Ne "L'impresa. Rivista italiana di Management", bimestrale di cultura economica (n. 2, marzo / aprile 2003), interventi sul tema "Il Museo diventa azienda"
Vi segnaliamo ne "L'impresa. Rivista italiana di Management", bimestrale di cultura economica (n. 2, marzo / aprile 2003) sotto il titolo di "Il Museo diventa azienda" gli interventi di Antonio Barbangelo, Paola Lalli, Gian Luca Mealli, Maria Sturani e Roberto Ruozi.
Dal sito http://www.limpresaonline.com/sommario02.asp:
Dal Louvre di Parigi al Whitney di New York, passando per le Scuderie del Quirinale di Roma, il Mart di Trento e Rovereto e il Museo Diocesano di Milano. Fucine di idee, e insieme veri e propri laboratori dell''arte e della cultura, gestiti con strumenti di marketing e criteri imprenditoriali. Aziende-museo, dove non mancano però i problemi nel reperimento dei fondi, che non sopravviverebbero senza contributi pubblici
articolo completo su L'IMPRESA n.2 (mar-apr/2003)
Oltre 10 milioni e mezzo di visitatori, di cui quasi sei milioni e mezzo a pagamento per un incasso pari a 33 milioni e 383 mila euro, vale a dire il 4,0% in più rispetto al 1999. Sono i dati dei 186 musei e gallerie statali italiani in base a un''analisi dell''ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna, sulle più recenti statistiche Istat del 2000. Numeri confortanti, che dipendono anche dalle mutate strategie di marketing, in alcuni casi molto più vicine a quella di un''impresa, rispetto a quanto accadeva negli anni passati. Il museo che viene amministrato con criteri manageriali non è ancora una realtà diffusa, ma l''orientamento è questo. La conduzione "privata" di un museo contribuisce al suo sviluppo: è senza dubbio utile ad aumentare visibilità, a incrementare il numero dei visitatori, a creare iniziative promozionali. Ma la gestione con criteri "privati" non basta: il supporto di contributi pubblici e donazioni è quasi sempre necessario. È quanto dimostrano anche le esperienze delle aziende-museo considerate nelle pagine che seguono. Sono esperienze molto diverse tra loro, caratterizzate però dal comune denominatore di andare verso la strada della gestione manageriale. Si va dal Louvre di Parigi, che può contare su 1.800 dipendenti e un bilancio di 124 milioni di euro, ai casi del Guggenheim e del Whitney di New York. Paradigmatici di una situazione in evoluzione rispetto al "museo-tempio", sono anche le Scuderie del Quirinale e il Palazzo delle Esposizioni di Roma; così come i casi del Mart di Trento e Rovereto e del Museo Diocesano di Milano.
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