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Scempi in Regione, appello al Sovrintendente. Italia Nostra scrive al Sovrintendente per i beni architettonici: mandi un ispettore per controllare i lavori
Roberto Freda
Roma, 2 ottobre 2005

PALAZZO SANTA LUCIA
Porte e infissi rimossi, Italia Nostra scrive a Guglielmo. Gli intellettuali: vergogna

NAPOLI. Dopo la denuncia del "Roma" sugli scempi a Palazzo Santa Lucia, la sede della Regione Campania in cui si stanno sostituendo le antiche porte in legno con porte metalliche e si stanno abbassando i vani originali, insorgono intellettuali, architetti e associazioni. Italia Nostra annuncia che scriver una lettera al Sovrintendente per i beni artistici e architettonici chiedendo un'ispezione. L'architetto Gerardo Mazziotti spiega che si poteva e si doveva rispettare l'armonia e la storia dell'edificio. L'esperto dell'Unesco Lucio Minerari stigmatizza il basso livello culturale della classe politica regionale.
A Santa Lucia intervenga Guglielmo

NAPOLI. Italia Nostra scrive al Sovrintendente ai beni architettonici per chiedere controlli sulla "cafonata" in corso all'interno di Palazzo Santa Lucia, mentre l'intellighenzia culturale napoletana, a partire dai tecnici del settore, bolla la sostituzione di porte e infissi in legno dalla sede della Regione Campania come un intervento selvaggio contro cui rivoltarsi.
Il giorno dopo le rivelazioni del "Roma" sullo scempio in atto nello storico palazzo che fu sede delle Ferrovie dello Stato per oltre mezzo secolo, insorgono associazioni ed esperti di architettura. La giunta regionale sta svolgendo lavori di adeguamento alle norme sulla sicurezza, gettando via gli originali infissi e porte in legno e vetro (un mistero sapere dove sono finiti, se gettati in discarica o rivenduti a qualche accorto rigattiere o artigiano): al loro posto si stanno installando delle orrende e comunissime porte in ferro di colore azzurro, con tanto di maniglione antipanico. E in pi,
poich le antiche porte erano alte quasi quattro metri e quelle moderne poco pi di due metri, l'amministrazione ha pensato bene di colmare il dislivello semplicemente con delle pareti in cartongesso, riducendo cos l'originale vano di quasi due metri e stravolgendo le prospettive e le caretteristiche dell'intero edificio. Sicuramente avranno fatto le cose secondo la legge, quasi certamente quell'immobile non sottoposto a vincoli, ma questa una questione di cattivo gusto innanzitutto, commenta Guido Donatone, presidente della sezione parte-nopea di "Italia Nostra". Eia
cosa non mi meraviglia neanche un po' conoscendo il livello culturale della classe politica napoletana: regna solo ignoranza e cattivo gusto.
Quanto alle iniziative da intraprendere, "Italia Nostra" informer la Sovrintendenza ai Beni artistici e architettonici: Scriver al sovrintendente Enrico Guglielmo per chiedere che svolga i suoi controlli, mandando l'architetto di zona a fare un sopralluogo per verifi-care le modalit dell'intervento in corso e capire se queste porte sostituite avessero un pregio tale da essere meritevoli di tutela. In ogni caso, questa sostituzione di infissi con relativa riduzione dei vani da bocciare perch comunque si trattava di decorature che erano coerenti con l'architettura dell'immobile.
Della stessa opinione anche Gerardo Mazziotti, uno dei pochi architetti napoletani che pu vantare una caratura di rilievo internazionale: Mi ha chiamato di prima mattina Gerardo Marotta (il presidente dell'Istituto Studi Filosofici, ndr) perch aveva letto l'inchiesta del "Roma" ed era giustamente scandalizzato. Bisogna comunque precisare che non si tratta di un edificio vincolato n di un immobile di particolare pregio architettonico. Tuttavia, Palazzo Santa Lucia ha senza dubbio un importante valore storico e l'intervento in corso assolutamente selvaggio. A nulla vale l'autodifesa dell'assessore regionale al Patrimonio Rosetta D'Amelio, che al nostro giornale ha detto di essere stata obbligata a quel tipo di intervento dalle severe norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Macch, replica l'architetto Mazziotti, nessuna norma ti impone di abbassare e ridurre il vano architettonico che, invece, andava assolutamente rispettato. E un intervento rispettoso dell'originale architettura era non solo possibile ma anche doveroso. Ancor pi censurabile il fatto che ad operare in tal modo sia una pubblica amministrazione. Dispiace che prima di intervenire cos selvaggiamente la Regione non abbia chiesto un parere ad uno dei suoi tanti consulenti lautamente pagati, tra cui figurano numerosi architetti. E comunque, per quanto il palazzo non sia vincolato, la Regione a mio parere non faceva male a sentire la Sovrintendenza: si tratta pur sempre di una strada storica, con due lati su cui sorgono palazzi di pregio ambientale ed architettonico.



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