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«Nessuno provi a portare via da Firenze la Venere di Botticelli»
di Sonia Renzini
28/09/2005, L'Unità, Firenze

Sdegno e irritazione tra gli esperti per l’annuncio del ministro dei Beni Culturali di trasferire il capolavoro in Giappone


VENERE di Botticelli, da Firenze raffica di proteste contro l’annuncio shock del ministro ai Beni culturali Rocco Buttiglione di far volare il capolavoro del Rinascimento in Giappone tra il 2007 e il 2008 come compromesso felice per il futuro degli scambi culturali tra il nostro paese e Tokyo. «C’è un grande interesse per il nostro Rinascimento e i giapponesi vorrebbero portare qui la Venere di Botticelli - ha detto il ministro lunedì da Nagoya dove si è chiusa l’esposizione universale di Aichi - tra il 2007 e il 2008 dovrebbero arrivare tra le 50 e le 60 opere del nostro Rinascimento, ma dai colloqui che ho avuto ho notato una grande enfasi per il periodo del ‘400 e del ‘500 e per le opere di Raffaello». Immediato lo sdegno a Firenze degli storici dell’arte e in generale degli addetti ai lavori, compresi i sindacati ai Beni culturali.
«È una follia - dice la storica dell’arte Paola Barocchi - Ma stiamo scherzando, se le opere d’arte devono pagare i guasti che fanno gli uomini siamo ridotti davvero male.Ma dico, con tutti gli aerei che cadono ». Senza contare che le dimensioni notevoli del dipinto, 172.5 per 278.5 centimetri, rendono lo spostamento ancora più complicato. Ma il soprintendente al Polo museale fiorentino Antonio Paolucci non vuole commentare. «Non ne so niente - dice - e dunque non posso dire niente». Lo fa invece il direttore del dipartimento di Studi sul Rinascimento, manierismo e arte contemporanea della Galleria degli Uffizi di Firenze Antonio Natali che dice: «Non mi pronuncio su un evento di cui non ho la certezza, ma se fosse davvero così, allora non mi scandalizzo più. Vedo che gli intellettuali oggi non reagiscono per non correre il rischio di non avere qualche opera alla loro mostra, mentre quelli di una volta erano disponibili ad affrontare la galera pur di difendere le loro idee». Sarebbe la prima volta che l’opera abbandonerebbe gli Uffizi dal dopoguerra. L’unico precedente non è proprio illustre, risale al ‘39, quando fu mandata negli Stati Uniti per una mostra per volere di Mussolini. Da allora non ha più abbandonato Firenze e l’eventualità che posso farlo per compiacere i desideri degli appassionati del Sol Levante proprio non viene mandata giù. «Qui non si tratta di farsi i piaceri - dice Barocchi a proposito dell’ammirazione nutrita per il capolavoro dal popolo nipponico - se proprio i giapponesi vogliono vedere la Venere vengano a Firenze, come hanno sempre fatto.Abbiamo degli obblighi con un’eredità di questa imponenza, si tratta di un simbolo insostituibile della cultura fiorentina». Reazioni di sdegno e sconcerto anche nel mondo sindacale. «Il ministro farebbe bene a lasciare perdere la Venere di Botticelli che sta bene anche a casa sua e pensare a risolvere i problemi reali dei musei», commenta Giulietta Oberosler della Funzione pubblica della Cgil di Firenze. E Enzo Feliciani della UIl fiorentina aggiunge: «Bisognerebbe che il ministro mettesse più impegno nel risolvere almeno uno dei problemi che abbiamo nei musei, uno su tutti quello della sicurezza. Invece vedo che continua con queste trovate, come quella di aumentare il biglietto». E poi riguardo alla proposta in questione precisa: «Mi sembra un modo formidabile per danneggiare le opere, visto che tutti questi spostamenti non fanno certo bene. E poi ci sono dipinti che si identificano profondamente con i luoghi che li ospitano e toglierli sarebbe assurdo, così come lo sarebbe se togliessimo la Monnalisa dal Louvre. Ripeto, sarebbe meglio che il ministro si occupasse di affrontare i problemi dei musei». Proprio ieri a Firenze l’assemblea nazionale dei lavoratori dei Beni culturali ha denunciato la mancanza di informazioni sul tema legato ai piani di emergenza contro il rischio attentati. E ha puntato il dito contro la carenza del personale che si è ridotto in Toscana di 1000 unità, con 472 addetti addetti alla vigilanza in meno solo al Polo museale fiorentino. Altro che Venere di Botticelli in Giappone.



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