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Il tesoro ritrovato.In Austria un museo abusivo con i pezzi sottratti a Crustumerium
Giuseppe Grifeo
Il Tempo - cronaca Roma 8/10/2005

Bloccato un traffico internazionale di reperti archeologici dell'area romana e del sud Italia. A compiere la missione, i carabinieri del Comando Tutela patrimonio culturale di Roma che hanno rintracciato tutta questa filiera del crimine organizzato. Da qui infatti l'imputazione contestata ai 34 indagati, quella di associazione per delinquere dedita allo scavo illecito e al commercio illegale di beni archeologici sul circuito nazionale ed internazionale. A capo di tutto, un austriaco di 83 anni, R. H., conosciuto come Mozart. Nella sua villa vicino Linz teneva come in un negozio la sua bella collezione di reperti trafugati, ognuno con il cartellino del prezzo. Le indagini sono iniziate a ottobre 2004, quando la soprintendenza archeologica di Roma iniziò a segnalare un aumento nell'azione dei tombaroli.
Il trafugamento di reperti era concentrato nella zona di Crustumerium, centro fra i più antichi del Lazio protostorico, legato al periodo della formazione di Roma, fondata probabilmente dai Sicani, possibile vero teatro del «Ratto delle Sabine».
Il sito oggi è compreso all'interno della Riserva Naturale della Marcigliana, fra Salaria e Bufalotta. Poche le tombe esplorate nella vasta necropoli, preda facile quindi di malintenzionati. Mozart aveva conosciuto l'Italia durante la seconda guerra mondiale, come militare tedesco della Wermacht, subito attratto dalle regioni meridionali e dal Lazio. Dopo il conflitto, l'uomo realizza una sua idea.
Fa da guida turistica per piccoli gruppi che porta dall'Austria in Italia, nelle aree prescelte. In queste incontra i tombaroli della sua organizzazione. Lo scambio denaro/reperti avviene anche durante le gite organizzate da Mozart per i suoi ignari turisti. Poi con il pulmino torna in Austria insieme al carico di preziose testimonianze archeologiche appena trafugate.
Il meccanismo ha funzionato forse per decenni. Lo stesso Mozart è comparso anche durante il servizio di una televisione austriaca dicendo di essere un campione dell'archeologia, riuscendo a organizzare il suo museo e proteggendo i reperti, diceva, come gli italiani non erano capaci di fare. «Questa operazione rappresenta un'altra pietra miliare per il futuro dell'archeologia, scoraggiando il contrabbando di testimonianze storiche non solo del nostro Paese - dice Anna Maria Reggiani, direttore generale dei Beni Archeologici - Non bisogna dimenticare l'altra vicenda, quella legata al procedimento contro il Museo Getty che nei suoi sotterranei ospita un numero considerevole di reperti italiani». «Il problema del trafugamento viene amplificato anche da alcuni enti museali che si alimentano grazie al mercato clandestino - afferma il professore Angelo Bottini, Soprintendente di Roma - Gli oggetti oggi recuperati quasi mai hanno un valore di per se. Sono soprattutto pezzi della nostra storia. Sul sito di Crustumerium, l'unico modo per proteggerne le testimonianze, è quello di scavare le tombe e riportarle alla luce». I pezzi trafugati appartengono tutti al periodo protostorico tardo orientalizzante, come descritto dai professori Nicoletta Gagliardi, ex direttore del Museo Nazionale di Roma e Alessandro Naso, titolare di Etruscologia all'Università del Molise. Il pm Pierluigi Cipolla, titolare dell'indagine, ha disposto l'arresto di 5 dei 34 indagati. Mozart invece, per l'età avanzata, non è stato rinchiuso. Altri 3.000 reperti sono stati individuati nella stessa area di Linz.



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