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Casa Pertini è in vendita, lo Stato non ha soldi
Giuseppe Filetto e Raffaele Niri
IL VENERDI di Repubblica 21-OTT-2005

A Stella San Giovanni, vicino a Savona, il cascinale dove nacque il presidente è sul mercato. E gli abitanti chiedono che venga trasformato in museo. Ma il Comune non ha fondi e il Quirinale, interpellato, ha risposto: neppure noi

Ieri e oggi
Sandro Pertini (1896-1990). I cartelli che indicano casa Pertini, Sopra, Elisabetta Favetta, dell'Associazione Pertini di Stella, mostra il cascinale in vendita


SAVONA. «La presidenza della Repubblica ritiene che l'importo richiesto sia nettamente superiore ai valori di mercato e non può essere ipotizzato alcun aiuto da parte dello Stato». Benvenuti a Stella San Giovanni, un borgo di tremila abitanti che sarebbe un semplice puntino sulle cartine della provincia di Savona, se non fosse che qui, il 25 settembre 1896, nacque Sandro Pertini, il presidente più amato dagli italiani (morto il 24 febbraio 1990). Un evento tutt'altro che marginale, tanto che Stella è divenuta addirittura meta di turismo «pertiniano» e che l'amministrazione comunale, in passato, ha pensato seriamente che il nome più
appropriato per il paese dovesse essere Stella Pertini.
Ora la casa del presidente è in vendita: chi si avvicina di più ai 180 mila euro, il prezzo fissato per l'appartamento che fu di Maria Muzio, la madre di Sandro, acquista un imponente cascinale (magari da mettere un po' a posto...) e un bel pezzo di Storia. E, oltre all'alloggio, sono in vendita anche i magazzini, situati al piano terra, stimati 10 mila euro. In tutto, servirebbero poco meno di 500 milioni di vecchie lire per trasformare i 110 metri quadrati di appartamento, i fondi e le cantine in museo dedicato al presidente con la pipa. Ma questi soldi non ci sono: al Quirinale ritengono, appunto, che il prezzo richiesto sia troppo alto.
«Avevamo chiesto alla presidenza della Repubblica, già lo scorso giugno, di acquistare tutto l'immobile» racconta Elisabetta Favetta, presidente dell'Associazione Pertini di Stella. «Ma la risposta, avuta attraverso la Prefettura di Savona, ci ha gelati: non c'è interesse a comprare l'appartamento e per l'acquisto dei magazzini non abbiamo avuto neppure una risposta».
Nei prossimi giorni partirà l'ennesima istanza, diretta nuovamente a Carlo Azeglio Ciampi: la decisione del Quirinale di dare una robusta sforbiciata alle spese generali, però, non permette di essere ottimisti.
Il sindaco Nicolo Vincenzi, che alla testa di una lista civica guida Stella, allarga le braccia: «Noi, purtroppo, non possiamo affrontare questa spesa, visti i magri bilanci che abbiamo. È vero, nelle mie vene non scorre sangue socialista, sono un democratico cristiano e non rinnego il passato. Ma il problema è uno solo: i soldi per comprare casa Pertini, nelle casse comunali, non ci sono».
Bisogna cercare di seguire una freccia e una piccola targa di marmo, interamente coperte da gelsomini, per arrivare a via Muzio 40 (Maria Muzio, la mamma del presidente). Un tempo il grande caseggiato era completamente di proprietà dei Pertini, ma fu proprio mamma Maria a vendere, negli anni della Resistenza, tre alloggi: i soldi servirono per impiantare una radio clandestina e per finanziare l'esilio a Nizza del leader socialista. Ma i rapporti tra Pertini e la madre non furono sempre idilliaci. È entrata nella storia quella missiva rivolta al presidente del Tribunale speciale, vergata a mano, intestata «Stabilimenti penali di Pianosa» e datata 23 febbraio 1933, che trasudava orgoglio: «II recluso politico Sandro Pertini» si leggeva «venuto a conoscenza del fatto che mia madre ha presentato domanda di grazia in mio favore si sente profondamente umiliato. Non mi associo, quindi, a simile domanda, poiché sento che macchierei la mia fede politica, che più d'ogni cosa, della mia stessa vita, mi preme».
Oggi, nella casa di Stella, persino lo scantinato che serve da sede dell'Associazione Pertini è pieno di documenti, antiche immagini, coppe e gagliardetti. C'è anche un cartonato di Pertini, in grandezza naturale, che qualche turista utilizza per
valorizzare le foto ricordo, come fanno gli americani con Bush o, più volentieri, con Elvis Presley. Ma anche questa piccola testimonianza, con ogni probabilità, rischia di sparire: l'Associazione ha ricevuto lo sfratto e la colletta tra gli associati non basta.
La casa che vide nascere Pertini è già nelle mani di un'agenzia immobiliare, e in paese (nelle cinque frazioni, o meglio nelle cinque Stelle che formano il comune, Stella San Giovanni, Stella San Martino, Stella San Bernardo, Stella Santa Giustina
e Stella Gameragna) dicono che l'edificio, con ogni probabilità, sarà frazionato in miniappartamenti.
Carla Voltolina, la vedova di Sandro, preferisce non parlare della vicenda. Vive a Roma, ma ogni tanto raggiunge il piccolo cimitero di Stella, dove, oltre al marito, è sepolto suo padre, Luigi Voltolina. Nella tomba di famiglia dei Pertini ci sono anche Maria Muzio, il marito Alberto, il figlio Eugenio (morto nei campi di concentramento di Flossemburg) e Marion, la sorella più amata da Sandro.
Oggi a Stella non ci sono più eredi. Né parenti. Una lontana cugina possiede ancora una parte di caseggiato, ma viene in paese soltanto in estate. L'ipotesi che il patrimonio culturale di Pertini, e perché no, una fetta di storia italiana, finiscano così miseramente, solleva l'indignazione dei socialisti, tanto che Ugo Intini vuole interessare della vicenda il Parlamento.
In ogni modo, davanti a casa Pertini, situata sulla collina che guarda il mare, a otto chilometri dalla Riviera, c'è già la coda: nella zona le quotazioni dì cascine ristrutturate e di appartamenti rimessi a nuovo per villeggiatura si aggirano sui 2500 euro al metro quadrato. Qui, sulle alture di Savona e di Imperia, piemontesi e lombardi, ma anche tedeschi e svizzeri, hanno occupato ogni angolo dei vecchi muri agricoli. Stravolgendoli e trasformandoli in minuscoli fabbricati. Senza storia.



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