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Dopo lo sfratto dell'associazione, che fine faranno i reperti del Gruppo Archeologico?
Letizia Cini
La Nazione, 17 ottobre 2005

Tantissimi i pezzi accumulati in vent'anni di attività.
Smantellati il piccolo museo e la ricca biblioteca
La sede storica che si trova in viale Rossetti è stata destinata 'ad altro uso'

Che fine faranno i reperti conservati nel piccolo museo del Gruppo Archeologico Fiorentino, sfrattato dalla sua sede storica in viale Fratelli Rosselli, davanti alla Tomba della Montagnola? Uno dei tanti quesiti che si stanno ponendo presidente del Gruppo, Marco Giachetti e i tanti frequentatori del luogo, dopo che 1’amministrazione comunale ha deciso di destinare i locali 'ad altri usi'. «Il conseguente scioglimento definitivo del Gruppo rappresenta una grave perdita per la cultura a Sesto Fiorentino — lamentano i diretti interessati — . Da oltre vent'anni il Gruppo archeologico ha rappresentato un punto di riferimento per gli "appassionati di storia e di archeologia del territorio sestese». Durante la sua attività ha raccolto una ingente quantità di reperti archeologici che definiscono tutto l'arco della storia del territorio in epoca preistorica, etrusca, romana, medioevale. rinascimentale, moderna e contemporanea, inclusa molti frammenti recuperati dalle discariche della Manifattura Ginori che rappresentano gli unici reperti di provenienza archeologica della famosa fabbrica di porcellane. Fin dall'inizio la sede del Gruppo Archeologico non è stato solo un luogo di riunione dei soci e un deposito per i reperti da loro raccolti, ma è stato allestito un piccolo museo che illustrava tutte le fasi storielle del territorio ed è stata visitata ogni anno da centinaia di studenti, in particolare gli americani che venivano a studiare a Villa Corsi Salviati a Sesto. «Con la chiusura della sede, Sesto Fiorentino rimane uno dei pochissimi comuni italiani senza nemmeno un locale dedicato alla storia locale o a un museo del territorio - spiega Anna Moore Valeri, socia del Gruppo — . Ciò rappresenta una politica in controtendenza e controproducente per l'economia locale, quando si pensa che comuni molto più piccoli di Sesto (Pomarance e Castelfioretino per esempio) in questo momento stanno allestendo piccoli musei di questo tipo allo scopo di valorizzare il patrimonio archeologico e storico del loro territorio». Le oltre 800 cassette di reperti depositati nella sede e regolarmente denunciati e registrati con la soprintendenza Archeologica della Toscana verranno disperse e alloggiate in vari magazzini sparpagliati qua e là a Prato, Calenzano e a Sesto e non saranno più disponibili per lo studio». «Inoltre — conclude Anna Moore Valeri — andrà dispersa, non si sa in che modo, la biblioteca del Gruppo Archeologico, che comprende oltre 700 volumi».



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