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SICILIA: Un piccolo gioiello dell'inganno: poli turistici nei Parchi siciliani
De Benedictis, Roberto
27.10.2005, www.eddyburg.it



Ancora a proposito del disegno di legge sui "poli turistici" nei parchi siciliani. Da Idea solidale, ottobre 2005 (g.p.)

L'ultimo assalto del centrodestra al territorio siciliano si chiama "polo turistico" dell'Etna. In effetti, proprio per non farsi mancare niente, il disegno di legge in discussione nei prossimi giorni all'ARS di "poli turistici" ne istituisce quattro: uno dentro il parco dell'Etna, un altro nel parco dei Nebrodi, il terzo in quello delle Madonie e l'ultimo a cavallo fra quelli dell'Etna e dei Nebrodi. L'ambizione quella di realizzarvi quattro stazioni sciistiche invernali (funivie, seggiovie, impianti sportivi, alberghi, strade, parcheggi, ecc.), obiettivo che ha fatto sollevare non solo tutte le associazioni ambientaliste ma anche tutti gli studiosi, vulcanologi, botanici, zoologi, geologi e persino urbanisti ed economisti, i quali non solo hanno spiegato come questa ipotesi comprometterebbe la salvaguardia dell'ambiente nei parchi, ma sarebbe anche economicamente destinata al fallimento. Giacch la Sicilia non il Trentino n la Valle d'Aosta e piuttosto che inseguire modelli oggettivamente impraticabili, proprio la valorizzazione del parco, se attentamente condotta, ne farebbe quell'unicum anche turisticamente redditizio.

Ci detto, il disegno di legge, bisogna ammetterlo, un piccolo gioiello dell'inganno. Non solo perch di tutto questo non c' scritto nulla (lo si apprende bene solo dal dibattito sulla stampa, dai lavori parlamentari e se ne trova appena la traccia nella relazione allo stesso ddl) ma perch costituito da un solo articolo che a prima vista pu sembrare perfino innocuo. Proprio per questo molto interessante analizzarlo. I quattro poli turistici vengono infatti istituiti in zone cosiddette "di protezione di tipo C", gi previste nella norma fondativa dei parchi in Sicilia, la famosa L.R. 98/81, poi modificata dalla 14/88. In quella erano ammesse "soltanto costruzioni, trasformazioni edilizie e del terreno rivolte specificatamente alla valorizzazione dei fini istitutivi del parco quali strutture turistico-ricettive, culturali, aree di parcheggio"; nel ddl in oggetto vi consentito "realizzare strutture turistico-ricettive, culturali, aree di parcheggio, nonch trasformazioni edilizie finalizzate esclusivamente alla valorizzazione dei fini istitutivi dei parchi". Stessa cosa, come si vede. Il trucco dov'? Nella perimetrazione di queste nuove zone "C", che il ddl evita di compiere ma rimanda ad una subdola procedura definita alla fine dell'articolo. Mentre la legge attuale prevede l'approvazione di un piano territoriale esteso all'intero parco in cui individuare le zone A, B e C organicamente relazionate fra loro sulla base di accurati studi e progetti, unitamente ad un regolamento che disciplina tutti i lavori di costruzione all'interno del parco, il ddl esplicitamente deroga a tale procedura prevedendo che l'Assessore regionale al Territorio ed Ambiente, con proprio decreto e senza alcuna pianificazione, catapulti dentro i parchi le zone "C" desiderate. Esattamente come sostituire ai piani regolatori delle citt i decreti dell'assessore regionale che, accontentando il sindaco suo amico, decide qua un'area artigianale e l una zona di espansione edilizia. C' anche un paravento, apposta per la bisogna: la proposta la formulano ufficialmente i sindaci dei comuni interessati (gli stessi, in massima parte di Forza Italia, che ce l'hanno gi pronta e volevano l'istituzione delle zone C direttamente per legge) e vanno acquisiti i pareri dei comitati esecutivi e di quelli tecnico-scientifici dei parchi, da rendersi entro 30 giorni, decorsi i quali si intendono favorevolmente resi. Pareri, manco a dirlo, non vincolanti. Come si vede, pi una finzione che altro.

Se, come si visto, il ddl un capolavoro di dissimulazione, sul piano politico la summa delle ipocrisie. Indigna il governo regionale, che non ha un minimo di linea politica n di coerenza programmatica, che per sua natura dovrebbe avere unidea e per ci governare, e invece lascia fare senza intervenire. La proposta infatti di iniziativa parlamentare, firmata da Forza Italia e questo gli d l'alibi per dire che non c'entra nulla. Cos il ddl va avanti e supera l'esame della IV commissione dell'ARS, grazie alla presenza massiccia, assolutamente insolita ma organizzata per l'occasione, dei deputati del centrodestra. La polemica gonfia, poi esplode. Con le semplificazioni di sempre: "cementificatori" contro "imbalsamatori". E ancora una volta il miracolo: dentro il governo c' posto per tutti e il contrario di tutto, l'assessore Cascio da una parte, Granata dall'altra. Con Cuffaro che fino ad ora tace, solo per annusare da quale parte spira il vento migliore e poi dichiarare ad hoc una presa di posizione salvafaccia. Cascio quello stesso che in queste settimane racconta la favola della riforma urbanistica e poi appoggia un disegno di legge che, prima ancora che compromettere i parchi siciliani, si mette sotto i piedi il principio stesso di pianificazione territoriale. E Granata va declamando poesie per i suoi viaggiatori mentre la Regione investe cifre colossali per cofinanziare impianti da golf e incredibili parchi di divertimento come quello di Regalbuto, vere truffe ai danni dei siciliani. Noi non stiamo meglio: la matrice culturale sembra essere la stessa, la superficialit delle analisi pure. Non vogliamo uno sfruttamento che comprometta l'ambiente, ma il nostro "sviluppo sostenibile" ancora tutto da sviluppare.

Per questo sono convinto che dal prossimo governo la Sicilia debba attendersi una marcia in pi ed in una direzione ben precisa, non unaltra marcia e basta.



http://eddyburg.it/article/articleview/5391/0/136/


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