milioni) per la promozione cinematografica, ovvero destinati in parte a Cinecitt Holding, ad Aip-Filmitalia e all'Istituto Luce; 1 milione (dai 3 milioni) per le sale cinematografiche d'Essai.
Il rimanente dei 50 milioni di euro potr andare ai finanziamenti automatici, vale a dire i contributi sugli incassi e alla distribuzione. Sempre secondo le stime della Direzione Generale, dei 250.000 addetti ai lavori nel mondo dello spettacolo, con. i tagli annunciati sarebbero a rischio occupazione fino a 100.000 professionisti. Qualunque provvedimento di risanamento, la cui richiesta in corso in questi giorni da parte del ministro Buttiglione in sede parlamentare, avverr nell'arco di due settimane nell'ambito del maxi emendamento sulla Legge Finanziaria.

ASSURDIT E PARADOSSI

Questi tagli sono assurdi per dimensioni e paradossali per il momento in cui sono stati decisi, ha dichiarato il direttore generale per il cinema del Ministero per i Beni e le Attivit Culturali Gaetano Blandini. Infatti - continua il direttore arrivano in un momento in cui tutto il settore ha fatto trasparenza rispetto all'utilizzo delle risorse e, nello specifico del cinema, stata fatta un'importante operazione legislativa di riordino, proprio finalizzata a mettere un freno agli sprechi: noi limitiamo gli sprechi e il Governo ci taglia le risorse! E assurdo ed una vera e propria con-danna a morte, perch queste risorse sono insufficienti.
Parole forti, quelle di Blandini, che si intonano perfettamente con quelle di tutti i portavoce di categoria e dei singoli operatori: I la tegola che sancisce la eri-si definitiva del cinema ita-liano: lo Stato ci ha ufficialmente abbandonato. Cos hanno reagito le industrie cinematografiche associate all'Anica, aggiungendo: Dispiace che un Governo che aveva annunciato grandi cambiamenti nel settore e riforme epocali, dimostri con i fatti che per il cinema non ha nessun interesse. Sul fronte della produzione, Angelo Barbagallo dell'Api ha sottolineato che se il taglio la dimostrazione di un'amministrazione che non tiene in alcun conto la politica culturali budget 2006 del Centre National de la Cinmatographie (CNC) sar pari a 537,4 milioni di euro, 5,4 milioni in pi rispetto al 2005; l'annuncio stato fatto dal ministro francese della Cultura, Renaud Donnedieu de Vabres. 495,5 milioni di euro (+0,9%) vanno a sostegno delle industrie cinematografica e audiovisiva, che sono stati raccolti con la tassa sul prezzo del biglietto (l'11% del costo di un ingresso), mentre circa 338 milioni provengono dalla tassa sui diffusori audiovisivi e 44 milioni dalla tassa sugli editori audiovisivi (2% del prezzo pubblico di vendite di video e video on demand). In termini di ripartizione, 264 milioni di euro vanno al settore cinematografico, di cui 153 milioni al sostegno automatico (70 milioni ai produttori, 19 ai distributori, 56,5 agli esercenti e 7,5 agli editori video) e 98,6 al sostegno selettivo per favorire le giovani promesse.
Dura anche l'opinione di Aurelio De Laurentiis (presidente Unpf): Abbiamo toccato il fondo; gli stanziamene, erano gi ridicoli, tagliarli significa sparare sulla Croce Rossa. La verit che noi ncn sappiamo vendere l'Italia.



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