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CORSANO Cade il vincolo, si torna a costruire
Mauro Ciardo
La Gazzetta del Mezzogiorno(Lecce) 01/11/2005

Un provvedimento del '74, voluto per contrastare l'abusivismo, impediva lo sviluppo urbanistico. Ora il via libera del Ministero



Ossigeno per l'edilizia. Il sindaco: «Ci liberiamo di un assurdo fardello»


Cade il vincolo che bloccava l'edilizia e in paese si potrà tornare a costruire. Giunge ad una felice conclusione una singolare quanto paradossale vicenda, che per alcuni decenni ha stretto Corsano in una morsa burocratica. A partire dal lontano 1968, quando il commissario prefettizio dell'epoca, Mario Gennaro, istituì la pratica per vincolare l'intero territorio comunale, al fine di contrastare il dilagante fenomeno dell'abusivismo edilizio, i cittadini e le varie amministrazioni succedutesi non hanno mai avuto pace. Il vincolo diventò efficace con il decreto ministeriale del 14 novembre del 1974, che dichiarò il «notevole interesse pubblico dell'intero territorio comunale di Corsano», ostacolando così, negli anni successivi, lo sviluppo urbanistico del paese. Edificare, da quel momento in poi, diventava quasi impossibile: bisognava intraprendere un complesso iter burocratico che col tempo ha «recintato» il nucleo urbano in un cerchio immaginario, circondato da una fascia invalicabile. L'8 giugno del 1983 il consiglio comunale presentò un'istanza per il ridimensionamento del vincolo, chiedendo di limitarlo solo alla zona costiera, ma anche in quel caso il cammino della pratica non fu dei più semplici, arrestandosi fino al 2000, quando l'allora Ministero dei beni culturali rispose affermando di non potersi pronunciare in mancanza del Putt della Regione Puglia. L'approvazione di questo strumento urbanistico da parte della Regione è avvenuta il 15 dicembre di quell'anno e la pratica corsanese poté sbloccarsi, rilanciata dalla passata amministrazione comunale guidata dal centrodestra. Ora la vittoria finale, con un decreto del Ministero (che nel frattempo ha assunto la denominazione di Ministero per i beni e le attività culturali), del 12 ottobre scorso, che «libera» ben 250 ettari di territorio (non rientranti nel Putt), che si vanno ad aggiungere ai 90 ettari su cui attualmente si estende il centro abitato. «È un grande successo per il paese - commenta il sindaco Biagio Raona, a capo di una coalizione di centrosinistra - che si libera da un assurdo fardello». Da oggi in poi dunque, i progetti edilizi ed urbanistici, ricadenti nelle aree svincolate, potranno essere approvati direttamente dal consiglio comunale, inoltre viene ampliata la possibilità di edificare nelle zone rurali e ci sarà lo snellimento di tutte le procedure amministrative. Una boccata d'ossigeno per il settore edilizio che sicuramente porterà un'opportunità di sviluppo e di lavoro in più nella cittadina.






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