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FOGGIA: Beni culturali, ci sono i fondi per il rilancio
La Gazzetta del Mezzogiorno(Capitanata), 28/10/2005

Ieri a Palazzo Dogana la prima riunione delle autonomie locali, disponibili un centinaio di milioni di euro



Si chiama Piano settoriale ed è riservato alle città col passato normanno-svevo-angioino


Ci sono le risorse per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali. Si parte in grande ritardo, ma in provincia di Foggia si cerca di riparare alla partenza in salita. Ieri importante vertice a Palazzo Dogana per il progetto integhrato settoriale «normanno-svevo-angioino». La Provincia di Foggia predisporrà a breve il documento di adesione dei comuni di Foggia, Apricena, Cerignola al Progetto integrato settoriale "Normanno-svevo-angioino". Non è tutto. «Ai comuni di Accadia, Ascoli Satriano, Cerignola, Troia, Bovino, Lucera, Deliceto e Torremaggiore che costituiscono il gruppo storico del "Pis 12", si aggiungono altri importanti enti locali», precisa il vicepresidente della Provincia di Foggia, Franco Parisi. Il prossimo 4 novembre si riunirà, in sala Giunta, il comitato tecnico composto da funzionari e dipendenti di tutti i partner allargato ai nuovi comuni che hanno aderito. In quella sede sarà predisposta la bozza programmatica che il coordinamento degli enti locali del Pis (Accadia, Ascoli Satriano, Cerignola, Troia, Bovino, Lucera, Deliceto, Torremaggiore, Foggia, Apricena, Cerignola) esaminerà e trasformerà in proposte operative per sfruttare il finanziamento complessivo di 103,276 milioni di Euro. Al comune di Lucera, in qualità di capofila, è stato assegnato il compito di coordinare il comitato degli enti locali. «Il grande senso di responsabilità dimostrato oggi da tutti gli enti locali ci ha consentito di raggiungere un traguardo importante. La Provincia di Foggia, in virtù del suo ruolo di ente di coordinamento, garantirà la sintesi e l'unificazione di tutti i processi di sviluppo», aggiunge il vicepresidente della Provincia. Quattro sono le linee di intervento del Pis: tutela e salvaguardia del territorio, valorizzazione delle risorse endogene, potenziamento delle infrastrutture e degli impianti turistici, formazione e sviluppo imprenditoriale. L'idea forza alla base del Pis è quella di costruire un sistema articolato e integrato di fruizione delle risorse storico-culturali composte, da un lato, da importanti beni artistici espressione dell'architettura castrense e religiosa del periodo Normanno Svevo Angioino (castelli, torrioni, residenze reali, palazzi, chiese), dall'altro, da ricchezze naturalistiche e testimonianze dell'identità locale (enogastronomiche, artigianali, folkloristiche, rurali) in grado di rafforzare la competitività dell'area e di favorire flussi turistici crescenti e destagionalizzati. Si tratta di accettare questa significativa scommessa, un «tram» che passa forse inaspettatamente per cercare di valorizzare i beni culturali della Capitanata. Va ricordato che il Pis è «regionale» e che gli enti locali si inseriscono in una misura di carattere generale e non «finalizzata» come è accaduto ad esempio con il Pit Tavoliere dedicato solo all'agricoltura.

28/10/2005




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