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L'allarme di Burkhardt: Architettura senza idee
r.f.
La Repubblica Affari & Finanza 10/10/2005

Milano. Il ruolo dell'architetto deve cambiare.
La creativit esiste ancora, ma viene applicata in maniera molto schematica. Si lavora al computer e sui cataloghi delle aziende, ma di vere invenzioni se ne vedono poche. L'architetto deve tornare ad essere inventore. A parlare Franois Burkhardt, di passaggio a Milano per presentare il primo numero di "Rassegna", rivista d'arte internazionale da lui diretta. Svizzero, figlio di una pianista e di un padre che di mestiere inventava prodotti per l'edilizia, Burkhardt ha alle spalle una serie d'incarichi prestigiosi, innata curiosit e passione per tutto quello che arte, architettura, creativit. Storico,pensatore, grande osservatore della realt, con la rivista trimestrale si ripropone di affrontare il futuro dell'architettura: I temi che mi interessano di pi sono quelli che interesseranno poi, questo significa prevedere quello che succeder, annunciare i problemi futuri lavorando attraverso i cambiamenti che sono in atto nella nostra societ.
Dopo gli studi all'Universit di Amburgo, diventato direttore della Kunsthaus dove, racconta ho incominciato a fare follie come la mostra "Erotikart", che oltre ad aver avuto un grande successo di pubblico ha portato un sacco di soldi. Inizia a provocare coinvolgendo il pubblico in questioni tipo: A cosa serve l'arte concettuale, finch viene chiamato a Berlino per dirigere l'internazionales Design Zentrum, dove fonda il gruppo Urbanes Design. Tra gli industriali che ricordo con maggior rispetto c' Philip Rosentahl, oltre ad essere un grande imprenditore, conosceva a fondo l'arte e il design. Con lui si dialogava ad alti livelli, ammiravo molto la sua sensibilit e la sua capacit imprenditoriale. A quei tempi Berlino era semplicemente un luogo dove l'industria andava ad assemblare, non c'era da promuovere nessuna forma di design in senso classico. Oggi Berlino, citt dove vivo, ha una forte identit, rappresenta l'avanguardia dell'underground e dell'arte tedesca. Dopo la Germania Burkhardt viene chiamato a dirigere il Centre de Cration Industrielle presso il Georges Pompidou a Parigi: Un orrore, non erano pronti a nessuna ricerca evolutiva del concetto di museo, conservatori che vogliono conservare nel vero senso del termine, nessuna possibilit di sperimentare.
Secondo lei c' qualcuno che attualmente inventa?
Le invenzioni oggi nascono nei grossi studi. Io ho grande rispetto per gente come Rem Koolas, che nonostante due fallimenti continua a inventare. Herzog&De Meuron, con lo stadio di Monaco di Baviera hanno veramente creato qualcosa di nuovo. Ecco, quello che mi piace di loro che oltre ad essere creativi riescono a mettere in pratica i loro progetti, a portare avanti una realt anche commerciale, cos come Toyo Ito e Shigeru Ban, il giapponese che ha inventato la statica del cartone e l'ha messa in pratica.
Che ruolo gioca la tecnologia nell'architettura?
Pu essere molto positiva ma anche pericolosa. La tecnologia contribuisce all'annullamento dei sensi, del tatto, dell'olfatto, della vista. L'architetto deve riuscire a compensare queste perdite con interventi architettonici tattili e visuali. A me non disturba affatto che l'architetto usi un computer o consulti un catalogo, anzi, fa parte del progresso. Il problema, ribadisco che sono rimasti veramente in pochi ad inventare.
Lei parla spesso di ghettizzazione dell'uomo, che cosa intende dire?
Sono convinto che in un certo senso la tecnologia se utilizzata in eccesso porti ad uno stato di "non mobilit", e che l'eccedere nell'utilizzo della stessa renda l'uomo schiavo e ghettizzato, privo del contatto con il suo territorio e delle sensazioni che fanno parte dell'esistenza positiva. Ribadisco: non ho nulla contro la tecnologia, ma non sottovalutiamone la negativit ed il pericolo reale che la stessa ci possa allontanare dalla realt delle sensazioni.
E l'urbanistica in che direzione si sta muovendo?
Ormai pura economia, reddito, vendita e rivendita. Il centro delle citt in mano alle multinazionali, la gente comune non pu che vivere in periferia, il centro diventato luogo di profitto.
Quale dovrebbe essere il ruolo di un urbanista?
Ristabilire il contatto tra l'uomo e la realt geografica in cui vive. L'economia sta facendo implodere le citt, nel senso che nessuno via abiter pi in futuro, ma le fa anche esplodere come succede a Shangai, duemila torri costruite in pochi anni.
Tornando al crollo dell'invenzione e della creativit, lei cosa vede nel futuro dell'architettura?
E' necessario trovare strumenti di pianificazione che ci permettano di trovare un equilibrio tra tempo sociale e tempo digitale, ci vogliono regole pensate per avere un'architettura migliore. L'architetto deve tornare ad amare l'invenzione e a perdere tempo dietro alle idee e ad allenare i sensi.
In questo senso i paesi dell'Est come si muovono?
Innanzitutto rendiamoci conto che si tratta di paesi con una forte identit in quanto molto abituati a lavorare sui problemi dell'urbanistica e dei luoghi. Conosco architetti che sono terrorizzati dai ritmi occidentali. La civilizzazione non in grado di adattarsi alla velocit della tecnologia, bisogna tener conto di questo. La partecipazione del popolo alla creazione dei luoghi fondamentale.
Qual il ruolo dell'uomo di pensiero, allora?
Saper intervenire a monte e dare indicazioni su come e cosa fare in futuro.
E il ruolo delle scuole?
Attualmente le scuole non fanno granch, nelle sedi dei grandi studi che si impara. I pi "illuminati" reinvestono una cospicua parte del profitto nella ricerca e nel progresso, e questo porta avanti la creativit.


La rivista. La rinascita di "Rassegna"
"Rassegna" riprende le pubblicazioni, dopo tre anni di chiusura, sotto la direzione di Francois Burkhardt. La rivista trimestrale, che si sempre dedicata all'architettura internazionale stata a lungo diretta da Vittorio Gregotti, e si ripropone oggi con tre sezioni: Passato, Presente e Futuro. Rispetto a ieri la rivista conserver il carattere monografico proponendo di volta in volta temi di riflessione e discussione. Le
tematiche saranno di stretta attualit e avranno il concreto obiettivo di fornire un orientarnento concreto all'attivit pratica di architetti e professionisti del settore. Il progetto culturale che sta alla base della nuova serie di Rassegna spiega Burkhardt - parte dall'assunto che sia ormai necessario integrare la progettazione architettonica in una visione pi ampia, che parte dall'environmental design per arrivare al paesaggio, all'urbanistica e alla qualit degli spazi che circondano l'uomo nella
sua esperienza quotidiana.



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