LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

PASOLINI: torna la stele per P.P.P. nel luogo del delitto
Adele Cambria
lunedì 31 ottobre 2005 , L'Unità


LA VISITA Tra dune d’immondizia, uno spiazzo per la scultura di Mario Rosati





«Boh… mai sentita… e se pure fosse…». E si gira dall’altra parte, a rassettare i grappoli d’uva nella cassetta di legno impilata sopra le altre, all’interno di un vecchio camion aperto. Non se la ricorda nessuno, qui all’Idroscalo di Ostia, Maria Teresa Lollobrigida. Fu lei a ritrovare Pasolini quella mattina di trent’anni fa, steso ammazzato come un cristo di spalle e caduto. Fu lei - erano le sei e mezza, era uscita per scaricare i pacchi dalla macchina del marito - ad accostarsi a quella «cosa». La luce è incerta. La donna dice: «Hanno buttato un sacco di immondezza, questi sporcaccioni». S’avvicina e a due passi dal sacco si mette a gridare, a far venire il marito Alfredo e il figlio Gianfranco: «Qui è pieno di sangue, c’è un morto». Fu lei a piantare un paletto accanto al corpo ridotto ad un ammasso di ossa e stracci aggrumati di rosso pesto. E un piccolo vaso pieno di fiori appena strappati. Il «primo» monumento al poeta. Non resta niente qui dei Lollobrigida. Due nomi sulle pagine dell’elenco che però non c’entrano nulla con Maria Teresa e un continuo di «chi?» - anche al municipio - come quelli ripetuti da Antonia sulla spianata, larga di pozzanghere, su cui s’affacciano ancora le baracche. Le baracche dell’Idroscalo. Quelle rimaste, là in fondo. Perché delle costruzioni di legno fradicio, per l’umido e il sale - quelle dei Lollobrigida e degli altri che nel ’75 stavano ammassate sul ciglio della strada dall’altro lato del campo di calcio dove fu parcheggiata l’Alfa Gt di Pasolini quell’ultima notte - non c’è più niente.

Sparite le baracche. E sparito il campo da calcio. Quello delle foto di quella mattina all’Idroscalo, quello della porta, delle reti metalliche e della pozzolana, quello dei pezzi di staccionata - fradici pure loro - presi e staccati e usati nel pestaggio. Quello delle tracce degli pneumatici impazziti. Su quel campo Pasolini pare ci avesse giocato. Ora l’hanno sommerso, c’è un laghetto con tutt’attorno canne e erbe, sopra a svolazzarci gabbiani, tuffetti, cigni reali e qualche cavaliere d’Italia. Un’oasi naturale della Lipu. Sparito anche il monumento a Pasolini, quello dello scultore Mario Rosati. Dài e dài, sfregi, picconate, accanto c’avevano messo reti, materassi, un «cesso» capovolto. Ora resta uno spiazzo con su un piccolo cantiere. Quello per il nuovo monumento al poeta: un giardino quasi; si inaugura domani. Lo fa di nuovo Mario Rosati.

È proprio lui che alla fine arriva e slega il fildiferro e apre il mezzo cancello, si entra nello spiazzo che dava verso il campo di calcio. La Torre di San Michele non si vede più, per scovare il laghetto ti devi arrampicare sui mucchi di terra. Sono le dune riportate e posticce fatte con l’immondizia, che nascondono il mare. «Lo rimetto qui, nello stesso punto ’ndo stava prima». Un cerchio di tufi, il basamento del monumento nuovo a Pasolini. Nuovo e uguale. «La scultura sarà la stessa, forma e tutto, - dice Rosati - solo stavolta di travertino». Una colonna spezzata in cima come una vita, due uccelli in volo sospeso e, incastrato, un disco: «C’era luna piena quando hanno ammazzato Pier Paolo. È stata lei la sua ultima compagna». Rosati e Pasolini. «L’ho conosciuto a Torpignattara, ci veniva spesso… Accattone lo dovevo fare pure io, poi m’hanno chiamato militare e al posto mio ha preso Franco Marucci, un mio compagno di scuola, che ha fatto la parte di Amerigo… ». «Con Pier Paolo c’ho giocato a pallone, a biliardo… Poi non l’ho più visto… Me so’ messo a lavorà a Fiumicino, meccanico specializzato. Stavo all’aeroporto la mattina che ho sentito la notizia alla radio. Ho smontato e so’ venuto qui. Per terra ho raccolto un bottone, era suo…».

Nell’80 Rosati scolpisce la stele, il primo dei tre monumenti che ricordano Pasolini a Ostia. All’inaugurazione c’è il sindaco Petroselli. Monumento sfregiato più volte, s’è detto. «Chi? I fasci, sicuro. Ma non solo loro… E ogni volta lo rimettevo a posto, pure con una cooperativa di carcerati… ». In mezzo a quella che diventava anno dopo anno una discarica, la stele di Pasolini rimaneva lì, magari spaccata a martellate, ma immobile al centro, come un occhio.

Fuori adesso passano due macchine, vengono dalle baracche. Sono modelli che non si vedono da 15 anni. Sono dei vari Ramon, Ivan e Dimitri. «Sono loro che qui dentro al cantiere fanno la muratura, albanesi, sudamericani e slavi, rumeni soprattutto. Nuovi proletari al sacrario di Pasolini», taglia corto Mario. Poi si china e prende una lattina accartocciata: «Sai quante ce ne trovi sotto ‘ste dune fasulle, assieme a scarpe, bottiglie, copertoni… ».




news

20-02-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 20 febbraio 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news