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SARDEGNA: Fisco: Regione pronta a chiedere pignoramento beni dello Stato
Sardegna Oggi, giovedì, martedì, 26 ottobre 2005


“Pignoramento dei beni dello Stato” la provocazione che arriva dal Presidente della Regione, Renato Soru, nel corso della riunione con i sindaci dell'isola svoltasi nella mattinata a Tramatza. La questione in ballo? Le quote Iva e Irpef che lo Stato, in 12 anni, si è “dimenticato di versare nelle casse della Regione. Il presidente ha ribadito di voler solo ciò che spetta, circa 4 miliardi di euro, riconosciuti, fra l'altrol dalla stessa Ragioneria dello Stato. Nel corso della riunione i sindaci hanno firmato un odg a sostegno della vertenza. per giovedì prossimo, a Cagliari, è prevista una manifestazione "vertenza entrate".


. ORISTANO - “Pignoramento dei beni dello Stato”, parole chiare e coincise quelle che vengono dal presidente della Regione Renato Soru , a termine dell'assemblea con i sindaci dell'isola convocata nella mattinata nel centro congressi sulla statale 131 a Tramatza, provincia di Oristano. La Sardegna non chinerà la testa dinanzi al Governo che non pare intenzionato a dare ciò che è suo dovere pagare: le quote Iva e Irpef non versate nei fatidici 12 anni, quelli dal 1991 al 2003.

Ipotesi che si farebbe certezza allorquando lo Stato non accoglierebbe le richieste dell'Isola in materia fiscale. Non solo “pignoramento”, è stata ventilata la possibilità di un ricorso davanti alla Corte costituzionale perché sia rispettata la "carta dei sardi" e si potrebbe chiedere la sospensione - sempre ai termini dello statuto - della legge finanziaria nazionale. Richiesta azzardata? Semplicemente legittima, il non tener conto delle rivendicazioni dell'isola – peraltro riconosciute dalla stessa ragioneria dello Stato – non solo è un attacco frontale ma è anche azione lesiva.

Il presidente lancia, dunque, un monito allo Stato a termine del meeting, iniziato con un richiamo forte all'autonomia "la Sardegna non può essere autonoma senza avere autonomia finanziaria". Così i 4 miliardi di euro – a tanto ammonta la cifra che la Sardegna vanta nei confronti di Roma - "sono cifre sottratte allo sviluppo e alle esigenze dell'isola", a cui si appoggia una difficilissima situazione finanziaria. La Regione si trova a pagare 360 milioni di rata di mutuo l'anno per coprire i debiti contratti finora. "Questo peso e l'esigenza di funzionamento dell'isola", commenta Soru, "rendono indispensabile la sistemazione dei conti con lo Stato".

L'invito ai consigli comunali e provinciali della Sardegna a riunirsi, entro venerdì, ed approvare un ordine del giorno a sostegno della vertenza della Regione di fronte alo Stato è stata accolta senza battito di ciglio. Nella tarda mattinata hanno firmato un ordine del giorno in cui si legge che “i parlamentari sardi e i rappresentanti nel Governo nazionale devono porre in essere qualsiasi atto utile al riconoscimento immediato da parte del Governo dei diritti maturati e al conseguente trasferimento delle risorse dovute, anche a titolo di anticipo in attesa della definizione completa del contenzioso".

Ed inoltre "il presidente della Regione, la Giunta e il Consiglio regionale devono proseguire, con il pieno sostegno dei Comuni e delle Province sarde, nella vertenza attivata anche al fine di consentire un più significativo intervento nella stesura della manovra di bilancio 2006 a favore degli enti locali". L' odg mette in evidenza il grave disagio in cui versano gli enti locali a causa “dei mancati giusti trasferimenti statali". Il consigliere regionale di Fortza Paris, Eugenio Murgioni, è in accordo con Soru "è corretto chiedere ai sindaci di mobilitarsi” ma pone sul piatto della bilancia un ma, perché “e' altrettanto corretto che la Regione stabilisca una volta per tutte il conferimento di una quota delle entrate direttamente e preliminarmente ai Comuni della Sardegna". Costretti a sobbarcarsi buona parte degli oneri nel mancato versamento delle quote.

Intanto venerdì mattina è previsto il Consiglio dei ministri, quando il governo predisporrà un maxi-emendamento alla finanziaria nazionale, in cui la Regione Sardegna auspica venga risolta la controversia sulle proprie entrate, cosi' come gia' accaduto la scorsa settimana per la Sicilia. I messaggi di solidarietà al presidente non sono mancati, come quello del presidente della Fasi, Tonino Mulas, a nome delle associazioni degli emigrati sardi, oltre a quelli dei sindaci di Cagliari, Olbia e Sassari e dalla Confederazione Sindacala Sarda. Intanto il centro destra, definisce legittima la richiesta di Soru, ma lo accusa di non saper spendere nè programmare. Lo ha denunciato nel pomeriggio l'ex presidente della Regione Mauro Pili (Fi), che aggiunge che la Giunta guidata da Soru si sta esibendo " in una protesta vecchia e ad orologeria preelettorale".



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