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Soprintendenze speciali? Solo sulla carta
Stefano Miliani
KW ART News 20/11/2002

Uffizi in bolletta? Anche Roma, Venezia, Napoli hanno bilanci difficili. I fondi per le soprintendenze autonome sono in ritardo perch non stato istituito il regolamento
ROMA - La soprintendenza autonoma del Polo museale fiorentino ha i conti in rosso. E deve pagare una bolletta da 286 mila euro allEnel. Ma non la sola a dover affrontare difficolt economiche. Il problema pi vasto e riguarda tutte le soprintendenze autonome istituite allinizio di questanno: quelle dei poli museali di Venezia, Roma e Napoli, quella archeologica della capitale. Perch sono autonome solo sulla carta: il regolamento per far funzionare queste complesse macchine della gestione dellarte non esiste ancora, quindi i finanziamenti devono seguire le vie ordinari e, di conseguenza, ci sono ritardi e carenze croniche. La strada privilegiata che doveva aprirsi con lautonomia non ancora stata aperta (clicca qui per il servizio sulla bolletta degli Uffizi su Repubblica.it; a fianco il link ai commenti di Giovanna Melandri dei Ds, Riccardo Migliori di An, Gianfranco Cerasoli della Uil).
A Firenze la soprintendenza non pu affrontare nemmeno le spese correnti, come asciugamani ed estintori. N tanto meno le spese di trasferte allestero, di lavoro, dei funzionari. Il ministero per i Beni e le attivit culturali non ha ancora assegnato i fondi necessari. Ha spedito una lettera, il 14 novembre scorso, che certifica l'avvio dell'iter per l'accredito di una prima parte dei fondi. E il titolare del dicastero Giuliano Urbani si affretta a dichiarare: Apprendo dai giornali che gli Uffizi potrebbero restare senza corrente elettrica perch dal Ministero non sarebbero arrivati i fondi necessari a pagare l'Enel. Ho chiesto subito un controllo dei fatti ai diretti responsabili centrali o periferici che siano, ma ho anche incaricato il Gabinetto di conoscere la fonte di queste 'lamentazioni' ai giornali, prima che al ministro in persona! Se l'autonomia risulta interpretata in questo modo, allora chiarissimo che ci saranno molte cose da rivedere in tutti i sensi e in tutti gli ambiti. Deve essere comunque certa una cosa: non resteranno mai senza corrente elettrica. Allarme fuori luogo; allarmisti fuori bersaglio". Nel bersaglio c dunque chi rende conto di quel che accade?

Il soprintendente Antonio Paolucci cerca di gettare acqua sul fuoco: "Non metteranno gli Uffizi al buio come a Kabul: vero che ho avuto il sollecito dell'Enel che vuole essere pagata per 286551,43 euro. E la lettera in effetti era giustificata perch i denari che dovevano arrivare ancora non sono arrivati. Ma, aggiunge il responsabile dei musei fiorentini, "ma non c' alcun pericolo che lo Stato metta al buio i suoi musei; c' solo un ritardo nei pagamenti che stiamo attendendo dal ministero e che arriveranno a momenti". Il direttore amministrativo dell'istituto, Giovanni Lenza, rivela una lettera ministeriale del 14 novembre, in cui si dice che stato avviato l'iter burocratico per l'accredito alla soprintendenza (che complessivamente ha un bilancio di circa 6 milioni di euro lanno) del 75% delle spese di funzionamento.

LEnel da parte sua assicura che gli Uffizi e gli altri musei di Firenze non resteranno al buio". Allo stesso tempo conferma per che di fronte ad uno scoperto di oltre 280 mila euro che si protrae da molti mesi, l'azienda ha avvisato il cliente che, se perdurava la morosit, correva il rischio della sospensione delle forniture".

"Quale la ragione di tutto questo? Forse che il Governo non vuole pi finanziare i musei italiani? Non questo: dice ancora Paolucci - che c' stata una trasformazione profonda, strutturale (sono nate le nuove soprintendenze e i poli museali a Firenze, Napoli, Venezia e Roma, c' stato un riordino e una ristrutturazione globale nell'amministrazione) e questo ha significato gravi e deplorevoli ritardi nella erogazione dei fondi. Quindi un fatto tecnico. Anche se la direttrice degli Uffizi, Anna Maria Patrioli Tonfani, dichiara che "certe forniture sono vitali per il funzionamento della struttura. Se non dovessero essere coperte si correrebbe il rischio di chiudere i musei".

Claudio Strinati, soprintendente del Polo museale di Roma, constata i ritardi nei pagamenti. E spiega: Non esistendo ancora il regolamento di funzionamento dei nuovi poli i finanziamenti devono seguire vie ordinarie e quindi si registrano i normali ritardi e le normali carenze. Stesso discorso da parte di Adriano La Regina, responsabile della soprintendenza archeologica speciale della Capitale: Il regolamento non entrato per cui i finanziamenti seguono ancora i canali dei bilanci ordinari. Cio come se non fossimo una soprintendenza autonoma.

Il quadro non semplice nemmeno a Venezia. Dice Giovanna Nepi Scir, soprintendente del polo museale: Non abbiamo ancora ricevuto i soldi del 2002 per le spese ordinarie. Sono centinaia di milioni di vecchie lire, certo non le cifre degli Uffizi. Finora abbiamo coperto le spese con la contabilit speciale, il che vuol dire prendere le risorse da un capitolo di spesa diverso da quello stabilito. Per non sono soldi che avanzavano, li spostiamo da un capitolo allaltro. La situazione, ammette, triste, ci hanno promesso che questi fondi arrivano e le soprintendenze autonome sono state istituite a marzo. Il ministero, precisa, conosce questi problemi, dalla laguna hanno spedito pi lettere: Il quadro espressione di una situazione finanziaria pesante del paese e la mancanza del regolamento ha bloccato i fondi. Con la conseguenza che per manutenzione e restauri i soldi non sono arrivati e hanno attinto dai residui passati. Contiamo di ricevere quei soldi, conclude Giovanna Nepi Scir.

A Napoli lo scenario non troppo diverso. Mariella Utili, direttrice del Museo di Capodimonte, dichiara: Ci troviamo nelle stesse difficolt perch i meccanismi di finanziamento sono gli stessi. A suo parere il problema si avverte in misura pi seria nella citt partenopea: A Firenze e Venezia hanno tanti visitatori e grossi introiti tramite le concessioni, tutto questo al sud avviene con cifre molto pi ridotte e la situazione pi critica. Per questo lancia una proposta: In casi come questo dellEnel sforziamoci di pensare in termini di collaborazione con la societ e non chiedere sponsorizzazioni per eventi, naturalmente importanti, ai quali lEnel ha contribuito, ma sviluppare convenzioni e un partnerariato per cui il sostegno arriva nella gestione quotidiana dei musei. A Napoli il soprintendente Nicola Spinosa cerca di sviluppare questo discorso. Pensiamo a quale ritorno di immagine ci sarebbe per la societ che finanzia la quotidianit del museo: sarebbe una forma di cultura e anche la disaffezione del pubblico verso i musei mentre va per mostre avrebbe unottica diversa. Il caso fiorentino la spia di un problema pi generale.



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