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Villa Plinio i mosaici spariscono
Sergio Silva
Il Tempo – Roma, 20/10/2005

TESSERA dopo tessera il pregevole mosaico in bianco e nero della Villa di Plinio di Castel Fusano sta scomparendo. Non si tratta della violenta azione da parte dell'ignoto vandalo di turno attuata con l'intento di danneggiare l'opera d'arte ma della deplorevole moda del pezzetto di ricordino «originale» da portare a casa al termine della visita. L'azione è chiara e leggibile sul piano dove è stato collocato il mosaico: rispetto alla precedente muratura risulta mancante una bella fetta di raffigurazione mentre circa una ventina di tessere sono state divelte ma giacciono sul terreno pronte per essere portate via. Il mosaico, in bianco e nero come quelli che in gran parte decoravano le case di Ostia Antica, apparteneva a una vasca della zona termale della villa. Si tratta di un pezzo particolarmente importante per la raffigurazione di Nettuno sul carro trainato da due ippocampi che conserva per intero, per l'ambiente in cui esso ancora oggi si trova, cioè a poche centinaia di metri dalla Cristoforo Colombo, ad appena seicento metri dal mare e immersa nella natura in uno spazio verde compreso tra la tenuta presidenziale di Castel Porziano e il parco di Castel Fusano ma anche per la sua appartenenza a un complesso archeologico articolato e ben conservato.
È ciò che resta, secondo quanto tramandato dalla tradizione, della villa di Plinio il giovane, vissuto ai tempi del primo impero (61-114 d.C.) che venne portata alla luce con i primi scavi moderni effettuati nel 1713. Recenti studi avanzano l'ipotesi che la residenza nel Laurentino di Plinio di cui si legge in numerose carte dell'epoca era sita a sud del Vicus Augustanus corrispondente ai ruderi della seconda villa all'interno della tenuta presidenziale di Castel Porziano nei pressi della cosiddetta Villa Magna, in località Grotte di Piastre, mentre la prima villa all'interno del Parco di Castel Fusano è attribuita all'oratore Ortensio vissuto tra il 114 e il 50 a.C.
Il dubbio sulla titolarità della villa rimane per il fatto che là datazione delle strutture murarie oggi presenti sull'area decorre dall'epoca del governo della famiglia Julia, I secolo d.C, e non prima mentre la seconda coincide con l'ingrandimento della villa tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C. mentre la terza è compresa tra l'età di Adriano (117-138 d.C.) e di Antonio Pio (138-161).
È comunque una residenza ben conservata con un quadriportico di cui restano le basi delle colonne e l'arco di accesso. Il peristilio, costituito da due giri di colonne, delimitava un giardino con al centro una vasca in parte restaurata. Da un lato del colonnato si accedeva alla zona termale a cui appartiene il mosaico di Nettuno da mettere oggi in sicurezza per evitare che, con il continuo prelievo di tessere, scompaia completamente impoverendo l'importante complesso archeologico e monumentale. A tal fine non servono recinti o cancellate ma una semplice teca in vetro blindato unito a strutture portanti adeguate al fino di combinare la sicurezza del mosaico con la sua libera fruizione.



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