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LE MANI SULLA SICILIA: Il parco delle Madonie. Sicilia, blitz sui parchi: pronti cemento e piste da sci
23/10/2005, L'Unit


Ancora non lhanno messa ai voti, ma l, pronta, tra le leggi che lAssemblea regionale siciliana vuole lincenziare prima di andare a nuove elezioni. Se non fosse per le preoccupazioni finanziarie della Regione che hanno rinviato la tabella di marcia dei lavori forse sarebbe cosa gi fatta. Il presidente Tot Cuffaro dovuto salire fino a Roma e minacciare le sue dimissioni per ottenere promesse di fondi da Berlusconi. In Sicilia si vince se si promettono pioggia di euro e appalti.

Ecco perch il disegno di legge sui Poli turistici nei parchi regionali dellisola una priorit.

Sarebbe un colpaccio: piste da sci, seggiovie, campi da golf, alberghi e ristoranti disseminati nei parchi di Etna, Nebrodi e Madonie. Piazzati in zona A e B, pezzi di territorio cio, sottoposti a vincoli assoluti o semiassoluti. Un ostacolo facilmente raggirabile secondo quanto previsto dal disegno di legge: quelle aree verrebbero declassate in zone C dove gli interventi sono possibili e i vincoli presentano maglie molto pi larghe. Nel disegno di legge, firmato da Salvo Flores, deputato di Forza Italia, e Lino Leanza, Udc, anche assessore al comune di Bronte (dove il sindaco Pino Firrarello, senatore di Forza Italia con radici lontane piantate nella vecchia Democrazia Cristiana), si parla di strutture turistico-ricettive, culturali, aree di parcheggio, nonch trasformazioni edilizie.
Quattro le aree individuate: polo turistico Nord-ovest dellEtna che rientra nei parchi di Enta e Nebrodi; polo turistico Sud-est dellEtna; polo turistico Nord-est Nebrodi nellomonimo parco e polo turistico nord-est delle Madonie. Il provvedimento prevede anche la possibilit di cambiare la classificazione delle aree di protezione con un decreto dellassessore regionale per il territorio e lambiente su proposta dei sindaci interessati e previo parere del Comitato esecutivo e del Comitato tecnico scientifico del parco da rendersi perentoriamente entro 30 giorni. Il Parco si pu pronuciare entro 30 giorni, il parere - che non vincolante - se viene rilasciato anche con un solo giorno di ritardo si intende favorevole. Contro questo progetto si sono schierate le associazioni ambientaliste siciliane (Legambiente, Wwf, Cai, Italianostra e Lipu) e circa ottanta docenti universitari di tutto il mondo che lo scorso luglio si sono incontrati a Vienna per il 17 congresso botanico internazionale. Secondo Legambiente il vero obiettivo quello di cementificare e stravolgere, realizzando nuove aree turistiche con impianti sciistici e strutture alberghiere, le aree pi integre dei parchi e in particolare quelle sottostanti Santa Lucia, nel comune di Bronte in zona A del Parco dellEtna. Si tratta di uan zona, il versante nordo ccidentale del vulcano rimasto integro grazie proprio ai vincoli posti dal Parco, per la cui tutela praticamente sorto lo stesso ente regionale. Le piste da sci, la funivia e le relative strutture di contorno interesserebbero le zone delle colate laviche di grande interesse paesistico. Una zona dove, tra laltro - dice Mimmo Fontana di Legambiente - la neve se c dura poco, mentre lattivit effusive del vulcano sono costanti. Chi vuole andare a sciare sullEtna pu gi farlo a Nicolosi e Linguaglossa. Le associazioni ambientaliste si sono organizzate e hanno presentato ricorso al Commissario dello Stato chiedendo il blocco di questa legge sottolineando che si tratta di quelle di maggiore valore naturalistico, e sono state determinate nei decreti istitutivi dei parchi, sulla base di approndite analisi scientifico- naturalistche. La legge per ha anche i suoi sostenitori: Gianfranco Miccich, ad esempio, ministro per lo Sviluppo e la coesione territoriale. Il quale andando in visita lo scorso luglio sul versante Nord-ovest del vulcano, ospite del sindaco di Bronte, ebbe a dire: Sono fortemente a favore di qualsiasi progetto di sviluppo concreto che produca crescita economica e sociale e sono favorevolissimo al terzo polo turistico, dovete solo presentarmi i progetti. nato addirittura un comitato a difesa dei poli turistici. Il presidente Enzo Sgr ha anche avviato una petizione nei comuni di Maletto, Bronte, Randazzo e Maniace. Sgr convinto che la nascita di un terzo polo turistico nel versante Nord Occidentale dell' Etna, non avendo certamente ripercussioni negative sugli attuali due poli esistenti, in considerazione della crescente domanda turistica, permetterebbe una migliore distribuzione del flusso turistico creando una sinergia con i due poli turistici esistenti nei comuni di Linguaglossa e Nicolosi. La natura - ha pi volte sostenuto - deve essere protetta ma non imbalsamata e permettere un uso oculato e controllato non significa volerla distruggere ma farla amare ai cittadini educandoli ad una civile fruizione. Tra i contrari figurano anche lassessore regionale al Turismo, Fabio Granata (An) e il deputato Bartolo Sammartino. Il nostro patrimonio ambientale unico al mondo e bisogna trattarlo in modo adeguato, aumentando la qualit dei servizi ma senza aprire la strada a infrastrutture che ne farebbero venir meno o ne comprometterebbero la valenza paesaggistica . Vale la pena di ricordare che un anno fa si cerc di costruire anche nella zona della riserva dello Zingaro, una delle pi suggestive della Sicilia. Anche allora, come oggi, la motivazione era quella dellincentivo allo sviluppo turistico e economico.



Cuffaro e la sua legge regionale per Etna, Nebrodi e Madonie: le aree protette vengono declassate
l pronto nel cassetto il disegno di legge sui poli turistici: per la destra una priorit daffari e di elezioni



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