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Archivio del premier, storici in rivolta
Bruno Gravagnuolo
22/10/2005, L'Unit


Palazzo Chigi non consegner pi i propri atti allArchivio di Stato, impedendo una libera ricerca Cos si mette a repentaglio la futura conservazione della memoria storica



SI FATTO ANCHE LARCHIVIO AD PERSONAM Dopo le mani sulle televisioni e sul sistema informativo ora tocca agli archivi. In particolare allArchivio Centrale dello Stato. Dal quale il governo Berlusconi intende sottrarre gli archivi del governo, con listituzione di un apposito archivio separato della Presidenza del Consiglio. Sembrerebbe soltanto una polverosa vicenda burocratica e archivistica. Ma la cosa molto seria. Al punto che lintera comunit degli archivisti e degli storici italiani insorta. Denunciando ieri nel corso di unassemblea a Roma un vero strappo istituzionale che minaccia la libert di ricerca, colpendola in un nervo vitale.

LA LIBERA CONSULTABILIT di fondi e documenti depositati negli Archivi di Stato. Eccoi fatti. Anzi il fatto: un emendamento al decreto legge 115 approvato in Parlamento. Che - prendendo spunto da una vecchia intenzione del governo Amato di riordinare temporaneamente a parte gli atti del governo - ha istituito un archivio storico separato della Presidenza del Consiglio. Il quale conserver i propri atti, senza pi versarli allArchivio centrale dello Stato come prevedeva la legge. Non solo. Il nuovo articolo in questione dispone che le modalit di conservazione, consultazione e accesso agli atti siano stabilite secondo le determinazioni assunte dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Insomma, ad oggi documenti e atti del governo venivano riversati in uno specifico archivio di pertinenza dellAcs, dove le carte potevano agevolmente venir consultate e contestualizzate, tramite un avanzato sistema informativo e lassistenza di personale specializzato. In futuro invece tutto il sistema verr frantumato. Con laggravante di incoraggiare i singoli ministeri a darsi un loro archivio settoriale. Di accrescere le spese e le difficolt di consultazione storica (tra i meandri dei compartimenti separati). Sicch c il rischio che non solo gli atti futuri del governo vengano raggruppati secondo il nuovo standard. Ma che pure le carte pi antiche vengano catalogate e riclassificate nel nuovo archivio. Consegnando allarbitrio dellesecutivo la memoria della Repubblica. Umiliando la professionalit degli archivisti centrali. E costringendo gli studiosi a giocare a rimpiattino tra le fonti.


Ci si chiede: perch questo nuovo articolo di legge cos dissennato, che ha fatto parlare uno storico terzista e moderato come Galli Della Loggia addirittura di feudalesimo ? In parte lo abbiamo detto: velleit di controllo centralizzato. Controllo della memoria. Ma ci sono altre due ragioni. Una pi sottile e non meno insidiosa. E laltra pi banale. La prima fa tuttuno con una certa idea di grandeur che Berlusconi vuole associare allIstituto della Presidenza del Consiglio. Che gi scimmiotta nei question time lo stile del Presidenzialismo allamericana, con alle spalle insegne presidenziali simil-Usa. Inoltre, costituire un Archivio separato del Presidente affianca simbolicamente Palazzo Chigi agli organi costituzionali della Repubblica, come Camera, Senato e Presidenza della Repubblica. Organi che dispongono di archivi propri e non soggiacciono al controllo di spesa della Corte dei Conti. Per questa via perci la Presidenza - potenziata nel budget e negli organici - pu esibire stimmate presidenzialiste. Da far valere nel corso della battaglia per la sua controriforma dello Stato, volta a scalzare gli altri organi costituzionali: dal Parlamento alla Presidenza della Repubblica.

E il motivo pi banale dellinnovazione ? Eccolo: soddisfare ambizioni e appetiti della burocrazia presidenziale. Che, tramite gli archivi sottratti allArchivio di Stato, vedrebbe accresciuti poteri, dotazioni e incarichi. Il tutto ovviamente in conto spese a pie di lista e proprio nel momento in cui piovono tagli di ogni tipo sulla cultura. A detrimento del contribuente, degli storici e del sistema archivistico nazionale. lennesimo atto di arroganza e di inefficienza di questo governo. Al quale si potrebbe porre rimedio solo con un emendamento soppressivo della norma in questione, in sede di confronto sulla legge finanziaria. Si pu fare, perch al Senato anche esponenti della maggioranza si sono schierati contro la legge. Si deve fare. Non lasciamo che sfascino la memoria e gli archivi. Dopo quello che hanno gi sfasciato.



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