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Shopping al museo, il giro d'affari è milionario
Damiana Verucci
Il Tempo, 26 settembre 2005

Otto spazi espositivi su dieci hanno un bookshop e in due anni hanno raddoppiato gli incassi. A comprare sono soprattutto i turisti

Cataloghi e cartoline i più venduti. Ma anche calchi in gesso e vasi simil-antichi
Mostre di alto livello e servizi soddisfacenti invitano all'acquisto

I PIÙ sfogliano i libri che illustrano la storia di Roma. C'è chi è affascinato dalle statuette in gesso che raffigurano questo o l'altro imperatore, chi dalle penne che hanno uno strano cappuccio a forma di elmo o dalle grosse gomme da cancellare, scambiate spesso come saponette da bagno. Non importa se generalmente gli oggetti esposti nei bookshop dei musei romani costano mediamente di più rispetto agli stessi oggetti acquistati in altri negozi della città, perché il 90% dei fruitori del servizio sono turisti, disposti a spendere qualsiasi cifra per portare a casa un «ricordo» di Roma.
Dall'introduzione della legge Ronchey che nel 1996 ha attivato il primo servizio di questo genere presso la Galleria nazionale di Arte Moderna di Roma (Gnam), sono sempre più numerosi i negozi collegati ai musei e affidati a società private. Nella capitale 8 musei su 10 hanno l'annesso bookshop e fanno affari specie in periodi di maggiore afflusso turistico come l'estate e le feste comandate. Secondo una recente indagine del Ministero dei beni culturali, spesso il loro successo è legato al grado di soddisfazione per la visita al museo. In altri termini: quanto maggiore è l'appaga-mento del visitatore per la qualità delle raccolte, l'organizzazione del percorso espositivo, la segnaletica e gli apparati illustrativi, il servizio didattico, l'allestimento, la competenza e la cortesia degli addetti, tanto maggiore sarà il suo desiderio di acquistare un qualsiasi oggetto che gli ricordi l'evento.
Nel giro di due anni la maggior parte dei bookshop ha raddoppiato il giro d'affari. Musei come la Galleria d'arte Moderna, il Vittoriano e i Capitolini fatturano centinaia di migliaia di euro l'anno, con una media di un visitatore su quattro che esce dal negozio dopo aver effettuato almeno un acquisto e con punte di 3.000 euro di incasso in una sola giornata. Non si conoscono segnali di crisi, la spesa media pro-capite degli acquirenti è di 8 euro: sono i prodotti editoriali a comporre più della metà dei ricavi dei negozi mentre la guida divulgativa del museo è in assoluto l'articolo più richiesto. Un'altra voce significativa è rappresentata dalla vendita di cartoline e altri prodotti cartotecnici (agende, poster, biglietti). Gode di particolare favore la riproduzione di opere esposte nel museo che ospita il punto vendita. Ad esempio nei Musei Capitolini sono piuttosto richieste le «copie» di gioielli dell'antica Roma, alle Scuderie del Quirinale vanno per la maggiore i volumi dedicati al tema della mostra in corso, al bookshop dei Musei Vaticani non manca l'oggettistica religiosa.
I prezzi variano: si va da 5,50 euro di una guida di piccole dimensioni ai 15 euro di una grande e più completa. I libri illustrati sulla storia di Roma costano da 7,50 a 100 euro, quelli d'arte, fotografia e architettura fino a 200 euro; poster, cartoline e calendari vanno da 1,50 a 8 euro. Le statuine in gesso sono prezzate raramente a meno di 20 euro, mentre il prezzo di matite, penne e gomme da cancellare oscilla da 1,50 a 4 euro. «Potrebbero costare molto di più -spiega il gestore del bookshop dei Musei Capitolini - e verrebbero acquistate lo stesso perché raramente un turista esce da questo negozio senza un ricordo della visita al museo e praticamente mai fa questione sul prezzo».
Naturalmente, bookshop che vai prezzo che trovi e se per i prodotti editoriali i prezzi sono in genere imposti dalla casa editrice, lo stesso non può dirsi per l'oggettistica. È sempre il gestore del punto vendita dei Musei Capitolini a confermare: «Possiamo permetterci certi prezzi anche perché siamo a piazza del Campidoglio, uno dei luoghi turistici per eccellenza della capitale».

Anche abiti e arredamento tra gli scaffali
IL FIORE all'occhiello della maggior parte dei book shop dei musei è l'ampia offerta di pubblicazioni editoriali che spaziano dalla storia all'arte, dalla fotografia all'architettura. Ciascun punto vendita, poi, si caratterizza per la proposta di materiale relativo al museo stesso. Alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, in via delle Belle Arti, c'è l'unica libreria romana interamente dedicata alle arti visive dell'800 e 900 che propone anche la vendita di riviste, cd rom e oggetti museali del mondo intero. Per informazioni si può chiamare il numero 06/36002604. Alle Scuderie del Quirinale un'ampia sezione della, libreria è dedicata alle ultime novità della narrativa italiana e straniera, (info: 06/69380172). Punta invece all'offerta dettagliata di guide del museo in più lingue il negozio della Galleria Borghese, oltre alla vasta gamma di oggettistica ispirata alle collezioni della Galleria, (info: 06/8557377) Ai Musei Capitolini, in piazza del Campidoglio, il punto vendita da ampio spazio agli oggetti di uso comune (t-shirt, cravatte e altri accessori di abbigliamento), insieme a una linea di complementi di arredo (info: 06/ 67102475). Infine la particolarità dei Musei Vaticani, dove il book shop mette in vendita libri editi in proprio. I punti vendita osservano gli stessi orari di apertura dei musei (vedi sito Internet www.museidiro-ma.com).



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