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BARI: Vasi e ori trovati a San Pietro "Ma il museo pu attendere"
CARLO ALBERTO BUCCI
SABATO 8 OTTOBRE 2005 LA REPUBBLICA, BARI




LE VESTIGIA di una chiesa romanica, proprio la San Pietro Maggiore ricordata nel 1119 sulla punta di Bari vecchia, contaminata dalla sovrapposizione di una del Seicento nel cui ossario tra polvere, antiche pietre e scheletri - riapparso un anello d'oro della Roma imperiale. Ma anche, poco distante, un piano abitativo di 4000 anni fa. Sono queste alcune delle novit, stratificate in una arco di tempo che va dall'et del bronzo all'arte barocca, degli scavi archeologici eseguiti negli ultimi quattro messi nell'area di San Pietro.
Ma la novit pi importante di questi lavori, voluti e pagati dalla Provincia di Bari e portati avanti dalla soprintendenza per i Beni archeologici sotto la direzione di Francesca Radina, che la storia e la ricerca hanno ripreso possesso del tempo lento, paziente degli studi; sottraendolo alla frenesia dei cantieri di ingrandimento dell'attiguo, ma da sempre chiuso, museo archeologico.
L'ha detto chiaramente Enzo Divella: II progetto di fattibilit per l'ampliamento del museo sull'area di San Pietro-ha spiegato ieri il presidente della Provincia nelle sale di Santa Scolastica - stato completato dall'architetto Marcello Be-nedettelli e siamo pronti per passare all'esecutivo. Vogliamo bandire un concorso pubblico per questa propaggine del museo ma innanzitutto - ha sottolineato Divella-desideria-
mo che la soprintendenza statale porti aterminelacampagnadi scavi.
Divella ha fretta. Vuole dare al capoluogo quel museo che daanni la citt aspetta, dopo la scellerate decisione di abbandonare il salone degli affreschi in Ateneo. Il presidente della Provincia ha detto che cercher nel bilancio di quest'anno i 130-150 mila euro necessari a finire i sondaggi. Altrimenti - ha promesso - li troveremo pi facilmente nel budget del 2006. Passati al setaccio 800 dei 4500 metri quadri che costituiscono quel trapezio archeologico stretto tra il borgo antico e il porto, gli studiosi
della soprintendenza ora dovranno portare alla luce tutta la navata della chiesaromanicadi San Pietro Maggiore che, spiega Dario Ciminale, dovrebbe misurare in lunghezza trai 25 e i trenta metri, visto che la facciata larga sedici.
La scansione del piano di lavoro - in anni di vacche magre visti i tagli impietosi imposti dal ministero Beni culturali alla ricerca e alla tutela- determinata anche dal disegno che, per il nuovo museo, prevede sopraelevate gallerie vetrate e
passerelle sugli scavi. Ma anche strutture a terra. Ed stato andando a scavare laddove il progetto di Benedettelli prevede un garage e un deposito (ossia nella zona nord-occidentale, affacciata sul lungomare) che Francesca Radina ha
trovato l'et del bronzo. Qui, a quattro metri di profondit, abbiamo rinvenuto testimonianze di 4000 anni fa. Ma l'importanza di questo sito - sottolinea la studiosa sta proprio nella ricchissima stratificazione di strutture e materiali.
Per scavi e sistemazione museale, sul piatto ci sono i due milioni di euro dell'accordo quadro Stato-Regione, ricordava ieri da Enzo Divella. Visti i tempi lunghi dell'impresa, Divella ha promesso per natale una mostra realizzata con parte delle opere della raccolta che composta da trentamila reperti. Cos potremo finalmente ricominciare ad ammirare un nostro tesoro da troppo tempo chiuso nelle casse. Dopo il furto dell'anno scorso, sono quasi ultimati i lavori al deposito violato dai ladri. E l'esposizione potr quindi essere ospitata - messa a norma dei locali permettendo - nelle sale di Santa Scolastica.
Esiste il progetto elaborato da Ezio De Felice molti anni fa - racconta il soprintendente Giuseppe Andreassi - che prevedeva lo sbancamento brutale dell'area di San Pietro per il museo. Il nuovo disegno intende invece valorizzare i ritrovamenti, che diventano cos il
valore aggiunto di una collezione nata dal legame indissolubile tra lo scavo di San Pietro e l'edificio di Santa Scolastica.
Gli archeologi diranno agli architetti dove potranno essere piantati i piloni del nuovo edificio sospeso sugli scavi. All'interno del futuro museo potranno essere esposti anche i frutti dell'ultimo scavo. Ad esempio la pietra con iscrizione bizantina, il vasellame medievale del convento e, soprattutto, il bellissimo anello d'oro. Nella corniola-spiega Francesca Radina- incisa la figura di Minerva-Roma di fronte alla Vittoria. databile al primo secolo dopo Cristo ma non possiamo essere pi precisi perch il gioiello stato trovato tra gli scavi superficiali della chiesa seicentesca.
Il gioiello di valore. Ma pi importante il suo valore storico. E la sua funzione di "guida" per gli archeologi. A Bari abbiamo pi testimonianze dell'et del bronzo che dell'antica Roma - sottolinea Radina- e ora lavoreremo per scoprire se nella zona esistono altre testimonianze di questo periodo cos poco documentato della storia cittadina. La caccia agli antichi proprietari dell'anello cominciata.



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