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Tutto il restauro in un sito "Saremo la Silicon Valley dell'arte"
MARA AMOREVOLI
GIOVEDÌ 29 SETTEMBRE 2005 Firenze LA REPUBBLICA


Enti, scuole, laboratori, esperti nel recupero di capolavori: nasce un'unica banca dati


LA «Città del restauro» per ora è una realtà in gran parte sommersa anche se vivace e operante nell'area metropolitana fiorentina. E' costituita da enti pubblici, scuole, imprese laboratori, esperti, piccole imprese private e singoli restauratori. Un mondo frammentato che si occupa di conservazione e restauro di beni culturali che, secondo una stima grezza, occupa almeno un migliaio di persone creando un indotto di svariate de cine di milioni di euro. Ma tra un paio di settimane, questa realtà potrà iniziare contarsi e a farsi conoscere nel sito web www.fìrenzerestauro.it. Il portale è il primo passo di un progetto del Piano strategico preparato dall'associazione Firenze 2010, coordinato dal soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure Cristina Acidini, per promuovere lo sviluppo di questo settore di eccellenza che già vanta proprio nell'Opificio l'istituto fiorentino e nazionale più rappresentativo e prestigioso.
Si comincia dalla rete per costituire la prima banca dati. Dal censimento degli operatori, prima di andare oltre, «per fotografare un mondo di professioni che toccano la diagnostica, il monitoraggio, la manutenzione di dipinti, sculture, opere in carta, oreficeria, monumenti — spiega Acidini — Fino alla ricerca scientifica e tecnologica, l'operatività del restauro, la formazione di restauratori e altre professionalità».
Il sito web è il primo passo, un invito che significa: operatori, formatori, ricercatori fatevi avanti, fatevi conoscere, rispondete al questionario chevi verrà inviato. «Perché Firenze ha tutti i presupposti di diventare la Silicon Valley del settore, possiede istituzioni, imprese, un patrimonio artistico e il know how che la rendono un punto di riferimento internazionale. Si parte da qui per costruire in questo territorio uno dei fattori dello sviluppo economico futuro» ha spiegato Riccardo Nencini, assessore all'innovazione di Palazzo Vecchio, nonché segretario di Firenze 2010. Insomma si parte dalla mappa dei saperi e delle attività esistenti (tramite il sito e un questionario che verrà spedito agli operatori), per dar vita ad un polo di eccellenza
che raccordi e coordini quanto oggi riguardi le professionalità dell'area metropolitana su conservazione restauro dei beni culturali.
«Una realtà poco conosciuta, e che solo il recente Codice dei Beni culturali ha preso in considerazione all'articolo 29, ma non esiste un albo professionale» spiega il soprintendente Acidini, citando la tradizione cittadina costituitasi dopo l'alluvione del '66, «quando tanti restauratori anche stranieri hanno dato vita a conoscenze e professionalità, a scuole e centri che ancora continuano ad operare, ad esempio nel restauro di codici e libri antichi. Oppure basta pensare ai tanti allievi usciti dall'Opificio in questi anni, che magari individualmente lavorano a manutenzioni e recuperi».
Arriva l'invito ad unire le forze, per puntare sull'innovazione tecnologica del settore, ad un specializzazione crescente. Anche se non mancano le conferme a quella che sembra una tradizione consolidata: la ditta Bartolozzi di via Maggio ha appena finito di restaurare le sale del Cremlino, tanto per citare un privato. E l'Opifìcio elenca illustri interventi in Italia, recuperi e restauri di assoluto prestigio: dal crocefisso di Cimabue e Giotto, a «La Madonna del cardellino» di Raffaello, ai tanti dipinti degli Uffizi danneggiati dall'attentato di via dei Georgofili. Senza dimenticare i Bronzi di Riace, passati dalle mani degli esperti della Soprintendenza archeologica di Firenze.
Il progetto trova anche il consenso della Cna, che tramite il responsabile Andrea Fedeli afferma: «Crediamo nel progetto del Comune e faremo il possibile per realizzarlo quanto prima. E' l'occasione per scrivere tutti insieme, soggetti pubblici e privati, un pagina nuova per il futuro di questo importante segmento economico, per fare un salto di qualità nei rapporti tra soprintendenze, enti pubblici e sistema artigianale, facendo attenzione anche alle esigenze del mercato». Il gruppo di lavoro della Città del restauro, coordinato da Andrea Todorow, curerà la cataloga-zione e il censimento in partenza con l'avvio del sito web. La prossima primavera, tutti i dati raccolti confluiranno in rete, permettendo costituendo così la mappa del settore.



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