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Firenze. Architetti in pressing sul Franchi. «Miglioratelo, non demolitelo»
Mauro Bonciani
Corriere Fiorentino - 13/1/2021

«L‘Unione Internazionale degli Architetti, Union Internationale des Architectes (Uia), ha scritto al sindaco Nardella di Firenze chiedendo di conservare e ripristinare lo stadio Artemio Franchi!». Così sulla propria pagina Facebook la Fondazione Pier Luigi Nervi Project ha reso noto la lettera arrivata a Nardella e che coinvolge anche il ministero dei Beni culturali chiamato a dire quali sono gli elementi intoccabili del Franchi e cosa si può fare nello stadio vincolato.

La lettera è partita da Parigi, dove ha sede l’Uia, un’organizzazione non governativa che rappresenta architetti di 124 Paesi aderenti, fondata a Losanna nel 1948, e riconosciuta da molte delle agenzie delle Nazioni Unite, tra le quali l’Unesco. L’attuale presidente della Uia, Thomas Vonier, chiede di «salvare lo stadio Artemio Franchi», spiegando che l’organizzazione è stata recentemente informata del rischio di «demolizione, alterazioni irreversibili o sostituzione» dell’impianto, definito «un importante monumento della moderna architettura del ventesimo secolo ed uno dei più influenti e internazionalmente riconosciuti lavori di Pier Luigi Nervi». Da qui la considerazione: «La demolizione o il radicale cambiamento sarebbe una grande perdita culturale, sia per l’Italia che per la comunità internazionale dell’architettura».

Quindi la conclusione dell’associazione internazionale è una richiesta pressante al sindaco. «Le chiediamo con urgenza di considerare la conservazione, il restauro e il miglioramento dello stadio Franchi. L’Italia è da tempo in prima linea nella conservazione e nel restauro del patrimonio artistico e questa è un’ottima opportunità per essere una volta ancora di esempio in questo campo. Noi speriamo sinceramente che troverete i mezzi per salvaguardare questo edificio storico, che rappresenta una pietra miliare nella storia dell’architettura».

Da Palazzo Vecchio non è arrivata nessuna risposta alla lettera dell’Unione Internazionale degli Architetti: l’amministrazione Nardella ha deciso da tempo che parlerà della questione stadio solo dopo che da Roma sarà arrivata la risposta del ministero alla richiesta dell’amministrazione della Fiorentina su quali siano gli elementi intoccabili dello stadio e se si possa eventualmente spostarli, come prevede la norma approvata sugli stadi-monumento. Una risposta sui cui tempi non si hanno indizi, ma che potrebbe arrivare nelle prossime settimane, dato che il verdetto sarà fatto dai tecnici, non dal ministro alla cultura Dario Franceschini, e che quindi le fibrillazioni dell’esecutivo non dovrebbero ritardare la pratica sul Franchi.

Anche la Fiorentina è in attesa di capire e solo dopo si metterà a un tavolo con i progettisti per capire se ci sono i margini che interessano a Rocco Commisso o se la palla passerà al Comune, proprietario del Franchi, e allo Stato, mentre i viola opteranno per uno stadio nuovo, facendo valere la possibilità di Campi Bisenzio.



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