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ERCOLANO. Museo di pietra lavica sul Vesuvio
30 OTT 2005 Giornale dì Napoli



Dieci artisti, dieci opere e la pietra morta riprende vita e illumina un percorso nuovo, punteggiato da opere d'arte contemporanee, lungo i tornanti che portano alla cima del Vesuvio, che non è più sterminatore. È questa l'idea di fondo che muove "CreatorVesevo", lo straordinario percorso che ha aperto ieri un museo aperto permanente in pietra lavica sul vulcano, cui partecipano dieci tra i più famosi artisti contemporanei provenienti da tutta Europa. Un percorso nuovo che si pone come ulteriore attrattiva turistica all'interno della grande attrattiva naturale che è di per se il Vesuvio. E l'effetto immediato, prima ancora dell'inaugurazione ufficiale, ce lo raccontano gli scalpellini delle cave del consorzio per la tutela della pietra lavica vesuviana, che ogni giorno, dal momento della posa dei capolavori artistici, vedono gli autobus arrampicarsi per i tornanti, passare davanti alle opere, fermarsi, tornare indietro per ammirare meglio e da più vicino.
"Creator Vesevo" nasce nel progetto Urban Hercolaneum del comune di Ercolano con la collaborazione dell'Ente parco nazionale del Vesuvio e del Consorzio per la tutela della pietra lavica che vede assieme gli artisti Miguel Berrocal (Spagna), Mark Brussel (Olanda), Alexandros Fassianos (Grecia), Johannes Grutzeke (Germania), Di-mas Macedo (Portogallo), Denis Monfleur (Francia), Ruri (Manda), Antonio Segui (Francia-Argentina), Vladimir Vedickovic (Francia-Jugoslavia) e, unico italiano, il napoletano Lello Esposito che ha fatto trovar casa a Pulcinella sul Vesuvio con un'enorme maschera del peso di undici tonnellate dai cui occhi i
turisti possono vedere uno dei panorami più belli del mondo. «Queste sculture di lava - afferma Jean
Noel Schifano, direttore artistico della mostra - ascensione creativa nata dalle colate del cuore in fuoco dell'alma mater, sono disposte lungo il percorso che da Ercolano alle falde più alte del Vesuvio. Dieci opere come dieci echi universali alla potente grandezza del sito, patrimonio dell'umanità da riscoprire sempre e da amare di più con queste umane e ammirevoli creazioni che ne esaltano le naturali bellezze».
L'orgoglio di Ercolano per il museo aperto con questa mostra permanente è nelle parole del sindaco Nino Daniele che parla della sua città come di un posto dalle mille contraddizioni e problemi, ma che può contare su un patrimonio naturale straordinario, unico al mondo, e anche su un eccezionale patrimonio umano. «Museo aperto -dice - e diffuso. Solenne e magmatico. Fisso ma non in moto. Quale luogo se non il Vesuvio per ospitarlo? Vogliamo essere in un certo modo vesuviani. Convivere con il vulcano rispettandolo. Rispetto fatto di timore e di un uso che non sia distruttivo». E, nel ringraziare gli scalpellini delle cave vesuviane, il sindaco sottolinea che qui «è accaduto qualcosa non molto lontano da quello che avveniva nelle grandi botteghe artigiane del Medio Evo».
L'inaugurazione è avvenuta alla presenza oltre che del sindaco Daniele, del presidente della Regione, Bassolino, della Provincia, Dino Di Palma e del presidente dell'Ente Parco, Amilcare Troiano.



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