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Memmo. Un museo per conservare l'antica civiltà della Puglia
Anita Preti
Nuovo Quotidiano di Puglia, 3 novembre 2005

Saranno raccolti a Lecce 360 pezzi di inestimabile valore tra cui molte opere d'arte credute perse. Oggi la presentazione a Roma


Sotto la loggia di Palazzo Ruspoli, a Roma, ia sua bella casa, quella che definisce "il massimo che potevo desiderare", ancora ieri sera Roberto Meinmo passava in rassegna i venti reperti archeologici che oggi, alle 19, presenti il sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone ed il sottosegretario ai Beni culturali Antonio Martusciello, verranno mostrati alla stampa nazionale convocata allo spazio Etoile di San Lorenzo in Lucina. È solo una piccola anticipazione di quello che Lecce ospiterà a Palazzo Memmo dove l'omoni-. ma Fondazione sta per inaugurare - la data probabile è Pasqua 2006 - un museo della storia della cultura artistica dell'antica Apulia. In tutto 360 pezzi di inestimabile valore. Spiega Roberto Memmo: «Ci tenevamo molto a questo museo che nasce per volontà dello Stato e della Fondazione e che raccoglie opere d'arte credute perse. Adesso finalmente sono rientrati tutti i pezzi scappati dall'Italia. Il nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri e le altre forze di
polizia hanno recuperato questi pezzi eccezionali, testimonianze dell'antica Rudiae che, acquisiti dallo Stato, sono stati assegnati permanentemente dal ministero per i Beni culturali alla Fondazione. Sono vasi del V e VI secolo che parlano della storia della città. Lecce sarà fiera di avere questi capolavori».
Per la Fondazione è un ritorno dopo qualche anno di silenzio.
«Noi abbiamo continuato a lavorare, entro il prossimo anno presenteremo il risultato delle nostre iniziative. Un polo museale che comprende la sede principale alla Fondazione, il museo al Teatro Remano, quello della cartapesta a San Pietro in Lama, dove c'è già un museo delle sculture; il convento con il chiostro di San Domenico sulla strada per San Pietro, lungo la quale nella vecchia distilleria di famiglia, uno spazio di 20mila mq, stiamo creando un insediamento fieristico che metteremo a disposizione della città per eventi, esposizioni d'arte e convegni».
Meritava Lécce tutto questo amore?
«Sono nato qui, le voglio bene,
non posso giudicare, ma era mia intenzione donarle tutto questo».
Un atteggiamento filantropico da parte di chi è lontano è sempre meritevole. Quando è partito da Lecce, era una cittadina. «Dopo cinquant’anni ho trovato una bella città. Queste iniziative forse faranno sì che diventi ancora più grande. Se quelli che possono non fanno qualcosa per ia città e si accodano agli altri per aspettare l'intervento dello Stato, le cose non cambiano». Quando è nata in lei la passione per l'arte?
«Quando ho comperato Palazzo Guarirà a Lecce, nel 1948, era la mia casa e ho cominciato a collezionare, girando intanto attraverso i musei per conoscere l'arte».
Ricorda il primo acquisto? «Come faccio a dimenticarlo. Fu
una fregatura colossale. .Comperai, più o meno in quegli anni, un quadro che uno di Tuglie mi vendeva come un Caravaggio. Lo pagai 300 mila lire, era una grossa somma nel 1947 ed io avevo solo 26 anni. L'ho collocato
vicino al mio letto per ricordarmi che nell'arte se uno non sa e non si circonda di persone capaci, corre dei rischi. Oggi per la Fondazione sono fortunatamente circondato da persone capacissime. Ma quell'angelo bellissimo, quel finto Caravaggio, vuoi dire anche che nessuno è infallibile».
Che consiglio darebbe ad un collezionista?
«Di erudirsi, di frequentare i musei. Tutto il tempo libero che ho avuto nella vita l'ho speso nei musei di tutto il mondo. Poi di seguire il mio esempio: io non compero mai da privati ma attraverso organizzazioni».
Il suo amore per l'arte ha confini?
«No, tutta l'arte: quella occidentale, quella orientale».
L'arte contemporanea?
«La lascio ai miei nipoti che hanno cominciato, seguendo le orme delle mie figlie. Sì, tutta la fami-glia coltiva questa passione».
Il più moderno dei suoi amori?
«Non vado oltre Picasso. Dopo l'arte è troppo moderna».
In questa città di geniacci, Lecce, se incontrasse all'angolo della strada un giovane artista di talento che consiglio gli darebbe? «Di essere sicuro che la sua sia vera arte. Deve avere la modestia di dire io non ho creato niente ma spero di diventare un artista».



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