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Finanziaria/ Le domande senza risposta: le entrate da vendite di immobili
Maria Cecilia Guerra e Giuseppe Pisauro
www.affaritaliani.it, 15 ottobre 2005


Sabato 15.10.2005 11:00
Di Maria Cecilia Guerra e Giuseppe Pisauro, da LaVoce.info


Ora che tutti i documenti di bilancio sono stati resi pubblici, è possibile farsi un’idea più ponderata del quadro complessivo della manovra di finanza pubblica per il 2006.
Dobbiamo confermare l’impressione iniziale: nell’insieme la copertura - il modo in cui si prevede di raccogliere le risorse necessarie per finanziare una manovra di 22 miliardi - appare particolarmente debole e rende preoccupanti le prospettive per il 2006. Si parla in questi giorni di un intervento correttivo sul 2005, anche per rimediare al mancato realizzarsi delle misure previste nella Finanziaria dello scorso anno.
Il modo in cui è stata costruita la copertura della finanziaria 2006 annuncia che lo stesso problema si ripresenterà il prossimo anno. Senza tornare su questioni già affrontate, come la realizzabilità del taglio ulteriore ai consumi intermedi dei ministeri o di quello alla spesa degli enti locali, abbiamo alcune domande da porre.

Le entrate da vendite di immobili

Nel disegno di legge finanziaria si stabilisce che le erogazioni dall’istituendo Fondo innovazione (Agenda di Lisbona) "sono operate esclusivamente sul presupposto dei maggiori proventi rispetto alle previsioni di bilancio per l’anno 2006" derivanti da operazioni di dismissione di immobili nel limite massimo di 3 miliardi per il 2006. Andando a controllare, si vede che nel bilancio dello Stato per il 2006 (che non include ancora gli effetti della Finanziaria) sono previste entrate per dismissioni di immobili pari a 6 miliardi.

Sembra che ciò significhi due cose. La prima è che il Fondo innovazione potrà essere finanziato solo se (e nella misura in cui) gli incassi da immobili saranno superiori a 6 miliardi. La seconda, più importante, è che in realtà già il tendenziale sconta incassi dagli immobili per 6 miliardi. Se questi ultimi non dovessero arrivare (e non è da escludere, se si ricorda che il bilancio per il 2005 prevedeva da questa fonte 8 miliardi, dei quali finora non sembra sia arrivato nulla), occorrerà reperire in altro modo questo ammontare oppure rassegnarsi a un maggiore disavanzo.
Non sarebbe stato più trasparente evidenziare i 6 miliardi come parte della manovra (indicando una correzione del deficit di 17,5 miliardi invece degli attuali 11,5 miliardi), invece di nasconderli nelle pieghe del tendenziale?
Visto che le entrate da dismissioni di immobili stanno diventando una componente importante degli equilibri di finanza pubblica, non sarebbe il caso di fornire al pubblico e al Parlamento qualche informazione sul grado di realizzazione della previsione di 8 miliardi per il 2005 e sui programmi di vendite che si intende mettere in cantiere per raccogliere tra i 6 e i 9 miliardi nel 2006?



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