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Ma al ministero boom di direzioni : Saliti da 4 a 31 gli uffici di comando - Rigida flessibilit: il caso dei 1.500 giubilari
09-OTT-2005 IL Sole 24 Ore



Per farsi un'idea dei cambiamenti che hanno investito di recente il ministero dei Beni culturali basterebbe dare un'occhiata ai pavimenti. Ad esempio a quelli del terzo piano che in meno di 10 anni sono passati dal linoleum al parquet fino al marmo. E non escluso che prima o poi si ritorni al cotto originario. Facendo un giro per le stanze del Collegio romano, i lavori sembrano tutt altro che finiti. Pi di un'ala dello storico palazzo capitolino ancora un cantiere aperto. Il fatto pi curioso tuttavia un altro: un "bradisismo" di portata simile sembra aver investito anche l'organigramma del dicastero. Alla quasi immutabilit che ha caratterizzato i suoi primi tre lustri di vita (dal 1975. quando i Beni culturali sono stati creati, al 1999), seguito un quinquennio di grandi riorganizzazioni. Anche perch, nel medesimo arco di tempo, si sono succeduti il decentramento amministrativo della riforma Bassanini, la riscrittura del Titolo V e il codice Urbani.

Organi e organici.

L'effetto collaterale della riorganizzazione stato un vero e proprio boom delle direzioni generali: dai quattro uffici centrali e una direzione generale delle origini si passati alle otto direzioni generali (pi un segretario generale), del '99 e infine ai quattro dipartimenti, dieci direzioni generali e 17 direzioni regionali del 2004. Posti di prestigio e anche ben remunerati, visto che ogni direttore generale si porta a casa 136mila lordi ogni anno, benefit a parte. La proliferazione delle strutture apicali stata compensata solo grazie a una progressiva e costante riduzione dei "sottoposti" a tempo indeterminato. Complice il blocco del turn over, dal 2000 al 2004 i nuovi assunti sono stati un migliaio, a fronte di quasi 2.500 cessazioni. Il personale in servizio presso i 41 uffici centrali e i 168 periferici del ministero oggi di circa 21 mila unit, contro i 25mila di qualche anno fa. Con una retribuzione annua che, al netto dei dirigenti, si aggira in media sui 23mila lordi.


La rigida flessibilit.

Contemporaneamente stato incentivato il ricorso alle forme contrattuali atipiche. Come ha sottolineato un recente studio della Funzione pubblica, il dicastero attualmente guidato da Rocco Buttiglione si segnala per l'adozione di un sistema di "rigida flessibilit". Il riferimento va a due fenomeni in particolare. Innanzitutto, all'assunzione avvenuta nel 2000 di circa 1.500 lavoratori a tempo determinato, i cosiddetti "giubilari". Gran parte di loro fa tuttora parte degli organici. In attesa di regolarizzarne la posizione, come chiedono a gran voce i sindacati, la soluzione "tampone" che s trovata stata quella di confermare di anno in anno la loro permanenza. Un caso analogo riguarda i circa 600 assistenti tecnico-museali che hanno iniziato lavorando solo nei weekend e, grazie ad accordi sindacali, sono progressivamente arrivati a coprire anche il 50% dell'orario di lavoro. Per alcuni si creato un problema di mansioni da svolgere. Pur essendo tutti dotati di una specifica preparazione da assistenti alla fruizione, capitato in pi di una circostanza che venissero utilizzati per coprire i posti (temporaneamente vacanti) di addetti alla vigilanza.
Mobilit inesistente. Quasi nullo il ricorso alla mobilit. Che si conferma il vero "tallone d'Achille" di tutte le pubbliche amministrazioni italiane. Le cifre ci dicono che appena 46 dipendenti (tra cui parecchi ex poliziotti) sono giunti ai Beni culturali dalle altre amministrazioni tra il "96 e il 2000. Ma di questi solo 40 sono tuttora in servizio.

Riqualificazioni di massa.

Non vanno meglio le cose quanto a formazione. Stando all'ultimo rapporto della Scuola superiore della pubblica amministrazione nel 2004 meno del 6% dei dipendenti dei Beni culturali ha svolto un'attivit formativa. Tanto pi che ancora non esiste uno specifico servizio dedicato alla formazione. In compenso, stato ampiamente sfruttato il meccanismo della riqualificazione. Dal 2002 questi avanzamenti di carriera hanno interessato pi di 14mila dipendenti. Non tutti per sono riusciti a ottenere l agognato passaggio di livello. Le progressioni verticali sono state meno di 7.500.


Informatizzazione al minimo.

Il panorama dell'informatizzazione si presenta estremamente frastagliato. In alcuni settori, come il sistema bibliotecario nazionale, la tecnologia all'avanguardia gi da anni. In altri l'adeguamento procede a rilento-e sulle scrivanie a farla da padrona ancora la carta. Valga l'esempio del protocollo informatico, la cui introduzione stata avviata nel'98 ma non ancora giunta a conclusione. Come spiega Elisa Bucci, dell'Ufficio studi: Nonostante ci siamo mossi in anticipo, ora ci troviamo in ritardo. Anche se vengono generati in formato elettronico e ottengono in automatico il numero d'ordine, tutti i documenti necessitano ancora di una segnatura manuale. La speranza aggiunge di arrivare entro la fine dell'anno alla gestione elettronica dell'intero procedimento. Pi diffusa infine l'e-mail. Anche se per ora pu essere utilizzata per meri fini informativi. I kit per la firma elettronica, necessari per conferire valore legale alla posta elettronica, sono stati appena ordinati.



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