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La grande roulette del cda. Ecco tutti i nomi in ballo. Gonfalonieri conferma: non torno più. E Tronchetti Provera pensa a Kerbaker
Andrea Montanari
La Repubblica – cronaca Milano, 19-OTT-2005






Probabile la nomina di un consiglio di transizione in attesa delle elezioni comunali.
Ma per rappresentare la fondazione Carialo in lizza anche i Nobel Rubbia e Dulbecco

IL PROSSIMO consiglio di amministrazione della Fondazione Scala, quello in carica scadrà ufficialmente il 16 novembre, con ogni probabilità sarà un cda di transizione. Per almeno tre motivi. Da un lato c'è l'incertezza sull'esito del voto alle elezioni comunali del prossimo anno, che potrebbe determinare un cambio della guardia alla guida di Palazzo Marino che esprime il presidente del consiglio di amministrazione; dall'altro, potrebbe cambiare l'identikit dei candidati consiglieri, che finora sono stati scelti tra i più bei nomi della finanzia e dell'industria italiana. Lo ha fatto capire bene ieri il sindaco Gabriele Albertini: «Con un cda di prime
donne si è visto come sono andate le cose. C'è bisogno di personalità magari di minore spicco, ma che sappiano garantire non la loro presenza e favorire decisioni collegiali». Un esplicito riferimento al recenti dimissioni del numero uno di Telecom e Pirelli Marco Tronchetti Provera, al disimpegno annunciato dal presidente di Mediaset Fedele Gonfalonieri, che rappresenta la fondazione Cariplo, e all'uscita di scena anche di Vittorio Mincato, che ha lasciato l'estate scorsa il posto di amministratore delegato dell'Eni a Paolo Scaroni. Infine, resta ancora da decidere se il nuovo statuto della fondazione Scala aumenterà il peso dei soci pubblici rispetto a quelli privati. Passano da 3 a 4 su sette posti nel consiglio di amministrazione del Piermarini. Per non parlare del nodo ancora tutto da sciogliere del deficit del teatro, che attualmente oscilla tra gli 8.306.000, se calcolato sulla riduzione del patrimonio, a ben 16.855.000 euro, se ricavato, invece, dal risultato di esercizio. E la spada di Damocle dei tagli annunciati dal governo nella legge finanziaria che potrebbero aumentare il disavanzo di 9 milioni di euro.
Al momento, l'unica certezza è che né Gonfalonieri né Tronchetti Provera torneranno nel cda. «Non ci ripenserò — spiega senza esitazioni il presidente di Mediaset — La Scala negli ultimi tempi per me è stata solo motivo di amarezza. Sono rimasto deluso soprattutto dalla Filarmonica, che ha avuto un atteggiamento autolesionista». Il numero uno di Telecom, invece, è pronto ad indicare come suoi candidati per il prossimo cda oAndrea Kerbaker, amministratore delegato tral'altro di Programma Italia spa, o un altro suo fedelissimo, il suo ex responsabile della Comunicazione alla Pirelli Giancarlo Rocco di Torrepadula. Altra certezza, la conferma di Bruno Ermolli in quota alla Camera di Commercio. Anche la Regione sarebbe orientata a confermare pro tempore il proprio rappresentante Paolo Sciumè. Il resto è ancora tutto da decidere. L'Eni fa sapere solo che è confermata la loro presenza anche per i prossimi anni, ma ufficialmente Paolo Scaroni non ha avuto ancora il tempo per prendere in mano la pratica Scala. Il governo alla fine potrebbe sostituire il suo attuale rappresentante, l'economista Carlo Secchi, che era stato scelto dall'ex ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani. L'attuale ministro Rocco Buttiglione lunedì sarà a Milano, lo stesso giorno del cda della Scala. C'è chi sostiene che vorrebbe proporre un suo fedelissimo: Giorgio Basaglia, consulente del ministero per le iniziative culturali. Lunedì si riunirà anche il consiglio di amministrazione
della fondazione Cariplo per decidere la rosa dei candidati per la successione a Fedele Gonfalonieri. Escluso un impegno diretto del presidente Giuseppe Guzzetti o dei vice presidenti Carlo Sangalli e Aldo Scarselli, il nome uscirà dai membri della commissione centrale di beneficenza. Di cui fanno parte anche volti noti come i premi Nobel Carlo Rubbia e Renato Dulbecco o l'ex presidente della Consob Enzo Berlanda. Ma in lizza potrebbero esserci anche il finanziere Angelo Abbondio, il tributarista Mario Miscali, il banchiere Mario Zanone Poma, il sociologo Guido Martinotti o la vicepresidente del museo della Scienza e Tecnologia, Antonella Camelli De Micheli Camerana.



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