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L'uomo del ponte
Veltri, Elio
Avvenimenti online, copiato il 22 ottobre 2005


Data di pubblicazione: 22.10.2005

Unaltra Grande opera sbagliata; un altro impegno programmatico che lUnione deve assumere: cancellarla.




Il Ponte sullo stretto si far? Dipende dal governo Prodi, se, come tutti noi ci auguriamo, nel 2006, lUnione vince le elezioni e manda a casa il peggior governo della storia della repubblica. A Berlusconi, dellinutilit del ponte, dei guasti che pu provocare sullambiente, dello spreco di denaro che potrebbe essere utilizzato utilmente e anche dellefficacia dellopera, non importa pi di tanto. Il Cavaliere vuole mettere la prima pietra per guadagnare un po di voti e poi, pensando di essere novello Faraone, legare il suo nome al ponte pi lungo del mondo. Ma non detto che gli vada bene perch la strada del Ponte lastricata di ostacoli che si chiamano: partecipazione popolare alle primarie dellUnione con conseguente obbligo di ascolto dei cittadini da parte di Prodi e dei partiti della coalizione; programma di governo che non prevede la grande opera di Lunardi e Berlusconi e, nellimmediato, anomalie dellappalto. Ed di queste ultime che voglio parlare, anomalie che dovrebbero costituire un impedimento al proseguimento del cammino della grande opera.

La gara lha vinta Impregilo, gi societ Fiat-Romiti, che passata di mano e che nel recente passato ha avuto guai finanziari e con la magistratura. Tanto vero che Piergiorgio Romiti ha passato la mano ad Alberto Lina, manager proveniente da Finmeccanica, e la Gemina dei Romiti socia di minoranza. Inoltre, la procura di Monza ha aperto un fascicolo per falso in bilancio a carico degli amministratori del gruppo. Oggi, soci di maggioranza sono Rocca, Bonomi, Gavio e Benetton con le loro societ, mentre i Romiti con Gemina hanno l11,8 per cento del pacchetto azionario. Del raggruppamento di imprese che ha vinto lappalto, oltre la capofila Impregilo, fanno parte Sacyr Sa, Societ Italiana Condotte, Cooperativa Cmc (cooperative rosse), Gavio e altri.

Le anomalie dellappalto sono almeno tre: il ribasso dasta del 12,33 per cento praticato da Impregilo che tradotto in cifre vuol dire 500 milioni di euro e cio 1000 miliardi di vecchie lire: una enormit su una base dasta di circa 4 miliardi di euro; le clausole contrattuali che prevedono il pagamento di penali, pare della stessa entit dellappalto qualora un governo diverso dovesse decidere di non costruire il ponte; la defezione dei grandi gruppi esteri che di fronte ad unopera di tali dimensioni che costituisce anche una sfida tecnologica, in un mercato globalizzato, hanno scelto di non partecipare. Sono anomalie di tale rilevanza da avere indotto la Astaldi, seconda classificata, di riservarsi azioni anche legali, dopo avere valutato bene tutti gli aspetti del problema e le procedure adottate.

Un ribasso incredibile, lha definito il capo della Astaldi, Vittorio Di Paola, il quale ha aggiunto che non potranno fare a meno di fare delle verifiche. Daltronde, la prima verifica lha fatta il mercato, dal momento che Impregilo ha perduto in borsa il 5,2 per cento e alcuni investitori esteri - ha fatto sapere lAgenzia Radiocor - stanno vendendo le azioni a piene mani, perch temono che Impregilo non riesca a finanziare loperazione di realizzazione del ponte con un margine di guadagno adeguato. A meno che non si ripercorra la vecchia strada dei ribassi dasta impossibili compensati da modifiche progettuali in corso dopera, varianti, perizie modificative e suppletive. Cos come avvenuto per lalta velocit che partita con un costo previsto di 10mila miliardi di lire al momento della firma dei primi impegni, arrivata al costo degli attuali 50 miliardi di euro e cio 100 mila miliardi di vecchie lire.

Intervistato dal Corriere Economia, il professor Marco Ponti, ordinario di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano, ha sottolineato che le imprese estere hanno disertato la gara perch non avrebbero ricevuto le garanzie implicite offerte alle cordate italiane, quali ad esempio che i traghetti non scendano sotto certe tariffe, oppure che sotto un certo volume di traffico sul Ponte, sia lo Stato a pagare. Ponti ha aggiunto: Questo un project financing finto perch manca una vera ripartizione dei rischi e alla fine sempre lo Stato che deve far fronte ad eventuali problemi. Parole dure come pietre di uno dei pi grandi esperti del paese che in definitiva parla di un appalto truccato e alle quali non risulta che n Impregilo n la societ Stretto di Messina, committente dellappalto, abbiano replicato.

Infine, importante registrare alcune prese di posizione politiche dei partiti dellUnione oltre che del Wwf. Sappiamo tutti che i soldi dei cittadini andrebbero investiti per le vere priorit del Mezzogiorno, ha dichiarato Sergio Gentile, responsabile ambiente Ds, che sono la rete ferroviaria, stradale e autostradale, la portualit, laeroportualit, le reti idriche ed acquedottistiche. Per cui questopera assolutamente insostenibile sotto il profilo dei costi economici e dei danni ambientali.

E le penali previste dal contratto? Il pagamento di penali anche ingenti sarebbe comunque pi conveniente - replicano dal Wwf - perch non si dovrebbe far fronte alle perdite che la gestione del ponte provocher a danno di tutti i contribuenti. Questa volta, pare che associazioni, partiti dellUnione e cittadini siano daccordo nel considerare il Ponte unopera inutile e dannosa: un monumento allo spreco e alle manie faraoniche del presidente del Consiglio e del suo ministro dei Lavori pubblici, gravato da mostruosi conflitti dinteresse. Qualche tempo fa, quando esplose la rivolta per lacqua a Palermo e ad Agrigento scrissi un articolo contro il Ponte che lUnit pubblic con questo titolo: Meglio il Pozzo del Ponte. Credo che potrebbe diventare lo slogan della prossima campagna elettorale.

www.eddyburg.it


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