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Il museo Guggenheim sbarca a Roma. Parla il direttore: accordo con il Palaexpo
Paolo Mastrolilli
LA STAMPA, 19-OTT-2005





IL Guggenheim vuole Roma, appena possibile. «Il nostro obiettivo - spiega il direttore della Foundation che gestisce il museo, Thomas Krens - è organizzare la prima mostra che verrà presentata al Palazzo delle Esposizioni, quando saranno completati i lavori di restauro. Poi vorremmo costruire un rapporto stabile con questa istituzione, per realizzare ogni anno almeno una grande esibizione». Incontriamo Krens alla fine della presentazione dei programmi del Guggenheim per la prossima stagione, che riflettono l'ambizione di un museo globale: El Greco e Picasso a New York; Chillida e Anselm Kiefer a Bilbao; Hilla Rebay, Canova e Koons a Berlino; una mostra fotografica su grandi artisti, Lucio Fontana e Germaine Richier a Venezia; Rubens a Las Vegas; e poi le esibizioni itineranti che continuano a girare il mondo, da Giorgio Armani a Shanghai fino a David e Goya a Parigi.
Perché volete aggiungere Roma?
«A Roma abbiamo già, lavorato, con la fortunata mostra presso le Scuderie del Quirinale, ma ci interessa creare- un rapporto, più stabile, per promuovere l'arte moderna e contemporanea nello splendore classico di questa città unica al mondo».
Cosa volete fare?
«Il nostro progetto è incentrato sul Palazzo delle Esposizioni, uno spazio enorme che offre possibilità straordinarie. La conclusione dei lavori di rinnovamento è prevista per la fine del 2006, e noi vorremmo organizzare la prima mostra per il rilancio della struttura quando sarà pronta. In sostanza vorremmo essere a Roma all'inizio del 2007, o in primavera».
Cosa vorreste esporre? «Questo è un tema ancora in discussione con le autorità della Capitale. Comunque dovrebbe trattarsi di opere dal dopoguerra ad oggi, italiane e straniere, forse in qualche caso anche commissionate apposta».
Avete già un accordo?
«Non abbiamo firmato un contratto, ma c'è un'intesa molto concreta con le autorità locali. Io sono amico del sindaco Veltroni da dodici anni, i nostri team si sono incontrati e continuano a vedersi con frequenza. Lo consideriamo un progetto in fase avanzata».
Volete gestire il museo?
«Non necessariamente, a noi interessa di più lavorare sui contenuti. Il nostro desiderio sarebbe quello di fare un accordo di lungo termine, almeno quinquennale, per organizzare ogni anno una grande mostra a Roma, nelle strutture del Palazzo delle Esposizioni».
In sostanza volete una presenza stabile nella città, senza aprire un nuovo museo?
«Esatto. Ci interessa un rapporto permanente, basato sulla credibilità del nostro marchio. Vedete, i musei sono anche dei brand. Il pubblico riconosce i nomi famosi e va a vedere le mostre organizzate da certe istituzioni, perché la tradizione e l'esperienza garantiscono la qualità. Naturalmente a Roma la gente andrebbe comunque a vedere un'esibizione allestita al Palazzo delle Esposizioni, ma noi pensiamo che il marchio del Guggenheim possa aggiungere qualcosa al successo dell'iniziativa».
Volete esportare la vostra missione culturale in ogni angolo del mondo?
«Io considero le cinque strutture del Guggenheim, New York, Bilbao, Berlino, Venezia e Las Vegas, come un unico museo con spazi espositivi discontinui. Ora l'obiettivo è allargare questi spazi ancora di più».
Dove pensate di andare?
«Abbiamo progetti ben avviati a San Pietroburgo, per l'allargamento dell'Hermitage, e poi a Guadalajara, in Messico, e ad Hong Kong. Avevamo anche dei piani a Rio de Janeiro e Taiwan, che al momento sono stati bloccati per ragioni politiche. Noi però non abbiamo abbandonato quelle idee, e comunque restiamo determinati ad avere presenze in Sudamerica e Asia».
E questo museo globale non può fare a meno di mettere un piede a Roma?
«Appunto».

A New York Pollock e Picasso
Il fitto cartellone di esposizioni per la prossima stagione nella sede centrale della Fondazione Guggenheim a New York prevede tra l'altro grandi rassegne dedicate a big dell' arte del Novecento come Picasso, lo scultore David Smith, il profeta dell'action painting Jackson Pollock, un'incursione nell'architettura con Zaha Hadid euri tuffo nell'arte classica con El Greco
A Bilbao Beckmann Kiefer e Chillida
II Guggenheim di Bilbao, nel celeberrimo edificio firmato da Frank Gehry ha in cartellone per la stagione 2005-2006 l'arte russa, una personale dello scultore Eduardo Chillida, mostre sull'espresionista Max Beckmann e su Anselm Kiefer
A Berlino Canova e Jeff Koons
Tra le mostre in arrivo nel Guggenheim di Berlino si spazia dall'arte neoclassica con Canova fino al contemporaneo americano con Jeff Koons. Approderà in Germania anche la mostra su Picasso in arrivo da New York



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