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La grande corsa al Ponte sullo Stretto, oggi il vincitore dell' appalto dei record
Giorgio Lonardi
la Repubblica 12/10/2005


MILANO — È l'appalto del secolo: 4,4 miliardi di euro per aggiudicarsi la costruzione del Ponte sullo Stretto dì Messina. Una torta ghiottissima, dunque, (circa 8.500 miliardi di lire) per la più ricca fra le gare bandite in Italia per la realizzazione di una singola opera. Quanto al nome del consorzio vincitore del super-appalto si conoscerà proprio oggi quando Renato Laschena, presidente della commissione giudicatrice nominato dalla Società Stretto di Messina, aprirà la busta con l'offerta per la costruzione del Ponte. A essere in lizza sono due cordate di imprese: la prima guidata da Astaldi, la seconda da Impregilo. Un terzo raggruppamento, capeggiato dall'azienda austriaca Sabag, si era ritirato alcuni mesi fa. Intanto a Bruxelles la Commissione Eu-ropeaha aperto poche settimane fa un fascicolo sulla gara per verificarne la correttezza.
In realtà le procedure per aggiudicare l'appalto hanno un loro fascino macchinoso. In prima battuta il presidente Renato Laschena comunicherà i
«punteggi» raggiunti dai due gruppi concorrenti per quanto riguarda la proposta tecnico-organizzativa. Successivamente sarà aperta la busta contenente l'offerta economica uguale o inferiore a 4,4 miliardi. A questo punto ci sarà un conguaglio basato su rigidi parametri di tipo matematico e quindi verrà proclamato il consorzio vincitore che potrà così scaldare le ruspe in vista della posa della prima pietra.
Il Ponte dei record costerà in realtà 6 miliardi considerando sia il costo del progetto, sia l'inflazione, sia il costo del denaro per finanziare l'opera che dovrebbe essere pronta nel 2012 al termine di sei anni di lavori. Ma fra i primati va anche citata la campata centrale più lunga del mondo (3.300 metri contro i 1.991 metri del giapponese Akashi Bridge) quindi l'altezza delle quattro torri (382,60 metri contro i 297 metri dell'Akashi) sia il numero di fili d'acciaio (44.352) per ognuno dei quattro cavi di sospensione. Senza contare le sei corsie stradali, tre per ciascun senso di marcia e le due corsie stradali di servizio che si aggiungono ai due binari. Sul Ponte inoltre potranno passare fino ad un massimo di 6 mila auto all'ora e a 200 treni al giorno.
Tutto bene, dunque, possiamo aspettarci l'inizio dei lavori per l'anno prossimo e la conclusione per il 2012? Forse sarebbe meglio andarci cauti. Come è noto, infatti, gli ambientalisti si sono opposti al Ponte paventando sia il rischio sismico, sìa il degrado del territorio per un'opera i cui vantaggi economici rimangono controversi. Certo, Berlusconi ha ribadito più volte che il Ponte sullo Stretto si farà. Tuttavia è altrettanto noto che per Romano Prodi «il Ponte non è una priorità». In caso di vittoria dell'Unione alle elezioni politiche, quindi, il destino di questa grande opera pubblica appare quantomeno incerto.
In questo quadro Fulco Pratesi, presidente del Wwf, ha scrìtto unalettera alla Commissione Europea chiedendo l'apertura di una procedura d'infrazione contro la Repubblica Italiana «per violazione dell'articolo 3 della Direttiva 93/9». Secondo il Wwf, infatti, due cooperative collegate fra loro — la Cmc di Ravenna e il Ccc di Bologna — sono presenti l'una in una cordata l'altra in quella concorrente. Sulla carta ci sarebbe dunque il rischio di una distorsione della concorrenza. Un'ipotesi che per Bruxelles non è manifestamente infondata come conferma l'apertura di un fascicolo per verificare la correttezza della gara. Intendiamoci, questo non vuol dire che la Commissione darà necessariamente ragione al Wwf. Tuttavia questa mossa non va nemmeno sottovalutata. Anche perché i fondi europei dovrebbero coprire almeno il 10% dei costi del Ponte.



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