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Il museo che diviene una vera "Casa dell'Arte Italiana"
28-OTT-2005, Italia



Sabato prossimo, ventinove ottobre, alla presenza del Ministro e Vice Ministro per i Beni e le Attività Culturali, delle autorità nazionali e locali, si inaugurerà il rinnovato ed ampliato Museo d'arte delle Generazioni Italiane del '000 G. Bargellini. La nuova ala della struttura pievese, sorta a fianco di quella già esistente, è disposta su sei piani, di cui uno interrato, per la totalità di ben quattromila metri quadri, area destinata ad essere la Casa dell'Arte Italiana per le oltre duemilacin-quecento opere -tra dipinti e sculture- con cui si narra parte della storia artistica del Novecento italiano. Si tratta di spazi nuovi dove sono compresi anche un centro multifunzionale per l'accoglimento di esposizioni temporanee, una galleria é-i vendita di opere d'arte, un centro servizi per il collezionismo (centro di ricerca, banca dati, verifica autenticità opere, valutazione commerciale), una biblioteca con testi d'arte del,Novecento, una libreria che può arrivare a contenere oltre cinquantamila titoli, un ristorante ed un bar. La nascita del museo si deve alla volontà di Giulio Bergellini, imprenditore mecenate, Presidente della Ova Bargeilini, azienda leader nel settore della illuminazione e della energia di emergenza, oltre che appassionato collezionista di arte. Per quest'avventura è tuttora affiancato dall'editore Edoardo Brandani, titolare delle Edizioni Bora di Bologna e dal professor Giorgio Di Genova, critico e storico dell'arte e direttore del museo. Meglio conosciuto come Magi '900, il museo vanta collezioni con opere di milleventinove artisti, tale da renderlo il massimo centro europeo dedicato all’arte contemporanea italiana, inaugurato ufficialmente nel febbraio del 2000, va a costituire una struttura unica nel suo genere, un museo dedicato integralmente all'arte della nostra nazione del secolo appena conclusosi, arte qui classificata per generazioni di nascita degli artisti e che ospita fianco a fianco maestri storici ed affermati artisti contemporanei. In più, il Magi '900 è uno dei pochi esempi" in cui la maggioranza delle opere esposte sono di artisti ancora viventi ed attivi. Il museo, ricavato da un vecchio silo granaio, è frutto di un investimento complessivo di oltre quindici milioni di euro, cinque dei quali utilizzati pei lavori di ampliamento durati diciotto mesi. In questi spazi, come inaugurazione,
sarà accolta l'esposizione della Collezione Generazione anni Quaranta, duecento-novantadue artisti per un totale di cinque-centoquarantasette opere. Proprio la nuova ala consente di mostrare senza difficoltà alcuna l'intero percorso generazionali di quegli artisti che, nati negli anni Quaranta, hanno iniziato ad operare negli anni a cavallo tra i Cinquanta e l'inizio dei Sessanta, ossia nel periodo in cui si afferma il neodadaismo e la conseguente pop-art, che molti storici di arte contemporanea considerano come l'inizio del post-moderno. Dunque la loro è una generazione da considerare post-modema; ed anche se nelle vicende culturali è sempre sconsigliato, oltreché pericoloso, essere categorici su certe asserzioni attinenti alle connotazioni storiche, specie quando si riferiscono ad un ampio numero di individui -come in questo caso- non è tuttavia del tutto azzardato tenere conto del mutare della temperie cultural-stilistica avvenuta in quel periodo. Come è ovvio, in una generazione numericamente vasta non possono non convivere in essa anime diverse, da quelle più tradizionali a quelle maggiormente in sintonia col proprio tempo. Indubbiamente il posto-moderno occupa uno spazio non indifferente nella esposizione, che è comunque caratterizzata da una complessa ed intricata dialettica delle direttrici, delle ricerche, delle contrapposizioni, delle differenziazioni e delle novità linguistiche e stilistiche. Un fermento che caratterizza in maniera profonda alcuni artisti che, nel corso del tempo, hanno alternato tecniche e linguaggi molteplici. Tra i grandi nomi presenti al Museo d'Arte delle Generazioni del Novecento, definito a pieno diritto la Casa dell'Arte Italiana; del '900, vi sono Modigliani, de Chirico, Bocctoni, Balla, Depero, Dottori, Severini, Campigli,-Afro, Burri, Cagli, Outtuso. Inoltre tale patrimonio è arricchito dall'importante sezione di opere grafiche e dalle centinaia di opere della storica Collezione Minima di Cesare Zavattini (nella foto), strutturata da piccoli formati commissionati dal noto intellettuale a partire dal secondo dopoguerra. Conosciuta anche come Collezione 8x10, la Collezione, in accordo con la famiglia, riaperta dal 2002, si è già arricchita di altre cento opere.



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