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Finanziaria 2006 riceve ok dal Senato, passa alla Camera
di Paolo Biondi
venerdì novembre 11, 2005 2.54 Reuters




ROMA (Reuters) - Il Senato ha votato questa mattina la manovra correttiva da 24 miliardi di euro per il 2006 che punta a contenere il deficit del prossimo anno al 3,8% del Pil dal 4,7% tendenziale stimato.

Il provvedimento è stato integrato in mattinata da un maxiemendamento governativo sulla quale è passata la richiesta di fiducia con 158 voti a favore e 96 contrari.

Successivamente una breve riunione del Consiglio dei ministri ha stabilito i nuovi saldi netti da finanziare che migliorano di 813 milioni nel 2005 e di 1,706 miliardi nel 2006 a 40,794 miliardi.

Il disegno di legge, come già è successo per il decreto fiscale ad esso collegato ed approvato mercoledì scorso, passa ora all'esame della Camera. Il passaggio alla Camera potrebbe essere meno tranquillo di quanto previsto.

Ieri, in Consiglio dei ministri, si sono registrate le proteste dell'Udc, esplicitate dal ministro per i Beni culturali Rocco Buttiglione, per la distribuzione delle risorse del maxiemendamento riguardante gli interventi per la famiglia. In particolare l'Udc li contesta (e lo ha fatto anche il suo segretario Lorenzo Cesa con una nota di ieri sera) perché dal testo è sparito il bonus figli per il 2006 (mille euro per ogni nuovo nato, come disposto invece per il 2005).

La Confindustria invece contesta le norme contenute nel decreto fiscale dalle quali risulta un aggravio sugli ammortamenti per l'avviamento. Gli aggravi annullano quasi completamente le agevolazioni pari a circa 2 miliardi che la Finanziaria fornisce alle imprese nei contributi per l'occupazione.

L'impatto della manovra netta sul deficit è di circa 16,5 miliardi, dopo che il governo ha aggiunto altri 5 miliardi di interventi alla precedente manovra netta da 11,5 miliardi per sopperire a 6 miliardi da cessioni immobiliari difficilmente realizzabili nel 2006.

Fra i punti invece introdotti con il maxiemendamento votato questa mattina figura la riformulazione della cosiddetta tassa sul tubo. Sale il gettito atteso dal governo per il 2005 e 2006 da questa nuova norma che prevede la rimodulazione dei tempi di ammortamento per tutte le società del settore energetico a partire dal 2005.

Si tratta di 971 milioni per il 2006 (di cui 79 mln a saldo 2005 e 892 mln di acconto 2006), superiore rispetto alla cifra di 800 milioni inizialmente indicata dal governo.

Per il 2005 il gettito atteso, inserito nel maxiemendamento al decreto legge fiscale che ha ottenuto la fiducia mercoledì scorso, è di 911 milioni.

La cosiddetta tassa sul tubo era stata eliminata dal governo per i dubbi sulla sua legittimità e sugli effetti per i consumatori. Tale norma avrebbe colpito solo Terna e Snam Rete Gas.

Il maxiemendamento contiene poi rimodulazioni alle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e il rifinanziamento, pur in forma ridotta, del programma italo-francese Fremm per la costruzione di 27 fregate (10 per l'Italia). L'operazione coinvolge le italiane Fincantieri e Finmeccanica.

Sul progetto di fregate a partire dal 2006 saranno stanziati per 15 anni 30 milioni di euro l'anno, altri 30 se ne aggiungeranno nel 2007, mentre il contributo salirà di 75 milioni, sempre per 15 anni, a partire dal 2008.

Il programma precedente prevedeva lo stanziamento di 525 milioni entro il 2008; complessivamente il programma Fremm valeva per l'Italia nella versione originale circa 4 miliardi e 6,5 miliardi per la parte francese.

I francesi avevano detto di non essere disponibili ad una riduzione del progetto.

Per le ristrutturazioni edilizie sarà possibile usufruire nel 2006 di detrazioni Irpef del 41% piuttosto che del 36%, sale però l'Iva all'aliquota ordinaria del 20% al posto di quella ridotta del 10%.

Il maxiemendamento alla Finanziaria prevede poi nell'ambito del fondo da 1,140 mld per la famiglia, 1.000 euro di bonus figli per il nati nel 2005 (ma non per il 2006, come si diceva).

Viene rifinanziato il fondo per gli ammortizzatori sociali per un ammontare pari a 480 mln e vengono stanziati 102 milioni per il fondo spettacolo.




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