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Rogo nello storico Molino Stucky- Venezia rivive lo choc da incendio
Mario Lollo
LA STAMPA

Un vento fortissimo ha propagato il fuoco. Crollate la torre, l'ala Est e Sud dell'edificioconsiderato monumento di archeologia industriale. Dal Duemila era sotto restauro.


Si dovevano realizzare uncomplesso residenzialee un hotel di lusso. Galan: dolore immenso. Caltagirone: ricostruiremo. Aperta un'inchiesta


Ancora una volta brucia un pezzo di Venezia: dopo la Fenice, il Molino Stucky, edificio neogotico di 51mila metri quadrati e 189mila metri cubi. Uno a uno sono crollati sotto la furia del fuoco la torre con la caratteristica guglia, la parete Est, la parete Sud, le merlature di quell'edificio tutto mattoni a vista
che fa da quinta inconfondibile alla punta estrema dell'isola della Giudecca, guardando la riva opposta dove d'estate attraccano le navi da crociera.

Le fiamme si sono sviluppate durante la pausa pranzo degli operai che lavorano alla ristrutturazione del complesso tardo ottocentesco. Un fuoco inspiegabile, perch divampato in una zona il sottotetto della torre d'angolo con tetto aguglia dove attualmente nessuna impresa al lavoro, E corrono dunque le parole fatidiche: incendio doloso. Un'ipotesi che non escludiamo, dice il sostituto procuratore Michele Maturi. scoppiato in un punto in cui non pare ci fosse attivit, conferma il sindaco Paolo Costa. Episodio odioso e inquietante dice il governatore della Regione, Giancarlo Galan le cause andranno accertate con grande scupolosit. Come nel caso
della Fenice, due volte distrutta dal fuoco, e che porta quel nome proprio perch risorta dalle ceneri,almeno la prima volta; per la seconda un rogo provocato da una stolida impresa subappaltatrice in ritardo con i lavori si aspetta la ricostruzione da sette anni.
Anche nel caso dello Stucky si
fruga ora tra le imprese: sono nove, due capocordata e sette subappaltatrici, alcune venete, altre campane; tutti gli operai sono stati condotti in questura per fare luce sui fatti e sulle possibili cause. I focolai potrebbero anche essere stati pi d'uno, presto per avere dati certi. L'unica certezza che allo spegnimento hanno lavorato ottanta pompieri e due elicotteri,per cinque ore, dalle 13 alle 18. Si persa comunque una buona met del perimetro originale.

E sui tempi di soccorso gi polemica: un elicottero, di solito impiegato per gli incendi dei boschi, dovuto arrivare da Belluno;quello a disposizione della citt in riparazione da mesi, Abbiamo ripetutamente denunciato questa situazione dice il prosindaco Gianfranco Bettin ma nessuno ci ha dato retta. Vorr dire che un elicottero ce lo compreremo noi,aggiunge il sindaco Costa.
E la deputata verde Luana Zanella si appella al capo della Protezione civile, Guido Bertolaso: Contro la superficialit delle autorit preposte, utilizzi i poteri speciali che gli ha dato il presidente del Consiglio.
Le abitazioni vicine sono state evacuate per precauzione, l'erogazione del gas interrotta, mentre una gran folla assiepava le rive:perch, come osservava Galan,chiunque ami Venezia per lo Stucky si commuove.

Progettato nel 1895 dall'architetto Ernst Wullekopf di Hannover, nel periodo di massimo splendore occupava 1500 operai 24 ore su 24, lavorando grani, producendo pasta e biscotti per l'ingegner Giovanni Stucky, industriale svizzero. Ora il fabbricato nel portafoglio dell'Acqua Pia Antica Marcia di Francesco Bellavista Caltagirone, quotata in Borsa e che infatti ieri, appena circolata la notizia
dell'incendio, ha perduto un punto e mezzo al listino.

La Giudecca era la Marghera dell'Ottocento, con molti opifci:dalle candele alle scope, dalle sveglie agli armamenti, al gigantesco mulino, nell'epoca in cui comandavano gli ingegneri, coi lro ponti in ferro e l'idea mai realizzata di portare addirittura la ferrovia suq uel lembo di terra che si allunga fin davanti piazza San Marco.

Poi, con il fascismo, le fabbriche si sono spostate in terraferma, a Marghera appunto, e la Giudecca diventata un quartiere alveare di periferia: piena di anime, vuota di attivit.

Da trent'anni si parlava di ridare vita al Molino Stucky, e di conseguenza all'isola; da otto l'Acqua Marcia e Caltagirone si battevano con la burocrazia per poter costruire un albergo, un centro congressi, appartamenti. Finalmente quel momento era vicino:94 case di lusso, tutte gi vendute a non veneziani, a un prezzo da 6 a 9milioni al metro quadrato, consegna a dicembre; un centro congressi su 7500 metri quadrati per 1500posti a sedere; e un albergo su otto piani, da 380 stanze, ristorante e piscina in terrazza, con vista incantevole sulla laguna, che dovrebbe essere pronto nel 2005 e dovrebbe essere gestito per 18 anni dalla Hilton International.

Tutto va ora tenuto al condizionale, dopo questo incendio devastante che ha, se non altro, snaturato la faccia di quel complesso cos familiare ai veneziani e cos speciale anche per i turisti. Tutta la facciata verr ripristinata, esattamente com'era promette Francesco Caltagirone perch questo un impegno preso con la citt. Oggi siamo tristi, ma pensiamo di poter rispettare i tempi.



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