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Un passato fatto di ceramica
Vera Meneguzzo
Arena, 3 ottobre 2005

Si è aperta al Museo Archeologico nel Teatro Romano una esposizione di anfore, vasi, coppe risalenti al V e IV secolo a. C.

Oggetti di uso quotidiano realizzati nell 'Attica e in Campania
Hanno visto due volte la luce le anfore, i vasi, le coppe risalenti al V e al IV secolo a.C. di "Ceramiche antiche", l'esposizione allestita al Museo Archeologico al Teatro Romano e visitabile fino al 1° ottobre del 2006. La prima, quando a occhi incantati e sorpresi ne sono apparsi i frammenti nei siti archeologici. E ora, usciti dai depositi, nella magnificenza del loro restauro.
La mostra segna anche una seconda puntata, dopo la rassegna del 1998-99, dedicata alle ceramiche realizzate fra il VII e il V secolo ( e attualmente riproposta a Isola della Scala, in collaborazione con l'Associazione archeologica isolana).
E fa parte di una microstoria di bellezza - dovuta in particolare all'appassionata attenzione del Museo Archeologico e ai contributi della Regione del Veneto - in un programma, giunto all'ottava edizione, atto a far conoscere materiali e oggetti di pregio normalmente non esposti per mancanza di spazio. Un problema che troverà soluzione «quando sarà attuato un ampliamento della sede museale di circa tre stanze, che saranno anche illustrative dei grandi monumenti romani della città» come ha rassicurato, all'inaugurazione della mostra, Maurizio Pedrazza Gorlero, vicesindaco e assessore alla Cultura
La ricchezza e la varietà del patrimonio museale ( per la ceramica esistono circa 200 pezzi provenienti soprattutto da collezioni cittadine del 1700-1800) esigono indubbiamente una maggiore visibilità, e sono inoltre testimonianza di una raffinata tradizione veronese legata all'intereresse per l'arte del passato.
Infatti, ha precisato Paola Marini, direttrice dei Musei civici d' Arte, «Le opere ospitate in questo Museo provengono solo in piccola parte da scavi, n materiale più consistente deriva invece da quel collezionismo colto, eletto, con cui la nobiltà e l'aristocrazia veronesi usavano raccogliere insieme grandi dipinti,disegni preziosi ed elementi archeologici, salvandoli da una dispersione che purtroppo è stata significativa anche in questo campo».
Entusiasmante quindi, seguire Margherita Bolla, curatrice del Museo Archeologico e responsabile delle attività didattiche del complesso dei Musei d'arte veronesi, nella illustrazione della mostra. «Non ci sono oggetti eccezionali, e rientrano nell antico uso quotidiano, benché alcuni siano di notevolissima dualità. Ma si tratta di una collezione molto interessante in quanto presenta produzioni diverse, evidenzia i] personale tocco degli artisti e il cambiamento dello stile nel corso degli anni. Questa volta proponiamo opere relative all'Attica e alla Campania. Inoltre c'è una piccola vetrina dedi cata ai falsi, per poter raccontare al pubblico il problema delle imitazioni e delle rielaborazioni».
Per il settore ateniese, caratterizzato dalle figure rosse, grandi occhi di civetta, roteanti di saggezza e di chiaroveggenza si spalancano fra foglie di ulivo nella piccola coppa simbolo della mostra. Ed è già atmosfera di mito: la vittoria di Atena, donatrice della pianta prodigio sa, su Poseidone, nella gara per la supremazia nell’Attica. Ma non mancane le imprese di Teseo con i] rapimento di Arianna, con la lotta contro la terribile scrofa di Krommyon e il toro di Maratona.
Accanto alla mitologia, scene della vita del tempo, soprattutto dell'attività di palestra. Ecco l'atleta che, dopo gli esercizi, si pulisce con lo strigile dal sudore e dalla sabbia, sotto l'occhio vigile del vecchio allenatore munito di
bastone. Accanto il drappo del mantello che lo rive stira a conclusione di una piccola storia.
Nella produzione campana predominano invece la colorazione nera, una decorazione non raccontativa, semplice ed elegante a forma di raggi solari, linguette, croci di Sant'Andrea.
Sembrano appena riposti, dopo l'uso, le anfore per vino e olio, i contenitori di unguenti e di profumi, e un curioso, piccole "askos" a forma di mammella, antesignano dell’odierno biberon, per dare il latte ai neonati.



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